Ecce Homo

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Caravaggio, Ecce Homo (1605), olio su tela; Genova, Musei di Strada Nuova

Ecce Homo (dal latino, "Ecco l'uomo"), è la frase che Ponzio Pilato rivolge ai Giudei nel momento in cui mostra loro Gesù flagellato (Gv 19,5).

La tradizione cristiana ha visto in questa frase un'affermazione del fatto che Gesù è l'uomo per eccellenza, il modello di uomo, colui che rappresenta la più alta realizzazione dell'umanità.

Iconografia

Nell'arte, l'espressione di Ecce Homo propriamente inteso indica una scena plateale, con Ponzio Pilato che fa uscire Gesù Cristo dal sinedrio, penosamente vestito come la caricatura di un re (corona di spine, canna in mano a simulare uno scettro e mantello rosso sulle spalle), e ribadisce ancora una volta di non trovare alcuna colpa tale da giustificare la condanna a morte. La presenza di Pilato è dunque essenziale: non è tuttavia raro che il titolo di Ecce Homo venga adottato anche per opere pittoriche e sculturee che rappresentano Cristo deriso o anche l’Uomo dei dolori. In questi casi, si vuole sottolineare la completa solitudine umana di Gesù, abbandonato da tutti, in balia di una sorte terribile.

Fra le opere di maggior rilievo storico-artistico si ricorda:

  • Ecce Homo (1526 ca.), olio su tavola, di Antonio Allegri detto il Correggio, conservato nella National Gallery di Londra.
  • Ecce Homo (1526), olio su tavola, di Quentin Metsys il Giovane, conservato nel Palazzo Ducale di Venezia.
Correggio, Ecce Homo (1525 - 1530 ca.), olio su tavola; Londra, National Gallery
Bibliografia
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 278 ISBN 9788843582594
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