Corona del rosario

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.
100%Decrease text sizeStandard text sizeIncrease text size
Share/Save/Bookmark
Corona del rosario, argento e granate; Terralba (OR), Museo Storico Etnografico,

La corona del rosario è uno strumento per la devozione costituito da una filza di grani utilizzata per la recita della preghiera del Rosario.

Il termine rosario deriva dal latino rosarium che significa "rosaio". L'etimologia della parola allude al fatto che le preghiere componenti questa devozione formano un mistico serto di rose da donare a Maria Vergine.

Storia

L'uso della corona risale alla fine del XIII secolo, ma la vasta diffusione di questo oggetto è connesso alla fondazione, a partire dal XV secolo, di confraternite del Rosario, nonché all'istituzione della festa omonima indetta per celebrare la vittoria cristiana su Turchi a Lepanto (1571).

In origine la corona del rosario era costituita probabilmente da un cordone con nodi - come ancora oggi permane nella Chiesa ortodossa - poiché la corda di preghiere preesisteva al Rosario, in quanto legata all'antica consuetudine di recitare serie di orazioni, in particolare da parte degli anacoreti.

La corona di rosario, quale oggetto devozionale per eccellenza, ha avuto una larga diffusione popolare, ha costituito un accessorio dell'abito penitenziale, è stato uno degli ex voto più frequenti ed un tipico dono papale.

Descrizione

Forma

La corona di rosario è un oggetto devozionale formato da un giro di grani infilati e generalmente raggruppati in cinque filze di dieci grani (decine) in materiale vario, eventualmente intagliati, legati da una catenella metallica ed intervallati da quattro grani più grandi. È chiuso da un filo pendente con tre grani piccoli fra due grandi e termina con una croce generalmente metallica.

La filza di grani si fa scorrere tra le dita nella recitazione sequenziale delle preghiere del Padre Nostro sui grossi grani e dell'Ave Maria sui piccoli.

In alcuni casi le corone del rosario incorporano reliquie o portaritratti devozionali.

Materiale

I grani del rosario sono tradizionalmente realizzati con pietre preziose e semipreziose, cristallo, avorio, corallo, legno, perle, osso e metallo (argento, ottone, ecc.); ora vengono prodotti anche in materiale artificiale, quali la plastica

In passato erano comuni anche rosari fatti con legno di cedro o noccioli di olive, provenienti spesso dalla Terra Santa, in particolare dall'orto del Getsemani.

Tipologie particolari

Tipologie particolari di questo oggetto sono:

  • Decina di rosario: strumento per devozione costituito da una filza di grani di rosario, composta da una serie di dieci grani e terminante generalmente con una filza più piccola e una croce.[1]
  • Rosario ad anello: piccolo cerchio metallico con dieci protuberanze, ognuna delle quali corrisponde ad un'Ave Maria, ed un apice decorato da un'immagine, un simbolo religioso o una croce per il Padre Nostro.[2]
  • Salterio: grande corona del rosario formato da quindici decine separate da grani più grandi o talora da piccole immagini raffiguranti gli strumenti della Passione di Gesù. I grani sono spesso a forma di rose.[3]
  • Rosario Brigidino: usa una particolare corona composta da sei decine di cui santa Brigida di Svezia ebbe l'ispirazione e ne fu divulgatrice; la santa, poi, ne ottenne l'approvazione da Papa Urbano V. Questo Rosario viene recitato in onore di Maria Vergine e in memoria degli anni che Maria visse sulla Terra. Durante le apparizioni di Lourdes l'Immacolata Concezione recitava la preghiera, con Bernadette, utilizzando una corona di questo tipo. La corona di questo rosario è diversa da quella del rosario normale:
    • Su ogni grano color oro si recita il Credo, su quelli color argento il Padre Nostro, e su quelli azzurri le Ave Maria.
    • Alla fine della sesta decina, sui grani che collegano la corona al crocifisso si recita: sul grano color argento il Padre Nostro, su quello azzurro l'Ave Maria. La sesta decina si recita in suffragio delle anime del Purgatorio.

Curiosità

Il Melia azedarach viene anche detto Albero dei rosari o dei paternostri, poiché il nocciolo dei suoi frutti veniva frequentemente utilizzato per la realizzazione di corone del rosario, dato che, questo, tra l'altro di consistenza durissima, presentava già dei fori alle polarità.

Note
  1. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
  2. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
  3. ICCD - Thesaurus del corredo ecclesiastico di culto cattolico[Sito web disconnesso]
Bibliografia
  • Sandra Vasco Rocca, Gli oggetti devozionali, in Suppellettile ecclesiastica I, Centro Di Editore, Firenze 1988, pp. 424 - 425 ISBN 88703816412
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



Poni il mouse qui sopra per vedere i contributori di questa voce.