Cimitero

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Vai alla navigazione Vai alla ricerca

Il cimitero o camposanto è un luogo, solitamente un'area delimitata, nel quale i corpi dei defunti sono sepolti.

Etimologia

La parola "cimitero" deriva dal greco κοιμητήριον (koimetérion, "luogo di riposo": il verbo κοιμᾶν ("koimân") significa "fare addormentare"), attraverso il tardo latino coemeterium. Ha una risonanza culturale diversa dal termine necropoli (città dei morti).

Storia

La Basilica di Santa Croce a Firenze, dove sono sepolti numerosi grandi della storia italiana

Fino all'epoca della rivoluzione francese la grande maggioranza dei morti veniva sepolta in fosse comuni, ed esistevano luoghi esterni al perimetro cittadino in cui inserire i morti singolarmente e consentendo la personalizzazione del luogo di sepoltura sia per motivi affettivi, sia per motivi igienici, anche se sin dai tempi dei primi cristiani si diffuse l'idea di dedicare uno spazio ai morti, dapprima nelle catacombe e successivamente sotto il pavimento delle chiese, e dal Medioevo attorno alle strutture religiose stesse.[1]

Aspetto rituale

urna cineraria di fine Ottocento, cimitero di Partinico (PA)
Tombe a colombario ornate di lumi e fiori

Nella maggior parte delle religioni occidentali i riti funebri prevedono il loro completamento presso il cimitero, con il pio ufficio della sepoltura. Il tipo di cerimonia varia a seconda delle abitudini culturali e delle credenze religiose.

L'antropologia odierna e molti storici concordano nel fissare l'inizio della civilizzazione e delle manifestazioni culturali e religiose[2] dell'homo sapiens proprio al momento in cui esso comincia a seppellire i propri morti.

Nel cristianesimo, in continuità con la tradizione ebraica, si è sempre usato inumare i defunti, sotto terra o in colombari, escludendo la cremazione. Solo molto di recente è permessa quest'ultima, ma solo dopo aver espletato il rito funebre, proibendo la dispersione delle ceneri o la conservazione in case private. Infatti il nuovo Codice di Diritto Canonico, al terzo paragrafo del canone 1176, così recita: "La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti; tuttavia non proibisce la cremazione, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana".

È anche molto antica l'usanza di adornare le tombe con segni particolari che testimonino la fede nella resurrezione, insieme all'epigrafe ed all'immagine dello scomparso.

Accanto a molte tombe si usa mettere lumi e fiori, come segno di vita oltre la morte, specialmente in occasione del 2 novembre, quando la Chiesa celebra la Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Note
  1. Universo, De Agostini, Novara, 1964, Vol.III, pag.374-375
  2. La cura nella sepoltura testimonia un primo abbozzo di fede in un mondo ultraterreno.
Bibliografia
  • Giuseppe Marcenaro, Cimiteri. Storie di rimpianti e di follie, Bruno Mondadori editore, 2008, ISBN 9788842498476
  • La città dei morti. Breve storia del cimitero, M&B Publishing, Milano, 2000
  • Paola Redemagni, I Cimiteri, M&B Publishing, Milano, 2005
  • Lo spettacolo della morte. Breve storia del funerale, L'ornitorinco Edizioni, Milano, 2010
Voci correlate
Collegamenti esterni