Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento

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Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento
in latino '''''
Beato francesco spinelli.jpg
Il beato Francesco Spinelli.

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa femminile di diritto pontificio

Altri nomi
Fondatore Francesco Spinelli
Data fondazione 1882
Luogo fondazione Bergamo
Titolo superiore
Approvato da Pio XI
Data di approvazione 27 febbraio 1932
Scopo istruzione, opere parrocchiali e altre attività a favore di carcerati, tossicodipendenti, malati terminali e vittime della prostituzione
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Le Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio[1].

Cenni storici

La congregazione in origine fu fondata a Bergamo nel 1882 da Francesco Spinelli (1853-1913) con l'aiuto di santa Geltrude Comensoli (1847-1903)[2].

Tuttavia, dopo i brillanti inizi, don Spinelli fu forzato dal nuovo vescovo di Bergamo Gaetano Camillo Guindani ad ampliare l'Istituto e quindi a fare acquisti molto onerosi in immobili e terreni; il presbitero godeva di ampio credito tra la popolazione e riuscì a condurre in porto tutti i progetti, pur tra mille difficoltà.

Ma quando il segretario del vescovo agendo subdolamente gli fece perdere la fiducia dei creditori, per don Spinelli fu il fallimento: il 18 gennaio 1889 fu deposto dal compito di amministratore e di superiore dell'Istituto da lui fondato e confinato all'ospizio di Sant'Antonio.

Il 5 marzo del 1889 lasciò definitivamente la diocesi di Bergamo: si trasferì a Rivolta d'Adda (Cremona), in una casa intestata al fratello, don Costanzo Spinelli, ed ottenne l'incardinazione nella diocesi di Cremona.

Il processo durò dal 1888 al 1891 e portò alla chiusura delle case della Congregazione a Bergamo e al sequestro di tutti i beni immobili di sua proprietà. In seguito, il beato Spinelli fu processato per fallimento dal 21 al 28 novembre 1891, e condannato per bancarotta semplice a cinque mesi di reclusione; la pena fu condonata per amnistia reale dopo i ricorsi in appello.

Nel frattempo, anche le Adoratrici, rimaste a Bergamo sotto la direzione della Comensoli, si staccarono da Spinelli e costituirono una congregazione a sé col nome di Sacramentine di Bergamo.[2]

Ma il Vescovo di Cremona, mons. Geremia Bonomelli, colpito dalla sua umiltà e certo della sua innocenza riconosciuta nelle traversie passate dal sacerdote, lo incoraggiò a continuare la sua opera, prestandogli ogni tipo di aiuto.

Il 10 novembre 1897 emanò il decreto di erezione canonica della nuova Congregazione delle Adoratrici del Santissimo Sacramento, che riconosceva Francesco Spinelli come proprio fondatore. Scriveva il vescovo Bonomelli nel suo decreto:

« Riamare Gesù Cristo nel Sacramento dell'Eucaristia, passare con lui ore di adorazione e di là attingere la fiamma della carità per il prossimo: ecco ciò che risponde al fine dell'istituzione del medesimo Sacramento »

L'istituto ricevette il pontificio decreto di lode l'11 dicembre 1926 e venne approvato definitivamente dalla Santa Sede il 27 febbraio 1932[2].

Il fondatore è stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1992[3].

Attività e diffusione

Le Adoratrici si dedicano all'istruzione, alle opere parrocchiali e ad altre attività a favore di carcerati, tossicodipendenti, malati terminali e vittime della prostituzione[4].

Oltre che in Italia, sono presenti in Africa (Camerun, Congo, Senegal)[5] e America del Sud (Argentina, Colombia):[6] la sede generalizia è a Rivolta d'Adda[1].

Al 31 dicembre 2005 l'istituto contava 436 religiose in 59 case[1].

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 Ann. Pont. 2007, p. 1527.
  2. 2,0 2,1 2,2 DIP, vol. I (1974), coll. 118-120, voce a cura di P. Calliari.
  3. Tabella riassuntiva delle beatificazioni avvenute nel corso del pontificato di Giovanni Paolo II su vatican.va. URL consultato il 7-7-2009
  4. Il disagio ha un volto su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009
  5. Comunità in Africa su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009
  6. Comunità in America Latina su suoreadoratrici.it. URL consultato il 7-7-2009
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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