Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa
in latino '''''
[[File:|200px]]

Istituto di vita consacrata
Congregazione religiosa femminile di diritto pontificio

Altri nomi
Suore di Maria Bambina
Fondatore Bartolomea Capitanio e
Vincenza Gerosa
Data fondazione 21 novembre 1832
Luogo fondazione Lovere (Bergamo)
sigla S.C.C.G.
Titolo superiore
Collegamenti esterni

Sito ufficiale


Le Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa, dette anche Suore di Maria Bambina, sono un istituto religioso femminile di diritto pontificio: i membri di questa congregazione pospongono al loro nome la sigla S.C.C.G.[1]

Cenni storici

La congregazione fu fondata da Bartolomea Capitanio (18071833) e dalla sua collaboratrice Vincenza Gerosa (17841847) che, sotto la direzione del sacerdote Angelo Bosio, il 21 novembre 1832 lasciarono le loro case e si ritirarono in un'umile abitazione (il "conventino") presso l'ospedale di Lovere dove iniziarono a dedicarsi all'assistenza agli ammalati e all'educazione delle fanciulle. La Capitanio morì pochi mesi dopo la fondazione.[2]

La fraternità, sorta secondo lo spirito di san Vincenzo de' Paoli, adottò le costituzioni delle Suore della Carità, approvate da papa Pio VI il 25 luglio 1819. Il 5 giugno 1840, con il breve Multa inter pia, papa Gregorio XVI esonerò le suore di Lovere dalla dipendenza dalla congregazione della Thouret, autorizzando il sodalizio guidato da suor Gerosa a costituirsi in istituto autonomo: il 14 settembre 1841 Carlo Domenico Ferrari, vescovo di Brescia, accolse la professione dei voti delle prime nove postulanti, dando formalmente inizio alla nuova congregazione.[2]

Nel 1884 le religiose adottarono il nome di Suore di Maria Bambina, per la statuina riproducente Maria in fasce conservata nella casa madre e in omaggio al mistero della natività della Vergine. Adottarono l'attuale nome dopo la solenne canonizzazione delle due fondatrici, celebrata da papa Pio XII il 18 maggio 1950.[3]

Attività e diffusione

Le Suore di Carità hanno come fine era l'esercizio di tutte le opere di misericordia, particolarmente l'istruzione della gioventù e l'opera di assistenza negli ospedali, anche in terra di missione.

Sono presenti in Europa (Italia, Regno Unito, Romania, Spagna), nelle Americhe (Argentina, Brasile, Perù, Stati Uniti, Uruguay), in Africa (Egitto, Zambia, Zimbabwe) e in Asia (Bangladesh, Birmania, Giappone, India, Israele, Nepal, Thailandia, Turchia):[4] la sede generalizia è a Roma.[1]

Al 31 dicembre 2005, la congregazione contava 5.068 religiose in 447 case.[1]

Note
  1. 1,0 1,1 1,2 Ann. Pont. 2007, p. 1547.
  2. 2,0 2,1 DIP, vol. II (1975), coll. 386-389, voce a cura di G. Rocca.
  3. Bibliotheca Sanctorum, vol. II (1962), coll. 849-851, voce a cura di G. Drago.
  4. Suore di Carità: dove siamo su suoredimariabambina.org. URL consultato il 16-7-2009
Bibliografia
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.