Purificatoio

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Purificatoio (inizio del XXI secolo), lino

Il purificatoio è un riquadro di lino usato dal celebrante per asciugare il calice, le labbra e le dita durante la Messa.

Descrizione

Il purificatoio è un tessuto generalmente rettangolare, di lino o canapa (mai di cotone), di colore bianco, le sue dimensioni sono normalmente cm 50x35 o 60x40, e viene piegato nel senso della lunghezza per poter essere posato sul calice, ricadendo dalle due parti; può presentare una decorazione, ricamata o di merletto, lungo i bordi ed una piccola croce al centro.

 
Predispozione del calice per la celebrazione

Prima della celebrazione eucaristica il calice viene preparato, predisponendo sopra alcuni oggetti liturgici e biancheria sacra, nel seguente ordine:

Storia

Il termine purificatorium compare per la prima volta nell'inventario del tesoro papale del 1295, anche se l'uso di un telo per gli stessi scopi risulta già documentato nel XII secolo.

Prima del XVI secolo, questo tessuto veniva indicato negli inventari con vari definizioni, quali pannus tersorius e perfusorium, o con termini più generici come manutergia, linteola e facistergia. La molteplicità dei termini è forse dovuta al fatto che l'uso del purificatoio venne prescritto solo da papa Pio V nel 1570, mentre in precedenza il calice veniva lavato in un'apposita vaschetta presso l'altare (o in sacrestia) ed asciugato con un panno appeso all'altare, dal lato dell'epistola, per il quale non esistevano nome precise.

Bibliografia
  • Benedetta Montevecchi, La biancheria e le coperture sacre, in Suppellettile ecclesiastica. 1, Editore Centro Di, Firenze 1988, p. 214 - ISBN 9788703816412
Voci correlate
Collegamenti esterni

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