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Fratello laico

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Il Fratello laico (chiamato storicamente anche Frate laico o Converso o Cooperatore) è un religioso che ha pronunciato i Voti solenni di povertà, castità e obbedienza all'interno di un Ordine, un Istituto di vita consacrata o Società di vita apostolica, ma non ha ricevuto il sacramento dell'Ordine sacro (ovvero non è un diacono o un sacerdote). Appartiene comunque al suo Ordine o Congregazione al pari dei confratelli presbiteri che ne sono membri a pieno titolo.

Storia

In passato, specialmente per le persone illetterate o con scarsa cultura, era una possibilità per abbracciare la vita consacrata. La figura del converso nacque nel Medioevo (intorno all'XI secolo) proprio per rispondere a questa esigenza sociale e spirituale. Mentre in precedenza e sin dall'inizio della vita cenobitica, furono chiamati oblati termine usato nella vita monacale mentre, con l'avvento degli Ordini mendicanti prese il nome di frate laico.

Per permettere ai monaci presbiteri o coristi di dedicarsi interamente allo studio, alla trascrizione dei codici, alla preghiera e alla cura delle anime, i monasteri e i conventi avevano bisogno di qualcuno che portasse avanti la complessa macchina economica e quotidiana della comunità. I fratelli conversi si occupavano di agricoltura e allevamento nei vasti terreni dei monasteri (fondamentali soprattutto tra i Cistercensi e i Benedettini); di artigianato (falegnami, fabbri, calzolai); di gestione domestica (cucina, pulizia, manutenzione). Non potendo leggere il Libro dei Salmi in latino della Liturgia delle Ore, i fratelli laici ricevevano una regola di preghiera alternativa e accessibile, basata sulla memoria. Durante le ore della preghiera comune, mentre i sacerdoti recitavano i Salmi, i conversi recitavano un numero stabilito di Padre Nostro, Ave Maria e Gloria al Padre spesso usando una prima forma di Rosario. Oggi questa netta divisione culturale e di classe non esiste più, l'analfabetismo è stato estirpato, l'abito è lo stesso per tutti e la distinzione non è più legata al livello sociale o culturale, ma unicamente alla specificità della vocazione di essere chiamato al sacerdozio oppure no.

Papa Giovanni Paolo II nell'udienza generale di mercoledì, 22 febbraio 1995 ne tracciò una puntuale descrizione:

« Negli antichi Ordini Mendicanti troviamo i primi riferimenti a Fratelli Laici. In questa espressione, il termine Fratelli significa religiosi e la precisazione Laici vuol dire non ordinati sacerdoti. Se poi si considera che in alcuni antichi Ordini tali religiosi erano chiamati Frati Conversi, si coglie facilmente un accenno alla storia della loro vocazione, nella maggioranza dei casi, cioè un riferimento alla conversione che, in origine, li aveva spinti alla scelta del dono totale di sé a Dio nel servizio ai Frati Sacerdoti dopo anni di vita trascorsi nelle varie carriere del mondo: amministrative, civili, militari, mercantili ecc.

Resta comunque decisiva la parola del Concilio Vaticano II, secondo il quale la vita religiosa laicale... costituisce uno stato in sé completo di professione dei consigli evangelici (Decreto Perfectae Caritatis, 10). L'impegno nel ministero sacerdotale non è richiesto dalla consacrazione che è propria dello stato religioso, e perciò anche senza l'Ordinazione sacerdotale un religioso può vivere pienamente la sua consacrazione. »

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