Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione

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Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione
in latino ''Congregatio Canonicorum Regolarium Immaculatae Conceptionis''
Canons Regular of the Immaculate Conception.jpg
Logo della congregazione

Istituto di vita consacrata
Ordine di canonici regolari di diritto pontificio

Altri nomi
Fondatore Don Adriano Gréa
Data fondazione 21 novembre 1866
Luogo fondazione Saint-Claude
sigla C.R.I.C.
Superiore generale Riccardo Belleri
Regola Sant'Agostino
Approvato da Pio X
Data di approvazione 1913
Scopo Ministero sacerdotale
Collegamenti esterni

Sito ufficiale

Scheda su gcatholic.com

I Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione (in latino Congregatio Canonicorum Regolarium Immaculatae Conceptionis) sono un Istituto clericale di sacerdoti e fratelli, che vivono la vita in comune secondo la Regola di Sant’Agostino e pospongono al loro nome la sigla C.R.I.C.. In particolare, praticano la devozione a Maria, con il titolo di Immacolata e si dedicano a tutti gli impegni propri del ministero sacerdotale, specie nelle parrocchie.

I Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione sono stati fondati dal sacerdote francese Don Adriano Gréa, il quale volle dar vita ad una congregazione che si occupasse della santificazione del clero per mezzo della vita in comune, della preghiera liturgica e della penitenza apostolica.

I primi passi

Don Gréa, dopo l'ordinazione, fu nominato cappellano della chiesa di Baudin fatta costruire da Edmondo Monnier a fianco alla sua fonderia. Gréa formò con i ragazzi della fonderia un coro ed un gruppo di ministranti e cercò di dare piena dignità alla preghiera liturgica; ben presto, sostituì i ragazzi dell’officina con degli allievi interni, che, seguiti da sacerdoti, frequentavano gli studi secondari. Questi allievi, circa una ventina, indossavano un abito clericale, una tonaca bianca col cappuccio nero.

Il primo riconoscimento

Nel 1862, Gréa fu nominato coadiutore del vescovo, che pochi anni più tardi, nel 1869, accompagnò al Concilio Vaticano I, dove ottenne la benedizione da papa Pio IX per la sua nascente opera.

Già nel 1876 il nuovo Istituto, con il sostegno di ben trentacinque vescovi, aveva fatto richiesta per il Decreto di Lode, che Pio IX accordò, nonostante l’Istituto fosse costituito da soli undici professi, poiché il fondatore non voleva dar vita ad un nuovo ordine religioso. La Sacra Congregazione per i religiosi acconsentì al riconoscimento, qualora le costituzioni si fossero rifatte alle regole degli antichi istituti dei Canonici regolari.

Nel 1880 i Canonici Regolari, pur colpiti dai decreti contro i religiosi, ne furono di fatto illesi, grazie all’interessamento del sottoprefetto di Saint-Claude. Dovettero unicamente cambiare il colore del loro abito e ufficialmente assumere il nome di Chierici della Cattedrale, qualificandosi non più come un ordine religioso, ma come un'associazione dei sacerdoti della cattedrale.

La diffusione

Ben presto, piccoli nuclei di Canonici Regolari, formati da almeno tre persone, si allontanarono dalla casa principale per recarsi in altre chiese, dove svolgere attività liturgica e ministero pastorale; ragazzi del posto li assistevano nel canto dell’ufficio e l’amministrazione dei sacramenti. In queste comunità uno dei Canonici fungeva da superiore, ma di fatto continuavano a far riferimento alla casa madre.

Il primo priorato ad essere fondato, fu quello di Leschères (1880), ma ebbe un’esistenza breve per gli ostacoli frapposti dall’autorità civile. Altri ne seguirono nelle diocesi di Fribourg, di Moulins e nel sud della Francia.

L'approvazione definitiva

Il 12 marzo 1887 fu concessa l’approvazione definitiva con il decreto Vinea Domini Sabaoth, nel quale si rimandò tuttavia l’approvazione degli statuti, per i quali si richiedeva una più attenta stesura.

Nel 1890, alcuni esponenti della curia vescovile, adducendo motivi pastorali ed economici, chiesero ed ottennero dal vescovo di Saint Claude di ridimensionare il servizio liturgico dei Canonici regolari.

Nuova vita

Il Gréa dovette accettare la decisione del vescovo, ma decise di trasferirsi, con tutta la comunità, nell’antica abbazia dell’ordine degli Ospedalieri di S. Antonio, nel territorio di Vienne, diocesi di Grenoble.

L’istituto dei Canonici Regolari, allora all’apice del suo sviluppo, contava più di cento professi. Decisero, quindi, di portare la propria esperienza anche in Scozia, Perù e soprattutto in Canada. Nel 1903, però, perseguitata in Francia, la comunità dovette abbandonare la propria terra d'origine, e trasferirsi in Italia ed Andorra.

Approvazione delle Costituzioni, ma Grèa esce dalla Congregazione

Nell’ottobre del 1908, poi definitivamente nel dicembre del 1912, vennero approvate le nuove costituzioni. In queste costituzioni il Gréa non riconobbe, però, più la propria opera. Cosa che fece presente, senza risultato, al prefetto della Congregazione dei Religiosi. A queste difficoltà si aggiunse l'abbandono di alcuni professi, che chiesero ed ottennero il passaggio al clero diocesano.

Il Gréa rimase ad Andorra con alcuni padri e studenti, che avevano chiesto di entrare in noviziato, fino al 1913 quando arrivò l’ordine di chiudere quella casa. Don Gréa, privato di ogni autorità, chiese ed ottenne l’autorizzazione di lasciare l’istituto insieme ad un altro padre di suo gradimento, così da essere libero di professare in pieno l’antica regola.

Il Gréa, lasciando che l’istituto si adeguasse alle nuove costituzioni approvate, sperava di poter ottenere, per sé e per quanti l’avessero desiderato, l’autorizzazione a seguire l’ideale al quale si erano inizialmente votati. Nel 1915 , però, fu convinto, dal cardinal Sevina, di recarsi a Roma per ottenere una separazione ufficiale tra le due comunità, ma il tentativo fallì. Dopo poco don Grèa, stimato da tutti i Canonici regolari dell'Immacolata Concezione, che continuavano a considerarlo loro fondatore, morì.

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