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Pastore protestante

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Il Pastore protestante (o semplicemente Pastore) è il ministro del Culto nelle chiese evangeliche e riformate. A differenza dei sacerdoti cattolici, il pastore non detiene un'autorità esclusiva né un sacerdozio speciale per mediare con il Divino, ma guida la comunità nell'insegnamento e nell'organizzazione. Nel protestantesimo la funzione del sacerdote è attribuita solo a Cristo, il cui ministero sacerdotale non è condiviso da alcun altro, nemmeno in senso derivato. Il termine Pastore come titolo proviene dalla Bibbia, inteso come custode del gregge.

L'attività principale è la diffusione del Vangelo, l'amministrazione dei sacramenti e la guida del Culto. Svolge il sostegno spirituale, organizza la catechesi, i battesimi e le attività sociali o giovanili all'interno della parrocchia.

Non è l'unico leader della comunità. Spesso opera insieme ad altri organi collegiali (come gli anziani e i diaconi), promuovendo il sacerdozio universale di tutti i credenti.

Formazione e Ordinazione

Il percorso per diventare pastore richiede solitamente una solida formazione accademica. Prevede una laurea triennale e una specialistica in teologia. Dopo gli studi, è previsto un tirocinio di circa due anni affiancando un pastore esperto prima della consacrazione. Nella tradizione protestante non esiste l'obbligo del celibato e in molte chiese è previsto il pastorato femminile.

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