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  • Lettura - Is 8,23b; 9,6a: Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; ci è stato dato un figlio, Dio potente.
    Intorno al 700 a.C. il dominio pesante degli Assiri toglieva respiro alle regioni ebraiche del nord (Galilea e dintorni). Il profeta legge anche in quella storia un piano di Dio e ne prevede, con immagini poetiche, un futuro di liberazione e di pace. Tutto collegato con un misterioso neonato: un re con nomi divini, segno del futuro vero re messianico.
  • Salmo - Sal 96[95],1b-3.11-13 - Rit.: Oggi è nato per noi il Salvatore.
  • Epistola - Eb 1,1-8a: Dio, che aveva parlato per mezzo dei profeti, ha parlato a noi per mezzo del Figlio.
    A cristiani ebrei in crisi di fede e tentati di ritornare alle parole e ai riti della religione mosaica, la lettera risponde esaltando la dignità regale e divina di Gesù, superiore anche agli Angeli e "ultima" definitiva Parola di Dio. Per quello scopo la lettera applica decisamente a Gesù frasi dell'Antico Testamento.
  • Vangelo - Lc 2,1-14: La Vergine diede alla luce il suo figlio primogenito; vi erano alcuni pastori: la gloria del Signore li avvolse di luce.
    Da bravo catechista e scrivendo anni dopo la Pasqua di Cristo, san Luca intreccia anche qui storia, fede e predicazione della sua Chiesa. Gesù appartiene alla storia umana come tanti altri bambini; ma solo a lui vanno titoli imperiali e divini: Cristo-re, Signore, salvatore, servito anche dagli Angeli! Eppure i suoi segni sono semplici e poveri ed è il primogenito di un'umile donna di Galilea. Egli però reca gioia e pace anche a disprezzati e peccatori come i pastori: la buona volontà di Dio vuole abbracciare tutti come un padre e una madre. Alla Sua corrisponda anche qualche nostra volontà.


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