Coscienza morale

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« La coscienza morale è un giudizio della ragione mediante il quale la persona umana riconosce la qualità morale di un atto concreto che sta per fare, sta compiendo o ha compiuto. »

La coscienza morale è la capacità della persona, attraverso la ragione di cui è fornita, di dirigere se stessa verso la propria realizzazione secondo verità.

A differenza dell'animale, che è guidato dall'istinto, l'uomo si guida illuminato dai giudizi della propria coscienza, che è la fedeltà vissuta alla propria dignità. Creato da Dio libero, l'uomo è chiamato a realizzarsi partendo da se stesso, avendo questa luce interiore come guida. Ciò comporta la necessità di vivere sufficientemente presenti a se stessi per sentire e seguire la voce della propria coscienza, temendo le distrazioni che possono illudere l'uomo.

Giunto ad un giudizio certo della coscienza, l'uomo è tenuto a seguirlo, disposto a cambiare rotta se avvertisse di essersi sbagliato. Occorre però diffidare dei giudizi emessi dalla coscienza di un uomo vizioso.

Messa di fronte ad una scelta morale, la coscienza può dare un giudizio retto in accordo con la ragione e la Legge divina oppure un giudizio erroneo. Nelle situazioni difficili l'uomo è chiamato con la virtù della prudenza a ricercare ciò che è giusto e buono, discernendo la volontà di Dio.

L'uomo fedele a se stesso è capace di un giudizio prudente perché affidato ad una coscienza retta nell'assunzione di una piena responsabilità delle proprie azioni.

La coscienza deve perciò essere educata sempre per poter formulare giudizi seguendo la ragione, in conformità al vero bene voluto dalla sapienza del Creatore.

Per il cristiano la Parola di Dio è la luce che rischiara il cammino della formazione della coscienza. In ambito più propriamente di fede si parla di coscienza morale cristiana.

Bibliografia
  • Joseph De Finance, Etica generale, Tipografica Meridionale, Cassano Murge (Bari) 1986, in particolare le p. 355-386
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