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Abbazia di San Benedetto in Polirone

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Abbazia di San Benedetto in Polirone
Stato bandiera Italia
Regione Stemma Lombardia
Regione ecclesiastica
Regione ecclesiastica Lombardia
Comune San Benedetto Po
Diocesi Diocesi di Mantova
Religione Cattolica
Oggetto tipo Abbazia
Dedicazione San Benedetto da Norcia
Sigla Ordine qualificante O.S.B.
Data di consacrazione 1130
Coordinate geografiche
45°02′33″N 10°55′41″E / 45.0425, 10.9280 bandiera Italia
Mappa di localizzazione New: Italia
Abbazia di San Benedetto in Polirone
Abbazia di San Benedetto in Polirone
Roma
Roma

L'Abbazia di San Benedetto in Polirone, nel territorio del comune di San Benedetto Po (diocesi di Mantova).

Storia

L'abbazia fu fondata nel 1007 da Tedaldo, conte di Canossa, nonno paterno di Matilde di Canossa, contessa di Toscana, con una concessione ai monaci benedettini di metà delle sue terre situate tra i fiumi Po e Lirone, da cui il nome in Polirone. Polirone era il monastero più strettamente legato alla nipote, Matilde, che concesse proprietà e dipendenze. Bonifacio III, margravio di Toscana, fece ulteriori concessioni e commissionò una chiesa più grande, che ospitava le spoglie dell'eremita san Simeone di Polirone (morto nel 1016). Nel 1077 la comunità passò ai benedettini riformati sotto l'abbazia di Cluny. Al tempo delle riforme gregoriane, l'abate fu uno dei principali sostenitori del papato nella lotta per le investiture.

Dal 1115 al 1632, la chiesa abbaziale ospitò l'arca eretta su otto colonne che custodiva le spoglie mortali di Matilde di Canossa, che aveva scelto Polirone come luogo della sua sepoltura, piuttosto che la chiesa funeraria ancestrale di Canossa. Per secoli, le fu tributata quasi la venerazione di una santa patrona fondatrice a Polirone. Il suo corpo fu trasferito alla Basilica di San Pietro a Roma nel 1632.

Polirone era una delle abbazie più ricche dell'Italia settentrionale. Nel XV secolo, Guido Gonzaga[1], abate commendatario, ricostruì la chiesa in stile tardo gotico. La chiesa abbaziale fu ricostruita nuovamente secondo i progetti in stile rinascimentale di Giulio Romano, tra il 1539 e il 1544, ma alcuni mosaici pavimentali e dettagli scultorei della chiesa precedente sono sopravvissuti. Le pareti e le volte furono ampiamente affrescate, tra gli altri da Antonio da Correggio e Antonio Begarelli. I fondi per la ricostruzione furono concessi postumi da due principali donatori: Lucrezia Pico della Mirandola, sorella dell'umanista Giovanni Pico della Mirandola , accolta dalla comunità monastica come una nuova Matilda; e Cesare d'Arsago. Trentuno figure di Antonio Begarelli di Modena furono fornite per la chiesa, e Paolo Veronese dipinse tre pale d'altare nel 1562.


Il Chiostro dei Secolari, con le sue volte , ospitava i visitatori oltre ai monaci

Nel 1797, l'abbazia fu secolarizzata dai governanti napoleonici. Tre chiostri, il grande refettorio indipendente (1478-79), la nuova infermeria (1584) e la chiesa abbaziale sono ancora presenti e aperti ai visitatori. Il contenuto della biblioteca è stato aggiunto alla Biblioteca di Mantova.

Tre itinerari tematici del monastero, proposti a partire dalle celebrazioni del millennio del 2007, si concentrano su diversi aspetti della vita monastica a Polirone: La terra e il pane quotidiano, Le erbe e i monaci e La preghiera e la lettura.

Note
  1. Guido Gonzaga (Mantova, 1388 – 1459) detto il Grosso e dalla controversa discendenza, era forse figlio di Febo Gonzaga, a sua volta figlio naturale di Ludovico II Gonzaga, signore di Mantova o figlio naturale di Francesco I Gonzaga, IV capitano del popolo di Mantova, avuto da una certa Giovannina Pirovano. Fu canonico della cattedrale di Mantova dal 1415, portò nel 1420 gli Eremiti di San Girolamo, che fondarono il loro convento a nord della città, ai confini con il Lago Superiore. Guido ricoprì dal 1412 la carica di protonotario apostolico, nel 1413 fu nominato abate commendatario dell'Abbazia di Felonica e e in seguito anche di San Benedetto in Polirone. Chiese ed ottenne nel 1417 da papa Martino V di unire il monastero degli eremiti alla Congregazione di Santa Giustina.
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