Pia Opera Pastore

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La Pia Opera Pastore era un ente privato di beneficenza, fondato allo scopo di aiutare i giovani, i poveri e gli ammalati: la sede era ubicata nel Palazzo del barone Felice Pastore di Alcamo, nella Piazza Pittore Renda.

Facciata del palazzo della Pia Opera

Storia

La struttura fu realizzata tra il 1870 e il 1874 a seguito del lascito fatto dal barone Felice Pastore Cambon, e la sua gestione fu affidata alle Suore di San Vincenzo de' Paoli. Donna Stefania Naselli di Montaperto dei duchi di Gela, moglie del barone e sorella di Giovanni Battista Naselli, arcivescovo di Palermo dal 1853 al 1870), sopravvisse al consorte e riuscì a fare venire ad Alcamo le Figlie della Carità.

Dal 1870 al 1874, l'istituto operò all'interno del Palazzo Pastore in corso VI Aprile, in seguito si trasferì nell'edificio in via Pia Opera Pastore. La prima madre superiora fu Suor Luisa Castets, originaria di Besançon e nei primi anni le lezioni venivano svolte in lingua francese.

All'interno dell'edificio, oltre ad una splendida Cappella nella parte centrale del piano terra, c'erano diversi altri locali: la sala d'attesa, la segreteria, stanze di servizio, l'asilo e la scuola elementare, gratuita per le famiglie povere e a pagamento per quelle di condizioni economiche agiate. Le sale attigue alla Cappella erano occupate dalla cucina e dal refettorio; al primo piano c'erano il dormitorio, e il laboratorio di taglio e ricamo.

Nel 1913, a causa di problemi finanziari, lo statuto venne modificato e fu abolita la farmacia; per alcuni anni, fra il 1914 e il 1916, divenne la sede di un istituto Magistrale privato. A partire dal 1941, grazie al finanziamento concesso dal Ministero dell'Interno, vi entrò in funzione un Preventorio antitubercolare che venne chiuso negli anni sessanta per il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie di Alcamo.

Nel 1945 furono realizzate un'infermeria e una sala per gli ammalati; nel 1954 si creò un asilo che venne completato nel 1958. A causa del terremoto del Belice, avvenuto il 14 gennaio 1968, la struttura fu dichiarata inagibile, ma le Suore continuarono con l'assistenza ai terremotati della zona interessata al sisma; infine furono trasferite altrove nel 2000.

Oggi i locali sono gestiti dall'IPAB (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza: Opere Pie Pastore e San Pietro): in alcuni sono tenuti dei corsi di formazione professionale, altri sono invece utilizzati come centro di accoglienza per extracomunitari.

Scopi

Scopi principali dell'ente erano:

  • Accogliere fanciulle per educarle ed istruirle, cosicché potessero rendersi utili a se stesse e alla società.
  • Accogliere quotidianamente, in appositi locali, altre fanciulle esterne per acquisire un'istruzione religiosa e una educazione confacente al proprio ceto sociale, dando la preferenza a quelle più povere.
  • Curare giornalmente gli ammalati esterni e assisterli a domicilio; tale opera doveva essere svolta dalle Figlie della Carità.

L'istituto doveva anche avere un dispensario e una farmacia per curare le persone bisognose.

Bibliografia
  • Roberto Calia, L'istituto Pia Opera Pastore e lo Spirito di S.Vincenzo de Paoli in Alcamo, ediz. Campo, Alcamo, 1985
  • Carlo Cataldo, La conchiglia di S.Giacomo p.149,168, 231, ediz. Campo, Alcamo, 2001
  • Carlo Cataldo, Il ponte e gli alberi, ediz.Campo, Alcamo, 2000
Voci correlate
Collegamenti esterni