Collegio inglese

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Stemma del Venerabile Collegio Inglese di Roma
SS. Trinità con santi di Durante Alberti (Venerabile Collegio Inglese, Roma)

Il Venerabile Collegio Inglese, nasce dall'antico Ospizio inglese che ospitava i pellegrini britannici che giungevano nella Città eterna.

Non Angli sed AngeliNon Angli ma Angeli – sono le parole pronunciate da Papa Gregorio Magno, durante una sua visita al Foro Romano, dopo aver notato un gruppo di schiavi britannici. Fu in quell’occasione che in Papa Gregorio iniziò a maturare l’idea di inviare in Britannia Sant'Agostino di Canterbury e i suoi missionari, che vi giunsero nel 597.

I pellegrinaggi dalle isole britanniche verso Roma cominciarono molto presto, ossia già dal 653, sia di ecclesiastici come di re, personaggi illustri o di semplici fedeli.

Una presenza rintracciabile documentata del Collegio si inizia ad avere dal 1362 in poi, quando i pellegrini vengono ospitati in un Ospizio inglese intitolato alla SS. Trinità ed a San Tommaso.

La trasformazione dell'Ospizio in Seminario, nel 1579, dà l'avvio a un viaggio diverso, missionario, da Roma all' Inghilterra, un Paese che, nel frattempo, era profondamente mutato. Con lo scisma di re Enrico VIII e il regno di sua figlia Elisabetta I, vi fu una drastica diminuzione di pellegrini dall'Inghilterra e l'ospizio perse di utilità, contemporaneamente nel Regno Unito la Chiesa cattolica entrata in clandestinità e soffriva per la mancanza di sacerdoti. Un primo seminario, chiamato Collegio Inglese, fu aperto a Douai nelle Fiandre, nel 1568 e nel 1576 il cardinale William Allen decise, in collaborazione con il gallese mons. Lewis Owen, di trasformare l'ospizio romano in seminario. L'anno successivo arrivarono i primi sei seminaristi da Douai. Il 1° maggio 1579 papa Gregorio XIII promulgò la bolla di fondazione. Gli inizi furono marcati da grosse difficoltà sorte tra il corpo insegnante e i seminaristi. L'anno seguente tutti gli studenti firmarono il giuramento missionario nel Liber Ruber, il libro che riporta a tutt'oggi i nomi di ogni studente del Collegio. Il primo firmatario fu san Rodolfo Sherwin, che giurò di tornare in Inghilterra hodie quam cras (oggi piuttosto che domani). Nei successivi 100 anni, 44 ex studenti che rientrarono clandestinamente in patria, furono martirizzati, la maggior parte morirono impiccati e poi squartati, il barbaro metodo di esecuzione in vigori nell'Inghilterra elisabettiana[1].

Nicholas Wiseman rettore del Collegio Inglese dal 1829 al 1840


Alcuni personaggi famosi che visitarono l'Ospizio nel Cinquecento furono il politico Thomas Cromwell, architetto della Riforma inglese, il medico William Harvey, che scoprí la circolazione sanguigna, e un certo "Arthurus Stradfordus", dietro al cui nome si celerebbe niente meno che il celebre drammaturgo inglese William Shakespeare.

Il futuro cardinale Nicholas Wiseman, poi arcivescovo di Westminster, ne fu rettore dal 1829 al 1840 Personaggi illustri che frequentarono il Collegio inglese nell' Ottocento furono, tra gli altri, Padre Ignazio di san Paolo già (Giorgio Spencer), John Henry Newman, Macauley, Gladstone, Henry Edward Manning, Jean-Baptiste Henri Lacordaire, Lamennais.

Nella cappella del Collegio si conserva la tela di Durante Alberti (1538-1613), intitolata 'Quadro dei Martiri' e della pala d’altare, datata 1581, raffigurante la SS. Trinità, con alla sinistra San Tommaso e alla destra Sant'Edmondo. L’arco al centro del dipinto si ritiene sia la Porta Flaminia, attraverso la quale gli studenti del Collegio passavano nel loro viaggio di ritorno verso Inghilterra – o verso il Paradiso – raffigurato sullo sfondo.

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Note
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