Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo

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Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo
in latino '''''
Giuseppe Benedetto Cottolengo.jpg
Giuseppe Benedetto Cottolengo fondatore della congregazione.

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa femminile di diritto pontificio

Altri nomi
Cottolenghine
Fondatore Giuseppe Benedetto Cottolengo
Data fondazione 20 giugno 1959
Luogo fondazione Roma
sigla S.S.G.C.
Titolo superiore
Approvato da Giovanni XXIII
Data di approvazione 1º gennaio 1981
Scopo opere in campo sociale e sanitario.
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Le Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione, dette popolarmente cottolenghine, pospongono al loro nome la sigla S.S.G.C.[1]

La congregazione è sorta il 20 giugno 1959 dall'unione, approvata dalla Santa Sede, delle dodici congregazioni femminili (sei dedite all'apostolato attivo, sei alla preghiera contemplativa) fondate da Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) e dai suoi successori per il servizio presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza.[2]

Cenni storici

Nel 1828 Cottolengo diede inizio alla sua opera a favore degli ammalati poveri e, per l'assistenza ai ricoverati, organizzò una compagnia ispirata alle dame della carità di san Vincenzo de' Paoli, la cui direzione venne affidata a Marianna Nasi Pullino (1791-1832): orientate alla vita religiosa, il 15 agosto 1833 le prime aspiranti fecero la loro vestizione e il 6 gennaio 1834 le prime ventiquattro suore emisero i voti, dando inizio alla congregazione delle vincenzine (il gruppo più numeroso all'interno della Piccola Casa).[2]

Nel 1841 Cottolengo fondò le suore della Divina Pastora, per l'educazione religiosa delle ricoverate;[2] il successore di Cottolengo alla direzione dell'opera, Luigi Anglesio (1803-1881), nel 1848 fondò le suore sordomute del Sacro Cuore di Maria, specializzate nella confezione di paramenti sacri, e nel 1854 le suore di Santa Croce e quelle di Sant'Eliana, per la cucina e il bucato.[3] A questi gruppi, tutti sorti all'interno della Piccola Casa, si aggiunsero le suore dell'Addolorata, fondate a Torino da Roberto Murialdo.[4]

Alle sei congregazioni dedite all'apostolato attivo, se ne affiancavano altrettante per la preghiera contemplativa: le suore del Suffragio, fondate nel 1840 per pregare per le anime del Purgatorio; le suore della Pietà, sorte nel 1841 per pregare per gli agonizzanti e i moribondi; le carmelitane scalze, che dovevano pregare per il bene della Chiesa; le Penitenti di santa Taide, per la conversione delle prostitute; le suore del Sacro Cuore di Gesù, fondate nel 1852 per pregare per le gerarchie civili, e le Adoratrici del Sangue di Cristo, sorte nel 1876 per la conversione dei peccatori.[3]

I dodici gruppi sono stati uniti con il provvedimento della Congregazione per i Religiosi del 20 giugno 1959 nella nuova congregazione delle Suore di San Giuseppe Benedetto Cottolengo; il 29 agosto 1967 le religiose sono state organizzate in due rami (uno di vita contemplativa e uno di vita apostolica). Le costituzioni dell'istituto sono stata approvate definitivamente il 1º gennaio 1981.[2]

Alle cottolenghine, nel 1971, è stata unita la congregazione torinese delle Figlie di San Filippo Neri.[4]

Attività e diffusione

Le suore Cottolenghine continuano ad operare prevalentemente nel campo sociale e sanitario.

L'abito delle cottolenghine è nero, con colletto bianco e velo nero; portano un crocifisso d'argento sospeso a una catenina e la corona del Rosario al fianco. Le religiose del ramo contemplativo, inoltre, indossano uno scapolare nero.[2]

Sono presenti in numerosi paesi di tutto il mondo: la sede generalizia è a Torino.[1]

Al 31 dicembre 2008 la congregazione contava 1.912 religiose in 118 case.[1]

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 Ann. Pont. 2010, p. 1666.
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 L. Piano, DIP, vol. VIII (1988), col. 1518.
  3. 3,0 3,1 L. Piano, DIP, vol. VIII (1988), col. 1519.
  4. 4,0 4,1 L. Piano, DIP, vol. VIII (1988), col. 1520.
Bibliografia
  • Annuario Pontificio per l'anno 2010, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2010. ISBN 978-88-209-8355-0.
  • Filippo Caraffa, Giuseppe Morelli (a cura di), Bibliotheca Sanctorum (BSS), 12 voll., Istituto Giovanni XXIII nella Pontificia Università Lateranense, Roma 1961-1969.
  • Guerrino Pelliccia, Giancarlo Rocca (a cura di), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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