Exsul familia

La Exsul Familia è una costituzione apostolica, pubblicata il 1º agosto 1952 da papa Pio XII. È considerata la Magna Charta della pastorale dei migranti.
Il papa scelse tale titolo per un esplicito riferimento alla Sacra Famiglia di Nazareth, costretta dagli eventi storici a vivere una migrazione forzata, in maniera uguale a quanto accadeva a molte famiglie negli anni cinquanta.
Contesto storico
Quando uscì la Costituzione apostolica, erano gli anni dell'immediato dopoguerra e l'Europa attraversava il difficile momento della ricostruzione materiale delle città e della ripresa economica.
La popolazione europea aveva vissuto il dramma della guerra che aveva provocato milioni di profughi e sfollati. La Chiesa cattolica si era adoperata per alleviare le sofferenza di quanti erano stati costretti ad abbandonare le proprie terre. Nel testo, papa Pio XII ricorda la portata e la natura della protezione che la Chiesa cattolica ha assicurato indistintamente a tutti coloro che si trovavano in difficoltà e pericolo di vita.
Nel 1950, cinque anni dopo la fine della guerra, si contavano in Europa circa 12 milioni di sfollati, dei quali 1 milione e mezzo erano cittadini stranieri, giunti con le vicende belliche. Il loro rientro nei paesi di origine era lento e difficoltoso a causa nella mancanza della rete di comunicazione e dei mezzi necessari.
Nella costituzione apostolica il papa esorta a una politica accogliente verso queste persone, che affida alla cura pastorale delle diocesi. Invita ad accogliere gli stranieri, gli esuli e i rifugiati "che sono i nostri fratelli più bisognosi" ( E.F. tit. I, 1)
Nel Titolo I, laddove sottolinea la "materna sollecitudine della Chiesa verso i migranti" la costituzione afferma:
| « | La Santa Madre Chiesa, spinta dal suo amore ardente per le anime ha cercato di assolvere i compiti inerenti al suo mandato di salvezza per tutta l'umanità, un mandato affidatole da Cristo. È stata particolarmente attenta a fornire la massima cura spirituale ai pellegrini, agli stranieri, agli esiliati e ai migranti di ogni genere. Questo lavoro è stato realizzato principalmente dai sacerdoti che, nell'amministrazione dei sacramenti e la predicazione della Parola di Dio, hanno lavorato con zelo per rafforzare la fede dei cristiani nel vincolo della carità. » | |
(tit. I, 1)
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La costituzione passa in rassegna tutte le varie istituzioni che, a partire dalla sua fondazione, la Chiesa di Roma ha promosso a favore dei profughi e degli stranieri. Afferma infatti il testo che:
| « | non c'è mai stato un periodo durante il quale la Chiesa non è stata attiva a favore dei migranti, dei profughi e dei rifugiati. » | |
(tit. I, 2)
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La Costituzione si compone di :
- un'introduzione,
- il primo titolo che comprende tre sezioni,
- il secondo titolo che comprende sei capitoli.
La costituzione apostolica Exsul Familia rappresenta un testo fondamentale per la sua apertura verso gli stranieri, introducendo nei documenti magisteriali quegli elementi di pluralismo e dialogo interculturale che caratterizzeranno poi i pontificati di Paolo VI, Giovanni Paolo II e oggi di Benedetto XVI.
In un clima di difficile situazione economica, come poteva essere negli anni cinquanta, papa Pio XII aveva previsto allora una cura pastorale specifica, per i migranti, fino alla seconda generazione.
La Exsul Familia ha orientato la politica relativa all' immigrazione di molti paesi cattolici. La Chiesa commemora l'annuale Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Analisi del testo
Introduzione
Nell'introduzione papa Pio XII presenta la Santa Famiglia di Nazareth come archetipo di ogni famiglia che vive il dramma dell'esilio e l'umiliazione della persecuzione nella terra natia.
L'aver assunto la piena umanità, portò Cristo a condividere, fin dalla più tenera età, questo dramma che coinvolge popoli e paesi.
L'introduzione riferisce quanto, nella chiesa delle origini, i Pastori avessero a cuore la cura degli stranieri e dei profughi. Vi si legge:
| « | Sant'Agostino, vescovo di Ippona, aveva insistentemente invitato i suoi presbiteri a non lasciare i loro greggi senza pastori durante le catastrofi (..) quando i sacerdoti sono al loro posto aiutano tutti con la forza che il Signore ha dato loro. » | |
Titolo Primo
Ripercorre le tappe del servizio che la Chiesa cattolica ha svolto nei confronti della Famiglia Umana sottolineando "la cura incessante verso i pellegrini (...) con l'istituzione di ospizi, ospedali e chiese nazionali per gli stranieri".
Il Papa ricorda i vari ordini religiosi che, attraverso i secoli, si prodigarono per la cura dei migranti e degli stranieri. Anche nella città di Roma vennero istituiti appositi ricoveri e alloggi, fin dall'VIII secolo, per disposizione pontificia.
Nel secondo capitolo presenta papa Pio VI e papa Pio VII che accolsero gli emigranti nello stato pontificio. Poi ancora papaLeone XIII, San Pio X e Benedetto XV.
Passa inoltre in rassegna i santi e i beati che spesero la loro vita nell'assistere gli stranieri, i profughi e gli apolidi. Ricorda in particolare:
- San Vincenzo Pallotti, fondatore della Società dell'Apostolato Cattolico
- il beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza che ha fondato "un istituto di preti pronti e disposti a lasciare la loro terra per luoghi remoti, in particolare, per l'America"
- le Missionarie di San Carlo per gli emigrati italiani
- Geremia Bonomelli, vescovo di Cremona fondatore di agenzie per la cura e l'assistenza dei migranti
- Ferdinando Rodolfi , vescovo di Vicenza
- Pia Società dei Missionari di San Carlo
- Società Missionaria di Sant' Antonio di Padova
- Apostolato del mare
Affida tutto il loro apostolato alle figure di San Francesco di Paola e Santa Francesca Saverio Cabrini patrona dei migranti.
Titolo Secondo
Definisce le competenze della Congregazione Concistoriale e afferma la responsabilità primaria del Vescovo diocesano locale nella cura pastorale dei migranti.
Si legge al capitolo IV:
| « | Gli ordinari locali sono tenuti a fornire la cura spirituale agli stranieri di ogni genere, sia che abbiano un domicilio stabile, sia che non lo abbiano. » | |
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