Gesù Cristo crocifisso con santa Maria Maddalena (Luca Signorelli)

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Firenze GalUffizi L.Signorelli Crocifisso+Maddalena 1500-05ca.jpg
Luca Signorelli, Gesù Cristo crocifisso con santa Maria Maddalena; Storie della Passione di Gesù Cristo (1500 - 1505 ca.), tempera su tela
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Toscana
Regione ecclesiastica Toscana
Provincia Firenze
Comune

Stemma Firenze

Località
Diocesi Firenze
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Galleria degli Uffizi
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Gesù Cristo crocifisso con santa Maria Maddalena; Storie della Passione di Gesù Cristo
Datazione 1500 - 1505 ca.
Datazione
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inizio del {{{inizio del}}}
Ambito culturale
Autore

Luca Signorelli

Altre attribuzioni
Materia e tecnica tempera su tela
Misure h. 247 cm, l. 165 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
37Gesù, dando un forte grido, spirò.(...) 40C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome.
Virgolette chiuse.png

Gesù Cristo crocifisso con santa Maria Maddalena è un dipinto, realizzato tra il 1500 ed il 1505 circa, a tempera su tela da Luca Signorelli (1445 ca. - 1523), conservato presso la Galleria degli Uffizi di Firenze.

Descrizione

Soggetto

Nel dipinto, che presenta Gesù Cristo crocifisso con santa Maria Maddalena (primo piano) e Storie della Passione di Gesù Cristo (secondo piano), compaiono:

  • Gesù Cristo crocifisso, ormai morto,[1] viene presentato scuro e monumentale, perfettamente frontale, sagomato anatomicamente e con i segni della Passione ben visibili: i chiodi, il sangue che cola dalle ferite, l'espressione sofferente nel volto, la corona di spine.
  • Santa Maria Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce, disperata allarga le braccia.
  • Teschio di Adamo, a terra davanti alla croce, abitato da una lucertola: questo elemento rimanda al luogo della crocifissione (detto Golgota, che nella lingua ebraica significa "luogo del cranio"), dove secondo la tradizione venne sepolto il primo uomo ed è qui simbolo dell'uomo redento dal sacrificio di Gesù.

Sullo sfondo, a diverse distanze, sono raffigurati i momenti conclusivi della Passione:

Ambientazione

La scena è ambientata in uno scenografico paesaggio, quasi visionario, con speroni rocciosi davanti ad un bianco mare solcato da nubi, dove, a destra, si nota una città con imponenti monumenti e rovine, tra le quali si riconosce, sull'orlo di una rupe, la fortezza di Castel Sant'Angelo.

Note stilistiche, iconografiche ed iconologiche

Il pittore ha posto evidente cura nella descrizione dei dettagli - quali i fiori che circondano lo spazio della croce - ispirandosi in particolare all'arte fiamminga ed al naturalismo scientifico di Leonardo da Vinci.

Notizie storico-critiche

Il dipinto, del quale non si conosce l'ubicazione originaria, è inventariato per la prima volta nella Galleria dell'Accademia di Firenze, come opera di Andrea del Castagno, come riportato dal Cavalcaselle e nelle schede di catalogo del Masselli.

Nel 1889 fu assegnato dalla Cruttwell ad un allievo di Signorelli ed anche Venturi l'attribuì alla sua bottega. Infine nel 1879 Vischer, Berenson, Salmi e la Moriondo lo ritennero opera autografa di Luca Signorelli: attribuzione generalmente accettata dalla critica moderna. Il dipinto viene riferito alla fase tarda del pittore, in cui si nota un certo impoverimento dei valori stilistici ed iconografici, ma con ancora un alto tenore creativo.

Nel maggio 1953, durante il restauro eseguito in occasione della mostra di Cortona fu rinvenuto sul retro della tela un disegno a matita nera raffigurante San Girolamo. In seguito a questa scoperta, anziché procedere alla rintelatura, si è disteso il dipinto sopra un'altra tela, che tenendo ben tesa la superficie dipinta, ne permette la conservazione, e rimuovendo la stessa, all'occorrenza, può essere rimossa per poterlo visionare con estrema facilità.

Note
  1. Gesù è già morto, come indica la presenza della ferita sul costato che gli venne inflitta, dopo il decesso da un soldato (Gv 19,34).
Bibliografia
  • Vittoria Garibaldi et al. (a cura di), Luca Signorelli, Editore Silvana, Milano 2012
  • Antonio Paolucci, Luca Signorelli, in "I Grandi Maestri dell'Arte", Editore Scala, Firenze 1990, pp. 67 - 68, 70 ISBN 9788881170258
  • Antonio Paolucci, Luca Signorelli, in "Pittori del Rinascimento", Editore Scala, Firenze 2004 - ISBN 978888117099X
  • Stefano Zuffi, Episodi e personaggi del Vangelo, col. "Dizionari dell'Arte", Editore Mondadori-Electa, Milano 2002, p. 239 ISBN 9788843582594
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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