Epigrafia cristiana

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La epigrafia cristiana è lo studio delle iscrizioni, con speciale riferimento a quelle dei primi secoli del cristianesimo (III-VII). In questo senso è una scienza ausiliare della storia che permette di ricostruire diversi elementi della vita dei cristiani.

La maggioranza delle testimonianze epigrafiche cristiane cominciano dal secolo IV e si concentrano fino al secolo VII. Dalla prima metà del secolo III c'è ben poco materiale (soprattutto a Roma e nella Frigia), ma dal secolo VI si registra una diminuzione dovuta alle difficoltà economiche e sociali dell'Impero in declino.

L'epigrafia si usa come fonte per conoscere abitudini religiosi di tipo funerario, l'evoluzione della onomastica propria dei cristiani, la interpretazione della simbologia impiegata in monumenti e opere di chiese o edifici ecclesiastici, la vita di alcuni santi vissuti nei primi secoli del cristianesimo, ecc. Ma anche è servita per conoscere l'evoluzione di lingue come il latino e il greco. Alcune volte l'unica fonte per sapere informazione di alcuni personaggi della storia sono le testimonianze epigrafiche:

« Che si saprebbe di papi come Eusebio e Marcello senza le iscrizioni dedicate dal Papa Damaso? Che di s. Abercio e di s. Eutichio senza i loro elogi funebri? »
(Ferrua (1950:col. 433))

Criteri di discernimento

Il Buon Pastore. Museo delle Terme di Diocleziano, Roma.

Il criterio più ampio usato come base per le iscrizioni è che tutte le epigrafi sono pagane finché non si dimostri il contrario anche se è frequente la presenza di elementi pagani in iscrizioni cristiane, come il contrario del resto. In questi casi, sarà il così detto «contesto archeologico» a dire l'ultima parola per discriminare. Alle volte si considera anche la presenza di una simbologia propria o «battezzata»:

« Le figurazioni più comuni sono il Buon pastore e le pecore, l'orante, la colomba di Noè, uccelli di più specie (particolarmente colombe e pavoni) o, soli e affrontati ad un vaso, la fenice, il delfino o altri pesci, l'ancora, corone e rami di palma, monogrammi decussati o croci monogrammatiche, sole o accompagnate dalle lettere apocalittiche A e O e anche da colombe, rami di vite, moggi di grano, strumenti di mestieri (specialmente quelli dello scalpellino), scene della vita civile privata e anche talora dell'iniziazione religiosa, anche qualche scena biblica. »
(Ferrua (1950:col. 438))

Un elemento proprio della epigrafia funeraria cristiana dei primi secoli era la preoccupazione di includere la data di morte o di sepoltura. I pagani evitavano di farlo perché consideravano questa una data nefasta. Era un'abitudine cristiana che fece introdurre nelle iscrizioni dei termini nuovi come «depono», «depositio», ecc. I modi di indicare la data erano quelli comunemente adoperati nella documentazione del tempo, cioè quella indicando i nomi dei consoli in carica (specialmente estesa dopo Costantino) o le «aerae» proprie di alcune provincie (Hispania o Mauritania). Anche si è adoperato il sistema della indizione di Diocleziano.

Un altro aspetto caratteristico, almeno negli epigrafi dei primissimi secoli, era l'inclusione di un solo nomen (invece dei abituali tria nomina) e il quasi nullo impiego di espressioni come benemerenti che erano comuni nelle iscrizioni pagane. Questo faceva sì che gli epigrafi funerari cristiani risultavano estremamente laconici.

Nei monumenti, a differenza delle iscrizioni pagane, si trova meno informazione sull'autore materiale e si preferisce spiegare le finalità del monumento o edificio. Anche se le tematiche proprie della epigrafia pagana erano più ampie di quelle cristiane (e con più secoli di uso) sono proprie dei cristiani i ricordi di sepolcri di martiri, l'indicazione della dedicazione di una chiesa o la trascrizione di documenti con privilegi o benefici ecclesiastici.

Già nel secolo IV si generalizza l'uso di concetti propri come l'augurio di pace o il ricordo del refrigerium che è la vita nell'aldilà, o la vita con Cristo. Spesso si trovano anche delle preghiere ai morti o per i defunti, messi come parte dell'epigrafe.

In quanto agli elementi esterni, generalmente le iscrizioni cristiane sono più rozze e denotano meno elaborazione che quelle pagane in aspetti come la terminazione delle lettere, la giustificazione, la grammatica (segno chiaro dell'evoluzione della lingua e l'analfabetismo, così come la presenza di botteghe meno costose). Ci sono eccezioni come le iscrizioni del Papa Damaso o quelle che si trovano in monumenti cristiani. Si impiega la lettera capitale rustica e alle volte quella onciale.

Fonti

Ci sono diverse opere che raccolgono e catalogano le epigrafi cristiane:

Bibliografia