Dio Padre

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Andrej Rublëv, Icona della Trinità. Nell'interpretazione più comune, la figura del Padre è quella sulla sinistra

1leftarrow.png Voce principale: Trinità.

Padre è l'appellativo che indica, nella profondità dell'esperienza filiale di Gesù comunicata a chi crede in lui, il mistero di Dio.

Nell'Antico Testamento

Nell'Antico Testamento YHWH è chiamato Padre perché è il creatore (cfr. Dt 32,6; Mal 2,10), e ancor più in forza dell'Alleanza e del dono della Legge fatto a Israele, suo "figlio primogenito" (Es 4,22). È poi chiamato Padre del re d'Israele (cfr. 2Sam 7,14). In modo particolarissimo egli è "il Padre dei poveri", dell'orfano, della vedova, che sono sotto la sua protezione amorosa (cfr. Sal 68[67],6)[1].

La relazione di Gesù con il Padre

Gesù ha rivelato che Dio è Padre non solo in quanto Creatore: egli è eternamente Padre in relazione al suo Figlio unigenito[2], il quale è eternamente Figlio in relazione a suo Padre; sono significative al riguardo le parole di Gesù nell'Inno di giubilo: "Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare" (Mt 11,27).

Gesù stesso esprime il mistero della sua relazione unica con il Paere chiamandolo Abbà, "papà" (Mc 14,36; cfr. Gal 4,6; Rm 8,15).

Gli Apostoli giungono quindi a confessare Gesù come "il Verbo" che "in principio [..] era presso Dio, e il Verbo era Dio" (Gv 1,1). Egli è colui che "è immagine del Dio invisibile" (Col 1,15), "irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza" (Eb 1,3).

Riflessione teologica

Dio è chiamato Padre principalmente in ragione del mistero di relazione che lo rapporta al suo Figlio.

Chiamando Dio con il nome di Padre, il linguaggio della fede mette in luce soprattutto due aspetti[3]:

La tenerezza paterna di Dio può anche essere espressa con l'immagine della maternità (cfr. Is 66,13; Sal 131[130],2), che indica ancor meglio l'immanenza di Dio e l'intimità tra Dio e la sua creatura.

Il linguaggio della fede si rifà così all'esperienza umana dei genitori che, in certo qual modo, sono per l'uomo i primi rappresentanti di Dio. Tale esperienza, però, mostra anche che i genitori umani possono sbagliare e sfigurare il volto della paternità e della maternità[4]. Dio permane come origine e modello di ogni paternità e maternità (cfr. Ef 3,14-15; Is 49,15): nessuno è padre quanto Dio.

Note
  1. Catechismo della Chiesa Cattolica, 238.
  2. Catechismo della Chiesa Cattolica, 240.
  3. Catechismo della Chiesa Cattolica, 239.
  4. In realtà Dio trascende la distinzione umana dei sessi. Egli non è né uomodonna, egli è Dio, e trascende pertanto la paternità e la maternità umane (cfr. Sal 27[26],10).
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni
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Il contenuto di questa voce è stato firmato il giorno 27 luglio 2011 da don Paolo Benvenuto, baccelliere in Teologia.

Il firmatario ne garantisce la correttezza, la scientificità, l'equilibrio delle sue parti.

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