Utente:Salvatore Cammisuli/Il padrone del mondo

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Il padrone del mondo
Lord of the World.jpg
Copertina originale del libro
Sigla biblica
Titolo originale Lord of the World
Altri titoli Il dominatore del mondo
Nazione bandiera Regno Unito
Lingua originale inglese
Traduzione Corrado Raspini (1920)
Paola Eletta Leoni (1987)
Ambito culturale
Autore Robert Hugh Benson
Note sull'autore
Pseudonimo
Serie
Collana
Editore
Datazione 1907
Datazione italiana
Luogo edizione
Numero di pagine
Genere Romanzo
Ambientazione
Ambientazione Geografica
  • Londra
  • Roma
  • Nazareth
Ambientazione Storica

Personaggi principali:

Titoli dei racconti
Della serie {{{Serie}}}
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Adattamento teatrale
Adattamento televisivo
Adattamento cinematografico
Note
Premi:
Collegamenti esterni:
ID ISBN
Virgolette aperte.png
Il romanzo del Benson mostra una capacità di previsione che rasenta la profezia.
Virgolette chiuse.png
(Augusto Del Noce)

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Il padrone del mondo è un romanzo dello scrittore inglese Robert Hugh Benson. È apparso per la prima volta in Italia nel 1920 con il titolo Il dominatore del mondo.

Trama

In una data imprecisata agli inizi del XXI secolo, il vecchio statista conservatore Templeton riceve in casa sua due preti cattolici, Percy Franklin e John Francis, per i quali ricapitola gli avvenimenti principali del secolo appena trascorso: in tutti gli Stati d'Europa si è imposto un sistema politico fondato su un'ideologia che fonde comunismo e massoneria, reso gradito alle masse da uno straordinario progresso tecnico.

Il mondo è diviso in tre grandi blocchi: l'Europa con la Russia e l'Africa, la Repubblica americana e l'Impero d'Oriente. All'inizio della storia, sembra inevitabile una terribile guerra tra i blocchi occidentale e orientale, tra i quali esiste una gravissima tensione[1].

Nel corso del XX secolo le religioni hanno continuato a perdere terreno, scalzate dall'umanitarismo, una sorta di religione priva del soprannaturale, dotata di una dottrina e di un rituale. Gli umanitaristi convertono al loro culto le vecchie chiese e impediscono ai cattolici di esporre in pubblico i propri simboli. D'altro canto, tutti i cristiani tendono a convergere verso la Chiesa cattolica, sebbene fortemente indebolita per l'attacco alla sua dottrina portato avanti dai modernisti e nonostante continui a perdere fedeli.

L'inizio

Entrano in scena dapprima due dei protagonisti: il deputato comunista Oliviero Brand, giovane ed entusiasta sostenitore del nuovo ordine di cose, e sua moglie Mabel, tenera e dolcissima creatura, devota al marito in modo tale da aderire per amor suo al credo umanitario e panteista. Mentre Oliviero, preoccupato per i venti di guerra che spirano dall’Oriente, si dedica alla sua attività politica, Mabel sfiora drammaticamente la morte quando un aereo precipita sulla piazza della stazione di Brighton in un formicolio di vite spezzate. Si affacciano qui altri tre protagonisti: un giovane prete che conforta un moribondo nell’incidente (si tratta di Padre Percy); un tale misterioso Giuliano Felsemburgh, giovane politico americano all’opera per fermare la guerra in Oriente, e l’anziana madre di Oliviero, cresciuta secondo l’educazione cristiana e nostalgica del cristianesimo. Il terribile incidente dell’aereo comincia a suscitare nella mente di Mabel una serie di domande sulla morte, sulla fede, sul destino, che la accompagneranno, approfondendosi, in tutto il romanzo. Veniamo quindi introdotti nel mondo di Padre Percy e della sua attività: egli dedica gran parte del suo tempo a stilare quotidiane relazioni sulla situazione della fede in Inghilterra, che invia al cardinale protettore. La parola “apostasia”, ossia abbandono della fede, ricorre con sempre maggior frequenza nelle lettere di Padre Percy.

A questo punto le vicende narrate cominciano ad assumere un ritmo incalzante, e le storie dei protagonisti si intrecciano come fili colorati a formare un disegno sempre più nitido. Dapprima Padre Francis, in un drammatico colloquio con Padre Percy, gli rivela la sua profonda crisi di fede e gli preannuncia la propria apostasia; poi l’anziana signora Brand conosce per caso Padre Percy, e alcuni giorni dopo, ormai vicina alla morte, lo manda a chiamare per ritornare al cattolicesimo. Oliviero durante un comizio, dopo aver profferito una frase di scherno verso Cristo e la sua Chiesa viene lievemente ferito da un cattolico, subito linciato dalla folla. Ma è soprattutto uno strabiliante messaggio a mettere in moto dinamiche inarrestabili: “Convenzione d’oriente terminata. Non guerra, ma pace. Stabilita fratellanza universale, Felsemburgh questa notte a Londra”.

