Abbazia di Santa Maria alla Croce

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Abbazia di Santa Maria alla Croce

Facciata dell'abbaziale.
Stato Italia
Regione Liguria
Regione ecclesiastica
Regione ecclesiastica Liguria
Comune Tiglieto
Diocesi Diocesi di Acqui
Religione Cattolica
Sito web Sito ufficiale
Oggetto tipo Abbazia
Dedicazione Maria Vergine
Sigla Ordine qualificante O.Cist.
Sigla Ordine reggente O.Cist.
Inizio della costruzione 1120
Data di consacrazione XII secolo
Coordinate geografiche
44°31′20″N 8°36′13″E / 44.522222, 8.603611 bandiera Italia
Mappa di localizzazione New: Italia
Abbazia di Santa Maria alla Croce

L'Abbazia di Santa Maria alla Croce, più comunemente conosciuta come Badia di Tiglieto, è un luogo di culto cristiano cattolico situato all'interno del comune di Tiglieto, nella città metropolitana di Genova. Risale al XII secolo ed ha ospitato la prima comunità di monaci cistercensi in Italia e al di fuori della Francia. Il sito storico è famoso per il suggestivo paesaggio che lo circonda: il Parco naturale regionale del Beigua, riconosciuto dall'UNESCO come Global Geopark. L'abbazia è di proprietà della famiglia Salvago Raggi. Le visite guidate sono gestite dal Parco naturale regionale del Beigua[1].

Storia

L'interno della chiesa

La costruzione

L'abbazia fu fondata il 18 ottobre del 1120 da una comunità di monaci provenienti dalla località francese di La Ferté, dando così origine alla prima comunità cistercense in Italia. Non si è conservata una carta di fondazione indicante data e fondatore, ma la datazione è comunque presumibile da documenti scritti nel periodo seguente, dai quali si è potuto dedurre anche i nomi dei principali fondatori e finanziatori, come quello di Anselmo I del Bosco[2].[3]

La provenienza dei monaci fondatori può essere considerata una delle ragioni per cui lo stile architettonico della struttura si avvicina molto a quello francese.

L'abbazia fu ufficialmente riconosciuta nel 1132 da papa Innocenzo II.[4]

I cistercensi

Dipinto Procesión en la abadía de Tiglieto (1895) di Serafín Avendaño Martínez, conservato al museo del Prado.

I monaci cistercensi provenienti dall'abbazia di La Ferté furono guidati dall'abate Pietro, il quale fondò e condusse la badia di Tiglieto.[4] Il richiamo a Maria e alla croce del nome dell'abbazia si collega direttamente con alcuni dei principali elementi dell’ordine cistercense, che fu fondato, costruendo il primo monastero, nel 1098 in Francia, a Citeaux, località dalla quale deriva il nome dell’ordine. I monaci cistercensi, detti anche monaci bianchi per il colore del loro abito, basano il proprio stile di vita sull'allontanamento dal mondo, sul lavoro manuale, sulla preghiera e sulla spiritualità. Lo stile di vita segue in modo molto severo la Regola di san Benedetto. Il movimento monastico fu riconosciuto e approvato da papa Callisto III nel 1119, con la condizione che tutte le comunità cistercensi dovessero essere economicamente autosufficienti.[3]

Tra le varie occupazioni dei monaci durante il loro soggiorno in val d'Orba la più conosciuta è l'agricoltura. Sfruttando il terreno fertile e ricco di risorse della valle, la comunità religiosa iniziò la coltivazione di vari prodotti alimentari. I monaci si impegnarono molto anche nella cura dei boschi della zona, creando una vera e propria "agricoltura forestale".

Tra gli abati della badia vi fu il cistercense Gerardo da Sessa, in un periodo tra il 1203 e il 1210, futuro cardinale e arcivescovo di Milano.

Epoche e contesti esterni

Il complesso monastico

Il terreno sul quale l'abbazia fu fondata venne donato dalla famiglia degli Obertenghi e da altre famiglie che avevano grandi possedimenti nella zona. Nel corso degli anni la badia venne rovinata da conflitti di interessi da parte di persone che volevano impossessarsi dei terreni resi fertili dal duro lavoro dei monaci.

Nel 1635 la badia fu affidata in enfiteusi perpetua al cardinale Lorenzo Raggi. Dalla famiglia Raggi la badia venne sottoposta a varie trasformazioni, tra cui lo spostamento del convento al piano superiore e la sua trasformazione in abitazione, la sostituzione della copertura a capriate di legno con una volta a botte e le volte a crociera per le navate laterali. La famiglia dei Raggi intervenne anche in tutta l'area circostante; una delle azioni più importanti fu la deviazione del corso del fiume Orba, con l'obiettivo di fermare i continui allagamenti della piana. Anche la ricostruzione del ponte romanico realizzato in serpentino, che oggi viene considerato monumento dalla vista suggestiva, viene attribuita alla famiglia.

