Abbazia di Sant'Urbano (Pfaffnau)

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Abbazia di Sant'Urbano
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
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Abbazia di Sant'Urbano, complesso monastico
Altre denominazioni
Stato bandiera Svizzera
Cantone Cantone Lucerna
Provincia
Comune Pfaffnau
Località
Diocesi Basilea
Religione Cattolica
Indirizzo Kloster St. Urban, Verwaltung
CH 4915 St. Urban
Telefono +41 (0)58 856 50 01
Fax +41 (0)58 856 51 40
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web

Sito ufficiale

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Abbazia
Oggetto qualificazione cistercense
Dedicazione Sant'Urbano I
Vescovo
Sigla Ordine qualificante O.Cist.
Sigla Ordine reggente O.Cist.
Fondatore
Data fondazione 1194
Architetto

Franz Beer

Stile architettonico Barocco, rococò
Inizio della costruzione 1195
Completamento XVIII secolo
Distruzione
Soppressione 1848
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa {{{Scomparsa}}}
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione
Consacrato da
Titolo
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali laterizio, pietra
Data della scoperta {{{Data scoperta}}}
Nome scopritore
Datazione scavi
Scavi condotti da
Altezza Massima
Larghezza Massima
Lunghezza Massima
Profondità Massima
Diametro Massimo {{{DiametroMassimo}}}
Altezza Navata
Larghezza Navata
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
47°13′56″N 7°50′24″E / 47.2321, 7.84 bandiera Svizzera
Mappa di localizzazione New: Svizzera
St. Urban
St. Urban
Costanza
Costanza
Lucerna
Lucerna
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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L'Abbazia Sant'Urbano è un complesso monumentale che ospitò un monastero cistercense, situato nel comune di Pfaffnau nel Cantone Lucerna (Svizzera)

Storia

Dalle origini al Trecento

L'abbazia cistercense venne fondata nel 1194 da monaci del monastero di Lucelle in Alsazia, con l'appoggio delle famiglie baroni dei Von Langenstein e Von Kapfenberg dell'Alta Argovia. La prima sede della comunità monastica era situata a Kleinroth, che ora si trova nel comune di Langenthal.

Nel 1195, i primi monaci si trasferirono nell'insediamento di Tundwil, situato 3 km circa più a valle sulla sponda destra della Rot, dove costruirono un monastero più grande dedicandolo a sant'Urbano I.

Nel XIII secolo, l'abbazia estese le sue proprietà grazie a donazioni di nobili della regione e, tramite acquisti e permute, creò un enorme patrimonio fondiario nelle valli della Langeten e della Rot. Nel 1266, il monastero era diventato un'abbazia con un abate che era anche responsabile di numerosi cenobi circostanti. Nel 1234, un piccolo monastero fu istituito a Gottesgarten vicino al villaggio di Kleinroth. Nel 1280, l'abbazia acquisì una piccola cappella a Fribach, che divenne un importante luogo di pellegrinaggio mariano fino alla Riforma protestante. In questo periodo l'abbazia possedeva fattorie in molti dei villaggi circostanti e persino un vigneto sulle rive del Lago di Bienne. Inoltre, i monaci crearono una fabbrica che produceva laterizi finemente decorati, che venivano anche l'esportati; questa attività è ancora oggi perpetuata dall'azienda Ziegelwerke Roggwil AG.

Dal Quattrocento al Cinquecento

Nel 1407 la città di Lucerna acquisì anche l'avogadria[1] sull'abbazia. Alla fine del XV secolo, Lucerna cominciò ad interferire con il governo del monastero per costringere S. Urbano a riformare molti aspetti della vita monastica, contribuendo così a fare dell'abbazia uno dei principali cenobi cistercensi della Svizzera, che non venne messa in crisi neppure davanti al gravoso e devastante incendio del 1513.

Nel 1537, l'abate ricevette le insegne ecclesiastiche (mitria e baculo pastorale), tuttavia, i cantoni confederati circostanti riuscirono ad impedirgli di espandere il proprio potere giurisdizionale, evitando così l'abbazia si trasformasse in una signoria territoriale.

Dal Seicento alla soppressione

Nel XVII secolo, il monastero patrocinò la formazione della congregazione cistercense della Germania superiore e gli abati portarono avanti energicamente la Riforma cattolica.

