Visita pastorale

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La visita pastorale è una visita compiuta dall'ordinario diocesano nella propria diocesi. Oggetto delle visite pastorali sono i luoghi sacri, i beni ecclesiastici, il clero e il popolo cristiano, le confraternite. Conosciute sin dal periodo medievale, le visite pastorali conobbero grande sviluppo con la Riforma tridentina, che le disciplinò e prescrisse a intervalli regolari, divenendo uno strumento per l'elevazione della vita e della disciplina della Chiesa.

Cenni storici

Sin dagli inizi della Chiesa, la visita agli sparsi gruppi di credenti fu ritenuta uno dei più gravi obblighi del ministero sacerdotale, a imitazione di quanto fatto dai primi responsabili della Chiesa Pietro e Paolo.

Attestata sin dal IV secolo, l'istituzionalizzazione dell'istituto giuridico della visita si ha nel VI secolo: per la prima volta un concilio provinciale, quello di Terragona del 516, al canone 8 formula l'obbligo delle visite.

La disposizione del 516, ripetuta e meglio determinata dal concilio di Toledo del 633, verrà riproposta nel Decretum Gratiani, per entrare poi nelle compilazione autentiche.

Fra i primi resoconti di una visita pastorale è quello di Oddone di Rigaud, arcivescovo di Rouen, che verso la metà del XIII secolo visitò più volte tutta la sua provincia ecclesiastica, raccogliendone le notizie in un Regestum Visitationum Archiepiscopi Rothomagensis.[1]

Caduta in disuso sino alla metà del cinquecento, assieme alla residenza in diocesi, la visita pastorale con il Concilio di Trento diventa dovere personale del vescovo, da effettuarsi obbligatoriamente ogni due anni, come importante strumento di riforma ecclesiastica, nei riguardi del clero e dei fedeli.

Dopo un'applicazione rigorosa iniziale, famose rimasero le visite pastorali di San Carlo Borromeo nella sua arcidiocesi. Pur rimanendo un punto forte dei doveri del vescovo, raramente trovò applicazione annuale. Vari ne furono i motivi: la vastità di alcune diocesi, gli impegni in altri ambiti di molti vescovi, la salute degli stessi ecc.

L'ultimo Codice di diritto canonico (1983) prevede che la visita pastorale sia compiuta almeno parzialmente ogni anno, in modo da poter essere completata almeno ogni cinque anni.[2]

Nella diocesi di Roma, a causa della sua peculiarità dovuta al fatto che il suo vescovo è il papa, la visita pastorale assume il nome di "visita apostolica", per la quale, fino al 1908, era predisposta una specifica congregazione della Curia romana, la Congregazione della visita apostolica. L'ultima visita apostolica compiuta nella diocesi romana è stata quella indetta da papa Pio X nel 1904.

Note
  1. Testo online.
  2. Codice di diritto canonico, can. 396 § 1.
Collegamenti esterni
  • Angelo Turchini, Visite pastorali, online

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