Istituto clericale

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Un Istituto clericale è definito dal Codice di Diritto Canonico:

« Si dice istituto clericale quello che, secondo il progetto inteso dal fondatore, oppure in forza di una legittima tradizione, è governato da chierici, assume l'esercizio dell'Ordine Sacro e come tale viene riconosciuto dall'autorità della Chiesa»
(can. 588 §2)

Le condizioni richieste dunque perché si abbia un istituto clericale sono quattro:

  1. il governo dei chierici;
  2. l'assunzione dell'ordine sacro;
  3. il riconoscimento dell'autorità della Chiesa come istituto clericale;
  4. la volontà del fondatore o la legittima tradizione clericale.

Governo dei chierici

In un Istituto clericale solo i chierici possono essere superiori. In quelli di diritto pontificio i superiori, anche solo locali, hanno la potestà di giurisdizione, e i superiori maggiori sono chiamati "ordinari". I laici, per questo, non essendo soggetti capaci di giurisdizione ecclesiastica, non possono essere superiori.

Assunzione dell'ordine sacro

Esso è costituito dal sacerdozio e dal diaconato. Il diaconato è verso il sacerdozio, anche se in un Istituto clericale non mancano i diaconi permanenti. Non tutti i consacrati in un Istituto clericale debbono assumere l'ordine sacro. L'attività e l'apostalo prevalenti dell'istituto sono quelli del sacerdozio ministeriale.

Riconoscimento dell'autorità della Chiesa

Essa riconosce se un Istituto è clericale o laicale, conferendogli il relativo stato giuridico.

L'autorità competente della Chiesa a dare il riconoscimento è il vescovo diocesano quando erige l'istituto di diritto diocesano, riconoscimento che viene confermato dalla Sede Apostolica quando lo stesso Istituto diventa di diritto pontificio.

Volontà del fondatore o legittima tradizione

È il fondatore che stabilisce se il suo Istituto debba essere clericale o laicale, in forza del carisma di fondazione. La volontà può essere implicitamente manifestata nella designazione delle strutture e dell'apostolato.

Riguardo alla tradizione, questa deve essere legittima e accettata dalle competenti autorità. Attualmente la Congregazione per la Vita consacrata chiede che nelle Costituzioni di un Istituto sia specificato se sia clericale o laicale.

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