Te Sæculorum Principem

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Jan e Hubert van Eyck, Gesù Cristo Re (part. dal Polittico dell'Agnello Mistico), 1426 - 1432, olio su tavola; Gand (Belgio), Cattedrale di San Bavone.

Il Te Sæculorum Principem è un inno vaspertino composto nel 1925 da Vittorio Genovesi S.J., innografo della Sacra Congregazione dei Riti. È intonato per l'Ufficio divino della solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo, istituita in quello stesso anno da papa Pio XI.

Il titolo

Il titolo prende spunto dal primo verso della prima strofa dove, il latino, "Te principem" è accusativo singolare e "Sæculorum" genitivo plurale, quindi « ...confessiamo Te principe dei secoli, Re delle genti, delle menti, dei cuori e unico Signore.»

Il testo

Come si evince dal testo, l'inno è una chiara esposizione in musica della dottrina della Chiesa protesa a proclamare e attuare la regalità di Cristo. Dopo la concretizzazione della riforma liturgica del Concilio Vaticano II il testo è stato abbreviato sfoltendolo della sesta e settima strofa (in grassetto nel testo sotto riportato). Il testo resta invariato nelle celebrazioni eucaristiche dei Riti antichi preconciliari.

Testo originale

(LA) (IT)
Te Sæculorum Principem Te principe dei secoli
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« Te sæculórum Príncipem,

Te, Christe, Regem Géntium,

Te méntium te córdium

Unum fatémur árbitrum.


Scelésta turba clámitat:

Regnáre Christum nólumus:

Te nos ovántes ómnium

Regem suprémum dícimus.


O Christe, Princeps Pácifer,

Mentes rebélles súbjice:

Tuóque amóre dévios,

Ovíle in unum cóngrega.


Ad hoc cruénta ab árbore

Pendes apértis bráchiis,

Diráque fossum cúspide

Cor igne flagrans éxhibes.


Ad hoc in aris ábderis

Vini dapísque imágine,

Fundens salútem fíliis

Transverberáto péctore.


Te natiónum Præsides
Honóre tollant público,
Colant magístri, júdices,
Leges et artes éxprimant.


Submíssa regum fúlgeant
Tibi dicáta insígnia
Mitíque sceptro pátriam
Domósque subde cívium.


Jesu tibi sit glória,

Qui sceptra mundi témperas,

Cum Patre, et almo Spíritu,

In sempitérna sæcula. Amen.

. Il suo impero sarà moltiplicato.

. E non ci sarà fine alla pace.  »

«

Te, Principe dei secoli

Te, Cristo, Re delle genti

Te, delle menti, Te dei cuori,

confessiamo unico Sovrano.


La turba scellerata urla:

«Non vogliamo che Cristo regni»

Ma noi, acclamando,

Ti dichiariamo Re supremo.


Cristo, Principe Portatore di pace,

assoggetta le anime ribelli;

e, con il tuo amore, gli erranti

raduna in un solo ovile.


Per questo dall'albero sanguinante

pendi con le braccia stese,

e, dalla crudele punta perforato,

il cuore, di fuoco flagrante, manifesti.


Per questo sugli altari ti tieni nascosto

di vino e di cibo nell'immagine

effondendo la salvezza sui figli

dal petto transverberato.


Te delle nazioni i principi
manifestino [Re] con pubblico onore
[Te] adorino i maestri, i giudici
[Te] le leggi e le arti esprimano [si ispirino all'insegnamento di Gesù]


Le sottomesse insegne dei re rifulgano
a Te dedicate
e con tuo mite scettro la Patria
e le case dei cittadini tieni sudditi.


Gesù, a Te sia gloria,

che reggi gli scettri del mondo,

con il Padre, e l'almo Spirito

per i secoli sempiterni. Amen

. Multiplicabitur eius imperium.

. Et pacis non erit finis.  »

(Vittorio Genovesi S.J. forma originale del 1925 )
Bibliografia
  • Piccolo messale ambrosiano festivo, Tipografia G. De Silvestri, Milano, 1957
  • Centro ambrosiano di documentazione e studi religiosi, Messale Ambrosiano Festivo, Edizioni Piemme, 1986
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