Volontario indiretto

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Il principio morale del volontario indiretto afferma che, nel momento in cui si pone un'azione buona per un fine buono, si può tollerare che l'azione stessa produca anche un effetto cattivo, inferiore all'effetto buono.

Devono essere soddisfatte in maniera stretta quattro condizioni[1]:

  • l'azione deve essere in se stessa buona o almeno indifferente;
  • l'effetto buono deve essere raggiunto immediatamente e non mediante l'effetto cattivo. Non è lecito infatti fare il male perché ne venga fuori il bene (cfr. Rm 3,8);
  • ci deve essere un motivo o un bene proporzionato all'effetto negativo previsto, e cioè il male che ne deriva non sia superiore al bene che si vuole raggiungere;
  • deve essere l’unica via percorribile e con una vera necessità.

Alcuni casi in cui si applica tale principio morale:

Note
  1. Angelo Bellon, Distinzione tra aborto diretto e indiretto e la testimonianza di Gianna Beretta Molla, online.
Voci correlate

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