Utente:Simone Demaso/Divina Commedia

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« La Commedia è e resterà l'ultimo miracolo della poesia mondiale. »
(Eugenio Montale. Dante ieri e oggi. [1])

La Divina Commedia è un poema di Dante Alighieri, scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, in lingua volgare fiorentina. La Commedia è l'opera più celebre di Dante, nonché una delle più importanti testimonianze della civiltà medievale; conosciuta e studiata in tutto il mondo, è ritenuta uno dei capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi.[2]

Il titolo

Il titolo originario dell'opera è "Commedia" o "Commedìa". Nel 1555, nell'edizione stampata da Lodovico Dolce e poi ripresa nel 1560 dal suo collaboratore Gabriel Giolito de' Ferrari a Venezia, fu aggiunto l'aggettivo "Divina" [3]. Lo scopo di Dolce e de' Ferrari era quello di porre in risalto il carattere "oltremondano" dell'opera dantesca, oltre che riprendere l'aggettivo che già Giovanni Boccaccio aveva dato all'opera[4].

Più difficile, invece, capire le motivazioni di Dante quando ha dato all'opera il titolo originale. Nel "De Vulgari Eloquentia" Dante riprende l'antica classificazione degli stili, utilizzando uno stile elevato per la tragedia, uno di medio livello per la commedia e uno semplice per l'elegia. Questo indicherebbe quindi che la scelta del titolo è dovuta allo stile poetico usato da Dante, ma questa ipotesi viene meno quando si nota lo stile molto elevato che il Sommo Poeta adotta nella cantica del Paradiso.

La vera motivazione del titolo si trova probabilmente nella "Epistola a Cangrande", ove si dà il titolo "Incipit Comoedia Dantis Alighierii, floentini natione, non moribus" ("Comincia la Commedia di Dante Alaghieri, fiorentino di nascita, non di costumi". In questa epistola Dante spiega il significato che lui dà alla parola "Commedia": per lui è un genere di narrazione poetica che differisce dalla tragedia nel fatto che la tragedia è, all'inizio, pacata e tranquilla, per poi finire tragicamente, mentre la commedia è aspra all'inizio, ma ha un lieto fine. Per questo, quindi, Dante ha chiamato la sua opera "Commedia": essa è orribile e macabra all'inizio, quando tratta di un selva oscura «ove la retta via era smarrita» e dell'Inferno, per poi trasformarsi in un'opera lieta che tratta della beatitudine del Paradiso. [5]

La composizione

Non abbiamo indicazioni certe sulla data di composizione. Il testo originale scritto dallo stesso autore è andato perduto, tanto che non possediamo nemmeno una sua piccola frase autografa. Molto probabilmente, il manoscritto originale è andato perduto insieme alla biblioteca del poeta. Le più antiche copie della "Commedia" risalgono a circa 10 anni dopo la morte dell'autore, morto nel 1321 [6]. Il manoscritto più antico è di Forese Donati.

Nonostante le difficoltà ottenute dalla mancanza del testo originale, si può affermare che l'inizio della stesura è avvenuta intorno al 1304, oppure intorno al 1306-1307 (le discussioni riguardano soprattutto la presenza di papa Clemente V, divenuto pontefice nel 1305, nell'opera dantesca: per alcuni i versi riguardanti il papa erano contenuti nell'opera originale, per alcuni sono un'aggiunta del poeta negli anni successivi). Sicuramente l'opera è cominciata dopo l'esilio di Dante, avvenuto nel 1302. La cantica sul Purgatorio è molto probabilmente finita nel 1313, dal momento che non sono narrati fatti avvenuti dopo questa data, mentre, dopo che l'autore si è preso una pausa per riflettere sul contenuto dell'ultima cantica di circa tre anni, il Paradiso fu terminato poco prima della morte dell'autore. Le ipotesi sulle datazioni sono state possibili anche grazie al fatto che molto probabilmente l'autore inviava i suoi canti, una volta terminati, ad alcuni amici.

La metrica e gli aspetti linguistici

100 canti, 3 cantiche etc, stile, studi e fonti...

La cosmologia per capire l'opera

Il tempo narrativo

Gradi di narrazione

Per allegoria, p. 16 17 l rosso

Simbologia numeri p. 17

Punti di vista e narrazione

Interna, esterna, zer, digetica, mimetica etc. P. XV libro rosso

Il viaggio

Personaggi principali (Dante, 3 guide), Pasqua 1300 etc.

Le tre cantiche

L'Inferno

Il Purgatorio

Il Paradiso

Alcuni canti famosi

Edizioni

Storia della critica

Commenti p. 172-173 / Wiki / p. 332

La "Divina Commedia" nell'arte

Curiosità

-Invocazione Muse p. 41

L'opera ebbe subito uno straordinario successo, e contribuì in maniera determinante al processo di consolidamento del dialetto toscano come lingua italiana. Il testo, del quale non si possiede l'autografo, fu infatti copiato sin dai primissimi anni della sua diffusione, e fino all'avvento della stampa, in un ampio numero di manoscritti. Parallelamente si diffuse la pratica della chiosa e del commento al testo, dando vita a una tradizione di letture e di studi danteschi mai interrotta; si parla così di secolare commento. La vastità delle testimonianze manoscritte della Commedia ha comportato una oggettiva difficoltà nella definizione del testo critico. Oggi si dispone di un'edizione di riferimento realizzata da Giorgio Petrocchi[7]. Più di recente due diverse edizioni critiche sono state curate da Antonio Lanza[8] e Federico Sanguineti[9].

La Commedia, pur proseguendo molti dei modi caratteristici della letteratura e dello stile medievali (ispirazione religiosa, fine morale, linguaggio e stile basati sulla percezione visiva e immediata delle cose), è profondamente innovativa, poiché, come è stato rilevato in particolare negli studi di Erich Auerbach, tende a una rappresentazione ampia e drammatica della realtà . È una delle letture obbligate del sistema scolastico italiano.

Note

  1. "Dante ieri e oggi" di E. Montale
  2. v. Harold Bloom, Il canone occidentale, Bompiani, Milano, 1996; Erich Auerbach, Studi su Dante, Feltrinelli, Milano 1964; ecc. È inclusa ad esempio fra i Grandi Libri del Mondo Occidentale
  3. La "Commedia"di L. Dolce
  4. Testi in cui Boccaccio parla della "Commedia" di Dante attribuendole l'aggettivo di "divina"
  5. Il testo completo della lettera a Cangrande
  6. In questa Biografia di Dante, come in tutte le biografie ufficiali del poeta, Dante è morto a 56 anni a Ravenna, nella notte tra il 23 e il 24 settembre 1321.
  7. La Commedia secondo l'antica vulgata, Milano, A. Mondadori, 4 voll., 1966-67
  8. La Commedìa. Testo critico secondo i più antichi manoscritti fiorentini, De Rubeis Editore, 1995
  9. Dantis Alagherii Comedia, Firenze, Edizioni del Galluzzo, 2001


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