Memoria (liturgia)

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Nella liturgia della Chiesa cattolica si usa il termine Memoria per indicare quelle celebrazioni del proprio dei santi che hanno minore importanza liturgica.

Vi sono due gradi di memoria

  • obbligatoria (deve essere celebrata se lo impongono il calendario liturgico o le esigenze del luogo);
  • facoltativa (può essere celebrata. È lasciata al celebrante la decisione se officiarla o meno).

Hanno il grado di memoria la maggior parte delle celebrazioni dei santi.

Le memorie si celebrano solo se non cade quello stesso giorno una celebrazione di importanza maggiore: all'uopo il Messale e i libri della Liturgia delle ore riportano all'inizio una tabella in cui si determina l'importanza relativa delle varie celebrazioni dell'anno liturgico e la loro reciproca precedenza.

In particolare le memorie che cadono in Quaresima sono celebrate in tono ancora minore, per evitare di togliere forza alla stessa Quaresima e sono dette commemorazioni.

La celebrazione eucaristica nelle memorie

Nei giorni in cui cada una memoria, nella celebrazione eucaristica si usano le orazioni liturgiche proprie del santo del quale si fa memoria.

La liturgia della parola è quella della feria, a meno che si faccia menzione esplicita del santo nella prima lettura o nel Vangelo: in tal caso la lettura che fa menzione esplicita deve essere usata obbligatoriamente[1].

La liturgia delle ore nelle memorie

Nella liturgia delle ore si deve prendere obbligatoriamente dal santorale la seconda lettura dell'Ufficio delle letture. Le altre parti solamente quando lo si indica esplicitamente.

In particolare, non si cambia mai la prima lettura dell'Ufficio delle letture: le rubriche del breviario prescrivono che si legga fedelmente quella della feria, a meno che non si stia celebrando una festa o una solennità.

Nelle Lodi mattutine e nei Vespri, nella maggioranza delle memorie si recitano i salmi della feria. Alcune memorie fanno eccezione. La lettura breve con il suo responsorio, l'antifona al cantico evangelico, le invocazioni e le intercessioni possono essere prese della feria o del comune, a meno che il santorale indichi testi propri.

Se una memoria ricorre durante il tempo di Quaresima può essere celebrata come commemorazione[2] nel modo seguente: dapprima si celebra l'intero ufficio previsto per la feria di Quaresima, poi si aggiungono alcune parti proprie del santo che si sta celebrando. Nell'ufficio delle letture, dopo la seconda lettura con il suo responsorio, si aggiunge la lettura agiografica propria con il suo responsorio e l'orazione del santo; nelle lodi mattutine e nei vespri, dopo l'orazione conclusiva, si aggiungono l'antifona e l'orazione propria.

Voci correlate
Note
  1. Le rubriche non sono chiare sull'obbligo di prendere anche l'altra lettura dal proprio dei santi o dal comune.
  2. Principi e norme per la liturgia delle ore, n. 239.
Collegamenti esterni