Mater Populi fidelis
| Mater Populi fidelis Nota del Dicastero per la Dottrina della Fede, Promulgata sotto l'autorità di Leone XIV | |
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| Data |
4 novembre 2025 (I di pontificato) |
|---|---|
| Traduzione del titolo | La Madre del Popolo fedele |
| Argomenti trattati | su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all'opera della salvezza |
| Nota precedente | Antiqua et nova |
| Nota successiva | Una caro |
| Testo integrale sul sito della Santa Sede | |
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Mater Populi fidelis è una nota del Dicastero per la Dottrina della Fede "su alcuni titoli mariani riferiti alla cooperazione di Maria all'opera della salvezza", deliberata dal Dicastero il 26 marzo 2025 (sotto papa Francesco), approvata da papa Leone XIV il 7 ottobre e promulgata il 4 novembre 2025.
Il documento ribadisce l'insegnamento cattolico che pone in grande risalto la figura di Maria, ma non le riconosce il titolo di Corredentrice, essendo redentore il solo Cristo. Chiarisce inoltre in che senso sono accettabili o meno alcuni titoli ed espressioni riferiti alla Vergine, e allo stesso tempo approfondisce i corretti fondamenti della devozione mariana, precisando il posto di Maria nella sua relazione con i fedeli, alla luce del mistero di Cristo quale unico Mediatore e Redentore.
Struttura
- 1-3. Introduzione
- 4-15. La cooperazione di Maria nell'opera della salvezza
- 16-75. Titoli che si riferiscono alla cooperazione di Maria alla salvezza
- 17-22. Corredentrice
- 23-33. Mediatrice
- 28-29. Maria nella mediazione unica di Cristo
- 30-33. Fecondi nel Cristo glorioso
- 34-44. Madre dei credenti
- 38-42. Intercessione
- 43-44. Vicinanza materna
- 45-75. Madre della grazia
- 50-55. Dove solo Dio può arrivare
- 56-61. L'acqua viva che scorre
- 62-64. Amore che si comunica nel mondo
- 65-66. Criteri
- 67-70. Le grazie
- 71-72. La nostra unione con Maria
- 73-75. La prima discepola
- 76-80. Madre del Popolo fedele
- 77-80. L'amore si ferma, contempla il mistero, gode in silenzio
Caratteristiche
Il documento ha un valore superiore rispetto agli altri documenti pubblicati dallo stesso dicastero nei due anni precedenti, poiché è stato firmato da papa Leone, e quindi appartiene al Magistero ordinario della Chiesa.[1]
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