Template:Pagina principale/LiturgiaRA/14 settembre

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  • Lettura - Nm 21,4-9: Chiunque, dopo essere stato morso, guarderà il serpente, resterà in vita.
    Nel contesto di paura e di morte leggiamo questo strano racconto molto antico e in contrasto con la proibizione delle immagini. Il peccato attira l'ira divina, manifestata con il veleno dei serpenti. Ma Mosè, forse avendo scoperto qualche proprietà terapeutica di qualche serpente (in Egitto era stato istruito su tante cose), riesce a portare salvezza alla sua gente: bisognava guardare con fede a quel legno e a quel misterioso serpente esaltato su di esso.
  • Salmo - Sal 78[77],1-2.34.37-38 - Rit.: Sei tu, Signore, la nostra salvezza.
  • Epistola - Fil 2,6-11: Gesù Cristo umiliò sé stesso; per questo Dio lo esaltò.
    Antichissima pagina cristiana, che parla di uno come Dio, che si è umiliato fra noi uomini e fino alla «maledetta» e ignominiosa morte su una croce! Così infatti la intendeva la legge mosaico-divina e la mentalità pagana di allora. Ma Dio ha esaltato e trasformato quel legno e il suo Crocifisso in un mezzo di gloria e di vita per tutti.
  • Vangelo - Gv 3,13-17: Bisogna che il Figlio dell'uomo sia innalzato.
    Al fariseo Nicodemo, uomo della legge mosaica, ma in ricerca di qualcosa d'«altro», Gesù spiega la propria missione: simile a quella del vecchio serpente di Mosè, ma più efficace e più vero segno dell'amore del Padre per tutto il mondo! Nessun'altra religione esalta in questa misura un Crocifisso e con lui getta luce su tutti i poveri crocifissi di tutte le religioni e le stirpi.


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