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Unione Operai Cattolici

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L'Unione Operaia Cattolica (UOC) fu fondata il 29 giugno 1871 a Torino.

Tra i principali promotori figuravano anzitutto il giornalista Stefano Scala e poi Pietro Delucca, che fu il primo presidente, Ermanno Reffo, tesoriere, insieme a qualche altro laico e a qualche sacerdote. L'associazione si rivolgeva ad operai, artigiani, piccoli commercianti… ai quali proponeva alcuni impegni di carattere religioso e formativo ed offriva alcune opportunità legate al mutuo soccorso e, progressivamente, ad altre attività di carattere economico, culturale ed anche ricreativo.

Chi si iscriveva al mutuo soccorso aveva diritto, in caso di infermità, alle cure del medico e ad un sussidio giornaliero che veniva a compensare il mancato salario lavorativo, dato che non esistevano allora sistemi previdenziali per i periodi di malattia e per gli infortuni e neanche pensioni per la vecchiaia. L’operaio entrava nel mutuo soccorso pagando un'iscrizione di lire 2, se aveva meno di 40 anni. Ogni anno di età in più comportava un aggravio di una lira. C'era poi una quota mensile di lire 1,25. Dopo sei mesi di contributi, in caso di malattia, si aveva diritto, passato il terzo giorno di infermità, ad un sussidio giornaliero di 1,60 lire, non molto elevato, ma proporzionato alle paghe di allora, in modo non dissimile da quanto avveniva in altre organizzazioni di carattere liberale.

Tra coloro che appoggiarono fin dagli inizi l'UOC ci fu san Leonardo Murialdo, rettore del Collegio Artigianelli di Torino e fondatore della Congregazione di San Giuseppe (Giuseppini del Murialdo). All'interno dell'UOC egli svolse di volta in volta l'incarico di assistente o viceassistente ecclesiastico, collaborando con le idee e con l'azione alle molteplici attività dell'associazione.

L'UOC aveva un suo giornale, nato nel 1876 con il titolo «Unioni Operaie Cattoliche» e divenuto «La Voce dell’Operaio» nel 1883, su suggerimento di don Murialdo. Fu dapprima mensile, poi quindicinale, infine settimanale ed esiste ancora oggi con la testata «La Voce e il Tempo», settimanale della diocesi di Torino. Il fondatore della «Voce» era uno dei principali soci dell'UOC, Domenico Giraud, mentre don Murialdo la appoggiava e ne ospitava la stampa nella tipografia del Collegio Artigianelli.

La lettura delle annate del giornale ci informa sulle varie iniziative dell'UOC: il comitato per il collocamento degli operai (1876); il Giardino festivo (luogo di ritrovo e di divertimento, 1878); la Conferenza di San Giuseppe (sul modello delle Conferenze di San Vincenzo, 1879); una biblioteca popolare (1879); i catechismi serali quaresimali per gli apprendisti e i giovani operai (1880) che ebbero grande successo, anche numerico, per molti anni; una cassa pensioni.

Il numero dei soci dell'UOC conobbe una lenta ma progressiva crescita: 310 nel 1871; 1400 nel 1877; 2600 nel 1882; 4000 nel 1889, fino ad un massimo di 4500 soci nel 1895. Negli anni successivi il numero degli aderenti subì un progressivo calo, mentre crescevano le organizzazioni socialiste, continuavano quelle liberali e si affacciavano sulla scena del mondo del lavoro i primi sindacati cattolici. Nel 1923 l'UOC confluì nella Unione Uomini di Azione Cattolica, nel quadro della riforma dell'associazionismo cattolico promossa da papa Pio XI.

Bibliografia

Giovenale Dotta, C.S.I., Chiesa e mondo del lavoro in età liberale. L’Unione Operaia Cattolica di Torino (1871-1923), pp. 688, Effatà Editrice, 2008

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