L'abate Edmund Schnyder (16401677) condusse una battaglia giuridica per difendere le peculiarità dell'Ordine come il diritto di visita nei monasteri femminili locali o la legittimazione dei conti davanti al Consiglio lucernese. Siccome, la maggior parte dei monaci proveniva da famiglie nobiliari, si verificò una crescente chiusura sociale della comunità religiosa, che solo nel XIX secolo si aprì anche a persone di estrazione sociale meno elevata e contò in media tra i 20 e i 50 membri.

Nel 1690 l'abate Ulrich Glutz-Ruchti (16871701) fece erigere una cappella barocca per custodire la pianeta di san Ulrico di Augusta ( 890973), che era divenuta una reliquia molto popolare che attirava nel monastero numerosi pellegrini.

Nel 1711, l'architetto Franz Beer fu incaricato dall'abate Malachias Glutz[2] (17061726) di ricostruire la chiesa abbaziale ed il complesso monastico in stile barocco.

La scuola monastica, documentata già nel 1470 circa, diventò intorno al 1500 un importante centro di studi umanistici. La scuola rimase in funzione anche nei secoli successivi e nel 1780 fu la prima scuola di formazione per insegnanti in Svizzera. Inoltre, dal 1841 al 1847, è stata il collegio di formazione degli insegnanti cantonali.

Durante la Repubblica Elvetica (1798 - 1803), l'abbazia fu temporaneamente sottoposta all'amministrazione statale e nel 1814 assegnata al comune di Pfaffnau. L'ultimo abate, Friedrich Pfluger, avviò una serie di riforme interne, ma tuttavia, poco dopo la sua morte, nell'aprile del 1848, il monastero venne soppresso dal governo cantonale. Le proprietà immobiliari ed il tesoro della chiesa furono venduti, mentre la biblioteca e l'archivio storico dell'abbazia furono ceduti al catone di Lucerna.

Dal 1853, gli edifici monastici cambiarono più volte proprietario. Nel 1859 passarono a Johann Jakob Richter-Linder, industriale della seta basilese, che vi insediò una fabbrica. Nel 1870 il cantone di Lucerna acquistò il complesso, che dal 1873 divenne sede di una clinica psichiatrica fino alla costruzione di un nuovo nosocomio nel 1977-1987. Da allora una parte degli edifici abbaziali è adibita ad attività culturali.

Abbazia di Sant'Urbano, complesso monastico, lato occidentale

Cronotassi degli abati

  • Konrad zum Brunnen, 1350
  • Hermann von Frohburg, 13561367
  • Johann Kolb, 13691370
  • Johann Jakob Spariolus, 13781383
  • Ulrich Kündig, 1383–1398
  • Rudolf Frutiger, 14021408
  • Heinrich Hauptring, 14131422
  • Johann Marti, 1422–1441
  • Niklaus Hollstein, 1441–1480
  • Johann Küffer, 1480–1487
  • Heinrich Bartenheim, 1487–1501, dimissionario
  • Johannes Renzlinger, 1501–1512
  • Erhard Kastler, 1512–1525
  • Walther Thöri, 1525–1534
  • Sebastian Seemann, 15351551
  • Jakob Wanger, 1551–1558
  • Jakob Kündig, 1558–1572
  • Leodegar Hofschürer, 15721585
  • Ludwig von Mettenwil, 1585–1588
  • Ulrich Amstein, 1588–1627
  • Beat Göldlin, 1627–1640
  • Edmund Schnider, 1640–1677
  • Karl Dulliker, 1677–1687
  • Ulrich Glutz-Ruchti, 1687–1701
  • Josef zur Gilgen, 1701–1706
  • Malachias Glutz, 1706–1726
  • Robert Balthasar, 1726–1751
  • Augustin Müller, 1751–1768
  • Benedikt Pfyffer von Altishofen, 1768–1781
  • Martin Balthasar, 1781–1787, dimissionario
  • Karl Ambros Glutz-Ruchti, 1787–1813, dimissionario
  • Friedrich Pfluger, 1813–1848
Note
  1. L’avogadro ecclesiastico era un laico a quali spettava il compito di difendere gli interessi temporali di un'abbazia.
  2. Waltraud Hörsch, Dizionario storico della Svizzera, Glutz, Malachias.
Bibliografia
  • J. Goll, St. Urban: Baugeschichte und Baugestalt des mittelalterlichen Klosters, 1994
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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