Nostra Signora di Kibeho

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Le apparizioni di Kibeho sono apparizioni di Maria, avvenute nel villaggio ruandese di Kibeho tra il 28 novembre 1981 e il 28 novembre 1989. Rappresentano le prime apparizioni mariane verificatesi nel continente africano.

Le apparizioni e i messaggi

Le apparizioni di Kibeho hanno per protagonisti sei ragazze e un ragazzo: Alphonsine Mumureke, Anathalie Mukamazimpaka, Marie-Claire Mukangango, Stephanie Mukamurenzi, Agnes Kamagaju, Vestine Salima e Emmanuel Segatashya.

In un collegio di Kibeho gestito da suore, frequentato da un centinaio di ragazze della zona, sabato 28 novembre 1981, verso le 12:35, la sedicenne Alphonsine Mumureke si trovava nel refettorio insieme alle compagne quando, come racconta nel suo diario, sentì una voce che la chiamava: recatasi nel corridoio accanto al refettorio, vide una donna di straordinaria bellezza, vestita di bianco, con le mani giunte.

Quando Alphonsine le chiese chi fosse, rispose: "Io sono la Madre del Verbo". La Madonna esortò alla preghiera lei e le sue compagne, prima di scomparire lentamente dopo un quarto d'ora circa.

Le compagne di Alphonsine non le credettero, pensando che fosse stata vittima di un'allucinazione; siccome la prendevano in giro, la ragazza chiese alla Madonna di apparire anche ad altre ragazze.

La sera del 12 gennaio 1982, Maria apparve allora alla diciassettenne Anathalie Mukamazimpaka, senza che le ragazze del collegio cambiassero opinione; due mesi più tardi, il 2 marzo 1982, la Madonna apparve infine anche alla ventunenne Marie-Claire Mukangango, che era la più scettica del gruppo: questo convinse le altre ragazze della veridicità dei fenomeni. La notizia si diffuse, attirando a Kibeho un numero crescente di fedeli.

Il 19 agosto 1982 ci fu un'apparizione di ben otto ore, durante la quale la Madonna mostrò ai veggenti le immagini dei massacri che sarebbero poi avvenuti realmente nel 1994.

Maria apparve per invitare non solo il popolo ruandese ma l'umanità intera alla conversione, alla preghiera e al digiuno, oltre all'amore verso Dio e il prossimo, unico modo per conseguire l'unità e la pace.

Nei suoi messaggi, la Madonna disse fra l'altro: "Questo mondo è sull'orlo di una catastrofe. Meditate sulle sofferenze di Nostro Signore Gesù e sul profondo dolore di Sua Madre. Pregate il Rosario, specialmente i Misteri Dolorosi, per ricevere la grazia di pentirvi"..."Sono venuta per preparare la strada a mio Figlio, per il vostro bene e voi non lo volete capire. Il tempo rimasto è poco e voi siete distratti. Siete distratti dai beni effimeri di questo mondo. Ho visto molti dei miei figli perdersi e sono venuta per mostrare la vera strada".[1]

A Kibeho è stato creato un santuario, intitolato a "Nostra Signora di Kibeho" e "Nostra Signora dei Dolori".

I massacri della guerra civile e le visioni

Nella guerra civile degli anni 90 tra le etnie Tutsi e Hutu ci furono massacri spaventosi. Il 19 agosto 1982, i ragazzi raccontarono di aver avuto delle visioni impressionanti (fiumi di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, teste mozzate).

Proprio il villaggio di Kibeho (165.000 o 200.000 abitanti, a seconda delle fonti) è stato uno dei centri del genocidio che fece migliaia vittime, anche nella stessa scuola dove i veggenti ebbero le prime apparizioni; una di loro, Marie-Claire Mukangango, è stata una delle vittime, insieme al marito. A Kibeho più di 10.000 tutsi rifugiati nella parrocchia, vi furono massacrati nell'aprile 1994. Coloro che si barricarono all'interno della chiesa vi furono bruciati vivi; un anno dopo seguì un altro massacro di più di 8.000 hutu sulla piazza stessa delle apparizioni.

Il miracolo del sole di Kibeho

Il 31 maggio 2003, in occasione della consacrazione del "Santuario di Nostra Signora dei Dolori" edificato a Kibeho, alle 10 del mattino, durante la processione verso il nuovo Santuario da consacrare, molti videro, vicino al sole, un altro astro più piccolo, con le dimensioni della luna, lucentissimo, che danzava, girando intorno al sole, tra uno sfavillio di mille colori. Il fenomeno durò otto minuti e venne fotografato e filmato[2]; questo fu interpretato come un "segno" del cielo, al pari di quanto accadde a Fatima il 13 ottobre 1917.

Riconoscimento e autorizzazione alla devozione

Il 29 giugno 2001 il Vaticano ha reso pubblica la notizia che l'Arcivescovo Augustin Misago di Gikongoro, la diocesi di appartenenza di Kibeho, aveva dato la sua approvazione definitiva al riconoscimento e conseguente devozione delle apparizioni di Kibeho.[3] L'approvazione dal vescovo riguarda soltanto tre dei sette veggenti: Alphonsine Mumureke, Anathalie Mukamazimpaka e Marie Claire Mukangango.

Una dichiarazione del vescovo di Gikongoro preparata in accordo con la Congregazione per la Dottrina della Fede, è stata resa nota in contemporanea, nel maggio 2003, in Africa e in Vaticano, per ufficializzare quello che la Chiesa cattolica considera un evento straordinario.

Note
Bibliografia
  • Gabriel Maindron, "Apparizioni a Kibeho. Annuncio di Maria nel cuore dell'Africa", Queriniana Edizioni, 1985 - ISBN 8839917373
  • Gianni Sgreva "Le apparizioni della Madonna in Africa: Kibeho", Editrice Shalom, 2002 - ISBN 8884040124
  • Michele Aramini, La Vergine Maria Madre del Verbo. Kibeho-Ruanda, Editore Elledici (collana Biografie), 2009
Voci correlate
Collegamenti esterni

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