Giuliano Felsemburgh comincia ad assumere un rilievo impressionante; viene chiamato figlio dell’uomo, salvatore del mondo; il suo potere ingigantisce sempre più, col consenso entusiasta delle masse popolari e dei governi dell’Occidente, che lo proclamano ben presto presidente d’Europa, dittatore assoluto, espressione massima dell’evoluzione umana e quindi dell’Umanitarismo ormai dominante[2].

Lo scontro

Padre Percy viene chiamato a Roma da Papa Giovanni XXIV (3), ed ha modo di rinvigorire la propria fede, che cominciava a vacillare, con lo spettacolo meraviglioso della Città Eterna, unico spazio preservato o meglio tollerato per i cattolici in tutto il mondo. Il Papa lo convoca, lo ascolta con grande attenzione, e recepisce la sua proposta di creare un nuovo ordine religioso, l’Ordine di Cristo Crocifisso, per affrontare in modo più adeguato la crisi in corso.

Nel frattempo l’Umanitarismo, dopo la vittoria di Felsemburgh, tende a costituirsi come religione vera e propria, con proprie feste (della Maternità, della Vita, della Solidarietà, della Paternità). Cominciano le prime crudeli persecuzioni; il Cattolicesimo viene individuato come l’unico avversario in grado di contrastare il pensiero dominante massonico e panteista. Questo turba profondamente Mabel, la sposa di Oliviero, che manifesta sempre più la propria delusione per le promesse mancate dell’umanitarismo, con la sua falsa pretesa di aver creato l’uomo nuovo e definitivo.

Mentre il Papa convoca a Roma una grande assemblea di tutti i cardinali del mondo per l’inizio del nuovo anno, giunge a Padre Franklin una notizia sconvolgente: un gruppo di cattolici intransigenti ha ordito una congiura per fare esplodere l’ex Abbazia di san Paolo a Londra, sede della nuova imminente Festa della Maternità.

La notizia è per ora segreta, e Padre Percy col cardinale tedesco viene inviato in tutta fretta a Londra per fermare la congiura e per manifestare l’estraneità di Roma a questo attentato. Mentre il velivolo dei due prelati sorvola le Alpi, uno stormo impressionante di aerei provenienti dal Nord lo incrocia: sono i bombardieri inglesi diretti a distruggere Roma come ritorsione per la congiura ormai scoperta. La Città Eterna è ridotta ad un cumulo di macerie, il Papa e tutti i cardinali con lui sono sterminati. Oliviero con cieca determinazione continua ad appoggiare Felsemburgh che per estirpare definitivamente il cattolicesimo propone la “Legge di professione”, che costringe tutti a dichiarare pubblicamente la propria fede nell’Imperatore, abiurando dal cristianesimo. Sembra che tutto sia finito. Mabel apprende con orrore queste notizie; il suo cuore sincero e fiducioso non sa risollevarsi dal tradimento delle proprie speranze. Con un sotterfugio si allontana da casa e mette fine ai propri giorni in una “Casa di rifugio”, specie di hospice dedicato all’eutanasia[3].

La vittoria

L’ultima parte del romanzo ci conduce in Terrasanta: dopo la distruzione di Roma Padre Percy è stato eletto Papa col nome di Silvestro dai due cardinali sopravvissuti, e vive nascosto a Nazareth, tenendosi in contatto via radio coi pochi vescovi e cardinali ricostituiti clandestinamente. Ma il cardinale russo, Dolgorowski, tradendo la propria fede rivela a Felsemburgh, che ormai ha sempre più i connotati dell’Anticristo, il nascondiglio del Papa. Una ennesima spedizione aerea è organizzata contro Papa Silvestro; l’appuntamento è presso Armaghedòn. (4) Si radunano gli aerei di morte mentre il Papa con gli ultimi fedeli celebra la Messa di Pentecoste. In pagine colme di drammatico pathos, Benson descrive questa fine, questo apparente trionfo del “Padrone del mondo” che in realtà coincide col ritorno glorioso di Cristo: “Sul suo carro veloce veniva Colui contro il quale erano state sì a lungo rivolte le sfide… Così finiva questo mondo. Così passava la sua gloria”[3].

Analisi

Leonardi 5 e 6.

La visione premonitrice di Benson non ha nulla da invidiare ad altri capolavori del genere distopico, come 1984 di George Orwell e Il mondo nuovo di Aldous Huxley, con cui presenta maggiori affinità: Benson ha anticipato la diffusione della concezione che pone nel benessere materiale l'unico fine dell'esistenza, la fondazione di un governo sopranazionale non per mezzo della forza ma tramite la seduzione della folla, il rifiuto della religione trascendente[4].

Contro le tendenze a lui contemporanee, che minacciavano un periodo di duro scontro tra le nazioni o il trionfo del socialismo, Benson riuscì a intuire il futuro avvento di un unico potere mondiale e il diffondersi di un pensiero unico, l'umanitarismo ateo, insanabilmente opposto alla Chiesa cattolica. Tutte le altre ideologie e religioni si sono fuse tra loro nell'umanitarismo[5].