Le ultime operazioni di restauro, terminate nel settembre 2016, comportarono la sistemazione e la ricomposizione del chiostro e degli affacci che lo caratterizzano e la rifinitura delle precedenti azioni di restauro.[4]

Struttura

Interno della Sala Capitolare

Decorazioni interne

Due delle sale più suggestive del complesso sono le sale Armarium e Capitolare, il soffitto delle quali è sostenuto da imponenti colonne caratterizzate da capitelli ottagonali.

La maggior parte degli arredi interni è stata spostata nella chiesa parrocchiale di San Bernardo e Santa Maria Assunta di Casavecchia, tra cui i due antichi confessionali in legno, due acquasantiere a forma di conchiglia sorrette da una testa d'angelo e la croce trilobata, che ora si trova a lato dell'altare maggiore, la quale riporta un giglio di Firenze, che fa pensare ad un ipotetico un dono ai marchesi Raggi da parte della famiglia dei Medici.[4]

Struttura esterna e dintorni

L'abbazia, formata da chiesa e convento, è circondata dal paesaggio suggestivo della val d'Orba, che vede molti platani e cedri secolari nel proprio territorio.

La struttura originale risalente al medioevo è stata completamente stravolta. Quella che un tempo era l'entrata principale della chiesa ora è posta sul lato di ponente della struttura, circondata da un muro di mattoni. L'attuale ingresso si trova sul lato di levante, è composto da una porta con stipiti e arco in conci di pietra bianca e nera, probabilmente provenienti da Genova.

Nonostante i vari rinnovamenti ai quali la badia è stata sottoposta, è ancora possibile scorgere vari simboli. Nelle chiavi di volta, per esempio, spicca il Nodo di Salomone.[5]

Non lontano dalla badia sorge il ponte a cinque arcate che attraversa il torrente Orba. A un estremo del ponte si trova un vecchio rovere, chiamato "quercia di Napoleone", che è stato dichiarato albero monumentale dall'allora Corpo forestale dello Stato.[6] Il nome deriva dall'incisione che forma la lettera "N" sulla corteccia, prova del fatto che il condottiero francese Napoleone Bonaparte passò su quel ponte e lasciò il marchio.

Oggi

L'abbazia di Tiglieto dal punto di vista storico detiene più primati: non fu, infatti, solo la prima abbazia cistercense sorta in Italia fondata nel 1120, ma anche la prima che i monaci bianchi realizzarono al di fuori della Francia; fu inoltre la più antica fondazione cistercense esterna alla terra di Borgogna. Nel corso di nove secoli il complesso monumentale ha vissuto lunghi periodi di abbandono e importanti trasformazioni edilizie. Verso la fine del XX secolo, verificata l'ipotesi di un ritorno dei monaci cistercensi e di una possibile riapertura del monastero è stato stipulato un comodato tra la proprietà Camilla Salvago Raggi, il Comune di Tiglieto e la Congregazione dei Monaci Cistercensi che ha permesso di fare rinascere un monumento la cui importanza storica ed architettonica è di portata internazionale[7]. Oggi l'Abbazia è aperta al pubblico. Attualmente l'apertura del monumento ai visitatori è gestita dai volontari dell'Associazione Amici dell'Abbazia Cistercense di Santa Maria alla Croce di Tiglieto, che negli ultimi anni ha restaurato parte degli edificci.

Note
  1. (IT) La Badia di Tiglieto su parcobeigua.it. URL consultato il 29 settembre 2023
  2. Anselmo IV del Bosco (fl. 1116 – 1131) è stato un nobile italiano appartenente alla stirpe franca degli Aleramici; secondo marchese del Bosco, fu il primo ad introdurre in Italia l'ordine cistercense fondando l'Abbazia di Santa Maria alla Croce di Tiglieto.
  3. 3,0 3,1 Il Monastero di Santa Maria e Santa Croce di Tiglieto dalle origini all'avvento della famiglia Raggi su associazioneamicibadiaditiglieto.it. 16 ottobre 2016 (archiviato dall'url originale)
  4. 4,0 4,1 4,2 4,3 Badia di Tiglieto su Sito Ufficiale Della Cultura Della Regione Liguria. URL consultato il 4 aprile 2018 (archiviato dall'url originale)
  5. Marisa Uberti, Abbazia Cistercense di Tiglieto (GE) su duepassinelmistero.com
  6. Parco Naturale Regionale del Beigua su parks.it. 16 luglio 2011
  7. Martedì in Compagna su acompagna.org. URL consultato il 01-03-2023
Collegamenti esterni