Avendo udito la notizia del tremendo giudizio divino con cui la mano del Signore si è abbattuta sulla terra di Gerusalemme, noi e i nostri fratelli siamo confusi da tanto orrore e afflitti da tanto grandi dolori da non sapere che cos'altro fare se non piangere col Salmista: «Dio, i gentili sono entrati nel tuo retaggio, hanno profanato il tuo sacro tempio; hanno rovinato Gerusalemme, hanno dato le carni dei tuoi santi in pasto alle belve della terra e agli uccelli dell'aria» [1]; poiché il Saladino, approfittando della discordia scoppiata in quella terra a causa della malvagità degli uomini istigata dal Demonio, è giunto là con gran quantità di uomini. Gli sono andati incontro il re [2], i vescovi, i Templari, gli Ospedalieri, i baroni e i cavalieri col popolo tutto e la [reliquia della] croce del Signore (attraverso la quale, per le memorie e la fede nella passione di Cristo che su di essa fu crocifisso e riscattò il genere umano, soleva esservi un sicuro baluardo e un'insostituibile difesa contro le incursioni pagane). Ci fu battaglia e i nostri furono sbaragliati; perduta la croce del Signore, trucidati i vescovi, catturato il re e quasi tutti o passati per le armi o trucidati, salvo pochissimi salvatisi con la fuga; i Templari e gli Ospedalieri furono tutti decapitati sotto gli stessi occhi del re. Una volta disperso l'esercito riteniamo inutile riferire come [i saraceni] abbiano tutto invaso e saccheggiato, tanto che pochi sono restati i luoghi non ancor in mano loro…
Fu promulgata pochi giorni dopo la morte del predecessore Urbano III in risposta alla sconfitta dei crociati durante la battaglia di Ḥaṭṭīn il 4 luglio1187.
Gerusalemme era stata conquistata da Saladino il 2 ottobre, ma questa notizia non era ancora arrivata in Europa al momento dell'emissione della bolla.
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Audita tremendi su storia.unive.it (archiviato dall'url originale in data 02.03.2007)