Corpus Domini a Genzano

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Corpus Domini a Genzano
Genzano Infiorata.jpg
Infiorata su Via Italo Belardi
Processione
Festa locale
Commemorazione celebrata Corpus Domini
Chiamata anche Infiorata di Genzano
Note
Stato bandiera Italia
Regione bandiera Lazio
Provincia {{{provincia}}}
Comune Genzano di Roma
Località
Luogo specifico Via Italo Belardi
Diocesi Albano
Periodo Primavera
Data
Data fine
Data mobile domenica del Corpus Domini
Data d'istituzione 1782
Organizzata da Accademia dei Maestri Infioratori, Comune di Genzano di Roma
Tradizioni religiose Processione, celebrazione eucaristica
Tradizioni folcloristiche Realizzazione di un tappeto floreale (Infiorata)
Tradizioni culinarie
Informazioni
Collegamenti esterni
Sito web
Sito ufficiale del Forum Nazionale dei Giovani - Meraviglia Italiana

Il Corpus Domini a Genzano (Roma) celebra annualmente nella città laziale il sacramento dell'Eucarestia con l'allestimento di un esteso tappeto floreale (detto Infiorata), lungo il percorso della processione, che si estende, articolandosi in tredici quadri, per circa 2.000 m2, sulla Via Italo Belardi (già Via Livia), la strada che congiunge la piazza principale (Piazza IV Novembre) alla Chiesa di Santa Maria della Cima.

Storia

L’Infiorata è una festa strettamente collegata alla solennità del Corpus Domini e le sue origini risalgono al XIII secolo, quando in occasione della Processione del SS. Sacramento:

« Si spargevano alla rinfusa dei fiori a piene mani. »

L'origine dellL’Infiorata, così come oggi la conosciamo, è piuttosto incerta. Alcuni studiosi riconoscono nel 1778 l'anno ufficiale di inizio della manifestazione. Mentre un manoscritto anonimo del 1824[1], indica nel 1782 l'anno in cui venne realizzata, in occasione dell'ottavario della Festa del Corpus Domini, sulla Via Sforza la prima Infiorata su iniziativa dei fratelli Arcangelo e Nicola Leofreddi. Il documento riferisce che don Arcangelo Leofreddi ottenne dal vescovo di Albano, mons. François-Joachim de Pierre de Bernis (1774 - 1794), che almeno una delle tre processioni transitasse per Via Sforza e, quando nel 1782 passò per la prima volta su questa strada il Santissimo Sacramento, invitò tutti gli abitanti della via a realizzare dei tappeti floreali, ma non, come si usava fino ad allora, di piccole dimensioni e davanti alle case, bensì tutti insieme al centro della strada.

Il 1782 segna, quindi, la nascita della vera e propria Infiorata: tappeto di fiori dai vivaci colori che rappresenta immagini religiose alternate a motivi decorativi. Da insieme di petali sparsi alla rinfusa diviene un immenso dipinto di fiori disposti in modo tale da delineare una vera e propria opera d'arte, in cui ogni petalo racconta una storia.

L’Infiorata si tenne in Via Sforza fino al al 1836, quando i residenti di questa strada non vollero più realizzare i tappeti floreali, per protesta contro lo spostamento della Fontana monumentale di San Sebastiano (1776), opera di Virginio Bracci, all'imbocco della propria strada, dove si trova ancora oggi. Da quel momento la manifestazione venne realizzata solo dagli abitanti di Via Livia (attuale Via Italo Belardi), che dall'inizio del XIX secolo avevano iniziato ad imitare i residenti di Via Sforza.

Tappeti floreali

Dalla fine del XIX secolo, l’Infiorata ebbe una sostanziale trasformazione: la realizzazione dei tappeti floreali non era più affidata unicamente agli abitanti di questa singola via, ma dall'intera comunità cittadina.

Dal XIX secolo l’Infiorata si svolse con cadenza annuale, tranne alcuni periodi di interruzione:

All'inizio del XX secolo l'allestimento dell'Infiorata fu incostante. La tradizione riprese in occasione del Congresso Eucaristico Interdiocesiano (1922), la cui sede fu proprio Genzano, e da allora si è svolta con cadenza annuale, tranne alcune interruzioni: 1932, 1934, 1935 e nei cinque anni della Seconda Guerra Mondiale.

Nel corso della sua storia l’Infiorata di Genzano è stata visitata da molti personaggi illustri che, affascinati da un simile spettacolo, ne hanno lasciato testimonianza in alcune loro opere, fra questi si ricordano:

« Certe cose divine non si calpestano. »

Descrizione

Tappeti floreali

Tavolozza dei colori

La strada viene ricoperta totalmente da un tappeto floreale che ricopre una superficie di 1890 m2, composto generalmente di tredici quadri, oltre alla decorazione della scalinata che porta alla Chiesa di Santa Maria della Cima, situata al culmine della salita. Ogni quadro misura generalmente 7 m x 14 m e i soggetti, scelti da una apposita Commissione che presiede anche all'organizzazione della manifestazione, sono generalmente di argomento religioso o civile, riproduzioni di celebri opere d'arte, o motivi geometrici.

I tredici quadri, disegnati sul selciato, sono realizzati, oltre che da essenze vegetali, con almeno 350.000 fiori (500 quintali circa); i singoli petali vengono utilizzati dagli infioratori così come i colori di una tavolozza dai pittori:

  • il giallo della ginestra,
  • l'azzurro della torrena,
  • il rosso dei garofani,
  • il verde del bosso e del finocchio selvatico.

Programma

Completamento di un quadro floreale

La manifestazione si articola in vari fasi:

  • Giorni precedenti:
    • ideazione e preparazione del bozzetto;
    • raccolta dei fiori e delle essenze vegetali.
    • spelluccamento, ossia la separazione dei petali dalla corolla e loro conservazione nelle grotte sottostanti il Palazzo Municipale.
  • Sabato pomeriggio:
    • esecuzione dei disegni a terra;
    • ore 20.00: inizia la posa in opera dei petali.
  • Domenica:
  • Lunedì:
    • ore 19.00: spallamento, quando i bambini correndo dalla scalinata della Chiesa di Santa Maria della Cima disfano i tappetti floreali.

Riconoscimenti

  • Il Ministero per il Turismo ha premiato questa manifestazione con il riconoscimento di "Patrimonio d'Italia per la tradizione.

Patrimonio Italia Tradizione.jpg
Patrimonio d'Italia per la tradizione 2011

  • Il Forum Nazionale dei Giovani ha riconosciuto l'evento, quale Meraviglia Italiana

Premio MeravigliaItaliana logo.png
Premio Meraviglia Italiana

Note
  1. Il manoscritto, conservato presso Biblioteca Nazionale di Roma, è stato recentemente pubblicato: Storia dell'origine dell'Infiorata di Genzano (1824)in Genzano di Roma, Testimonianze storiche e letterarie. , Giovanni Ventucci Libraio Editore, Genzano di Roma 1994, pp. 107-122
Bibliografia
  • Antonella Picchiotti, L'Infiorata di Genzano. Significato civile e religioso di una festa, Editore Bulzoni , 2001
  • Ferruccio Reggiani, La pittoresca "Infiorata" di Genzano di Roma, Roma 1972
Voci correlate
Collegamenti esterni