Reazioni immediate e secondo romanzo

Il primo effetto del romanzo fu quello di procurare abbattimento e sconforto tra i cristiani ottimisti[6]. Per questo nel 1911 Benson pubblicò un secondo romanzo in cui delineava cosa sarebbe successo, di lì a sessant'anni circa, se il cattolicesimo avesse trionfato e fosse divenuto il fondamento della vita civile. Il romanzo, a detta dello stesso autore, era un'occasione per riflettere sulle motivazioni della persecuzione degli eretici nei Paesi cattolici, come nell'Inghilterra di Maria Stuart o in Spagna al tempo dell'Inquisizione[7].

Dibattito su 30 giorni

Negli anni Ottanta sulla rivista 30 giorni ci fu un dibattito culturale sul romanzo[8].

Il grande filosofo Augusto Del Noce, in un intervento pubblicato in occasione di una nuova edizione italiana del romanzo[9], osservava che le previsioni di Benson anticiparono di parecchi decenni l'effettivo svolgersi dei fatti, e che a lungo esso ebbe scarsa risonanza perché rispetto al comunismo prima e alla rivoluzione sessuale poi, il pensiero filantropico sembrava potrare una ben scarsa minaccia:

« Dire che per i cattolici la cosa che più è da temere è "la forza immensa che sa esercitare l'umanitarismo" con la sostituzione della filantropia alla carità e della soddisfazione alla speranza, e condurre l'intero libro sul fondamento di quest'idea, appariva anche in anni prossimi una sorta di paradosso di scarso volo. »
(Del Noce)

Solamente in tempi recentissimi i fatti hanno mostrato la forza "profetica" del romanzo di Benson. Oggi, infatti, quello che si chiede ai cattolici è proprio ciò che Benson aveva previsto: "la riduzione del cristianesimo ad una morale, in se separata da ogni metafisica e da ogni teologia, capace nella sua autonomia e nella sua autosufficienza di raggiungere l’universalità e fondare una società giusta"[10]. Così riassorbito, il cristianesimo diventa funzionale al pensiero dominante di matrice umanitaria e massonica. In realtà, sotto le apparenze tolleranti dell'umanitarismo è nascosto un odio implacabile verso qualunque valore oltrepassi la sfera mondana.

La stessa idea dell'esistenza di valori morali assoluti, ammessa anche dalla massoneria originaria, è nel frattempo venuta meno, sostituita da meri criteri pratici funzionali alla diffusione del benessere presso strati sempre più larghi della popolazione mondiale e "far funzionare" la società:

« oggi, di fatto, l'idea di questa unica legge morale è venuta meno e le si è sostituita una pluralità irriducibile di criteri pratici o di tipi di realizzazione; [...] gli stessi 'valori comuni', come il 'non uccidere' o il 'non rubare' sono intesi, nell'assenza del riferimento religioso, non come imperativi morali, ma come condizioni necessarie della funzionalità sociale. »
(Del Noce)

Apprezzamento da parte dei Pontefici

Per papa Benedetto XVI fu un'esperienza di grande importanza la lettura della prima edizione tedesca del romanzo[11].

Papa Francesco ha raccomandato più volte la lettura dell'opera. Ha citato il romanzo una prima volta durante la meditazione mattutina del 18 novembre 2013 nella cappella della Domus Sanctae Marthae. Il Papa, traendo spunto dalla lettura di 1 Maccabei 1, 10-15; 41-43; 54-57; 62-64, ha condannato l'imposizione del pensiero unico che in nome del progressismo impone ai cristiani di abbandonare la propria identità. A questo proposito ha ricordato il romanzo di Benson che "quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà"[12].

In una seconda occasione, durante la conferenza stampa per il volo di ritorno dalle Filippine, ha condannato l'ideologia gender, definendo una "colonizzazione ideologica" la sua imposizione, e invitando alla lettura del romanzo di benson per comprendere il concetto di col. id.[13]

Note
  1. Scheda di Enrico Leonardi.
  2. Scheda
  3. 3,0 3,1 Scheda
  4. Radici Cristiane, giugno 2007
  5. Gulisano
  6. Scheda
  7. Prefazione a L'alba di tutto, online
  8. Scheda
  9. Jaca Book, Milano, 1987.
  10. Del Noce
  11. Luigi Negri
  12. oss. rom. nov. 2013
  13. sito vat
Edizioni in lingua italiana
  • Il dominatore del mondo, trad. a cura di Corrado Raspini, Vallecchi, Firenze, 1920 o 21?, disponibile online
  • Padrone del mondo, trad. a cura di Paola Eletta Leoni, Città Armoniosa, Reggio Emilia, 1977
  • Il padrone del mondo, stessa trad., Jaca Book, Milano, 1987
  • Il padrone del mondo, Fede & Cultura, Verona, 2011, ISBN 9788864091006
  • Il padrone del mondo, nuova trad. a cura di Paolo Nardi, Fede & Cultura, Verona, 2014, ISBN 9788864093611
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni