Deesis e santi (X secolo)

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Deesis e santi

Ambito bizantino, Ancona portatile con Deesis e santi (metà del X secolo), avorio scolpito e intagliato
Trittico di Harbaville
Opera d'arte
Stato bandiera Francia
Regione Île-de-France
Dipartimento Parigi
Comune Stemma Parigi
Diocesi Parigi
Ubicazione specifica Museo del Louvre
Uso liturgico nessuno
Oggetto ancona portatile
Soggetto Gesù Cristo in trono fra san Giovanni Battista e Maria Vergine, attorniati da santi
Datazione metà del X secolo
Ambito culturale
bottega bizantina
Autore anonimo
Materia e tecnica avorio scolpito e intagliato
Misure h. 24,2; l. 28,2; p. 1,20

Il Deesis e santi è un'ancona portatile a trittico, eseguita alla metà del X secolo, da un anonimo scultore e intagliatore bizantino di Costantinopoli, conservato presso il Museo del Louvre a Parigi (Francia).

Descrizione

Nell'ancona portatile a trittico, dove compaiono:

  • sul lato posteriore:
    • scomparto centrale: Croce latina immersa in un cielo stellato (in alto) e in giardino stilizzato con vari animali (leoni, conigli e uccelli). L'opera offre un'immagine del Giardino dell'Eden, con i due cipressi che simboleggiano gli alberi del Bene e del Male, e la croce la sorgente della vita.
    • scomparti laterali, Santi raffigurati con libri o croci e separati da una coppia di medaglioni con Busti dei santi.

Notizie storico-critiche

Bottega bizantina

L'opera è un capolavoro del classicismo orientale, un importante esempio della rinascita dell'arte bizantina sotto la dinastia macedone (867 - 1057): questo trittico combina influenze orientali, accenti dell'antichità classica con la tradizione cristiana.

L'ancona portatile appartiene a un gruppo di opere eburnee imperiali, noto come Romanus, che prende il nome da un'altra simile, custodita nel Cabinet des Médailles della Bibliothèque nationale de France a Parigi, nel quale compare:

Il volto di Gesù Cristo nel Trittico di Harbaville ha una forte similitudine con quello sempre in avorio, cosiddetto "Romanus". La brillantezza tecnica, la resa del panneggio e gli eleganti atteggiamenti delle figure attestano le somiglianze tra i due esemplari.

La data di questa ancona portatile dipende da quella "Romanos". Quest'ultimo e il gruppo di cui fa parte sono ascrivibili alla corte imperiale di Costantinopoli, ossia alla seconda metà del X secolo.

Il Trittico di Harbaville è considerato "di gran lunga il più fine, poiché presenta un'eleganza e una delicatezza assente nelle altre opere coeve." [1] Altri lavori di quel periodo sono stati identificati, presumibilmente provenienti da altre botteghe, forse utilizzati dalla corte bizantina, generalmente di minore qualità e comunque meno raffinati.[2]

Altri esemplari di questa bottega sono presenti a Roma, Venezia e Mosca con un'altra Incoronazione del 944. [3]

Essendo le opere in avorio sopravvissute in maggior numero e meglio conservate delle opere di pittura, sono di basilare importanza per lo studio dell'arte bizantina del tempo.

Famiglia Harbaville

La provenienza di questo trittico è ancora sconosciuta. Esso deriva il suo nome dal suo ultimo proprietario, Louis-François Harbaville (1791 - 1866), membro dell'Académie d'Arras e presidente della Commission des Monuments Historiques du Pas-de-Calais, che lo ereditò dai suoi suoceri, la famiglia de Pommeras Beugny da Arras. Fu acquistato nel 1891 da Henri e Rémi Trannin, nipoti ed eredi, e successivamente entrò a far parte della collezione del Museo del Louvre di Parigi.

Galleria fotografica

Note
  1. (EN) Talbot-Rice, op. cit. p.446
  2. (DE) Goldschmidt und Kurt Weitzmann, Die byzantinischen Elfenbeinskulpturen des X.-XIII. Jahrhunderts, Berlin, 1930-34
  3. (EN) David Talbot-Rice, Byzantine Art, 3rd edn 1968, Penguin Books Ltd, pp. 442-8
Bibliografia
  • Jannic Durand, Catalogue de l'exposition Byzance, musée du Louvre, Parigi 1992, p. 149
  • Jannic Durand, L'Art byzantin, Editore Terrail, 1999.
  • Danielle Gaborit-Chopin, Les Ivoires médiévaux, catalogue des collections du département des Objets d'art, Edizioni Réunion des Musées Nationaux, n. 16, 2003.
Voci correlate
Collegamenti esterni