Estasi della beata Ludovica Albertoni (Gian Lorenzo Bernini)

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Bernini Ludovica Albertoni 2.jpg
Gian Lorenzo Bernini, Estasi della beata Ludovica Albertoni (1671 - 1674), marmo e diaspro scolpiti
Estasi della beata Ludovica Albertoni
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione bandiera Lazio
Regione ecclesiastica Lazio
Provincia Roma
Comune

Stemma Roma

Località
Diocesi Roma
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Chiesa di San Francesco a Ripa Grande, Cappella Altieri, mensa d'altare
Uso liturgico quotidiano
Comune di provenienza Roma
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto statua
Soggetto Beata Ludovica Albertoni in estasi
Datazione 1671 - 1674 ca.
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Gian Lorenzo Bernini

Altre attribuzioni
Materia e tecnica marmo e diaspro scolpiti
Misure l. 188 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni

L'Estasi della beata Ludovica Albertoni è una statua, realizzata tra il 1671 e il 1674, da Gian Lorenzo Bernini (1598 - 1680), ubicata originariamente sulla mensa d'altare della Cappella Altieri, presso la Chiesa di San Francesco a Ripa Grande a Roma.

Descrizione

Soggetto

L'opera, collocata in maniera non convenzionale sull'altare della cappella, raffigura:

  • Beata Ludovica Albertoni, distesa su un letto, finemente ricamato nel marmo, mentre lascia la vita terrena per quella spirituale; dal volto rovesciato all'indietro compare l'agonia della morte, mentre le mani portate al petto indicano la visione mistica e l'estatico abbandono a Dio.

La statua affronta in forme più semplici e sobrie il tema dell'estasi, già toccato in quella di Santa Teresa d'Avila (1647 - 1652), ma in questa si esprime il più incisivo aspetto religioso delle ultime produzioni di Gian Lorenzo Bernini.

Collocazione

Lo spazio della cappella è molto ridotto, ma lo scultore riesce, comunque, a creare un effetto scenografico, come aveva già sperimentato nella Cappella Cornaro della Chiesa di Santa Maria della Vittori, dove è collocata l'Estasi di santa Teresa d'Avila, operando alcune modifiche architettoniche:

  • crea due pareti molto inclinate che fanno da quinta allo spazio, dove è inserito il sarcofago della beata;
  • arretra la parete di fondo per nascondere due piccole finestre verticali, che danno direttamente all'esterno, creando così un'illuminazione radente che rischiara la bianca statua, rendendola più visibile nella penombra della cappella;
  • colloca la statua su uno spettacolare drappo in diaspro, sopra la mensa dell'altare della cappella.

Entrando nella Chiesa di San Francesco a Ripa ed attraversando la navata centrale, la cappella si presenta in modo quasi improvviso, in una fitta penombra spezzata solo da un raggio di luce, proveniente da una piccola finestra nascosta; la beata è idealmente elevata grazie alla stretta forma della composizione architettonica.

Gian Lorenzo Bernini, Estasi della beata Ludovica Albertoni (1671 - 1674), marmo e diaspro scolpiti

La pala d'altare della cappella, inquadrata da teste di cherubini in stucco raffigura:

  • Madonna con Gesù Bambino e sant'Anna (1675 ca.), di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccia. Il dipinto fa fondale scenografico alla Statua della beata Ludovica Albertoni, volutamente pensato perché le due opere fossero in evidente contrasto: oltre all'ovvia differenza di materiali, il bianco marmo e i colori più cupi del dipinto, è forte la discordanza tra l'agitarsi convulso della figura distesa e la delicata visione paradisiaca alle sue spalle, quasi che il dipinto fosse la visione stessa della beata.

Notizie storico-critiche

Ludovica Albertoni (1473 - 1533), mistica e terziaria francescana vissuta a Roma, fu beatificata nel 1671 e, nello stesso anno, il cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni, nipote di papa Clemente X, decise di dedicarle un altare nella cappella gentilizia, presso la Chiesa di San Francesco a Ripa Grande, commissionando la statua a Gian Lorenzo Bernini.

Bibliografia
  • Alessandro Angelini, Bernini, Jaca Book, 1999, pp. 70-71, ISBN 9788816460065
  • Gillo Dorfles, et al., Arti visive. Dal Quattrocento all'Impressionismo, Atlas, 2001, p. 307
  • Giovanni Morello, Maria Grazia Bernardini, Visioni ed Estasi. Capolavori dell'arte europea tra Seicento e Settecento, Skira, Milano, 2003, p. 228
  • Emma Muracchioli, Il Barocco in Italia. Tiepolo, Caravaggio, Bernini: il paradiso della forma e del colore, col. "La Bellezza di Dio. L'arte ispirata dal Cristianesimo", San Paolo, Palazzolo sull'Oglio, 2003, pp. 42-43
  • Maroa Sennato, Dizionario Larousse della pittura italiana. Dalle origini ai nostri giorni, Gremese Editore, 1998, p. 29
  • L'arte barocca, Rolf Toman (a cura di), Konemann, Colonia, 1999, p. 287, ISBN 3829017472
  • R. Wittkower, Bernini. Lo scultore del barocco romano, 1990, pp. 294-296
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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