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Fraternità sacerdotale San Pio X

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Fraternità sacerdotale San Pio X
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Abbreviazione FSSPX
Tipo Fraternità sacerdotale
Fondazione 1970 a Friburgo
Fondatore Mons. Marcel Lefebvre
Scopo Diffusione della tradizione cattolica, precedente al Concilio Vaticano II
Sede centrale Svizzera (bandiera) Svizzera Menzingen
Superiore generale Italia (bandiera) Davide Pagliarani
Motto Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
(Cristo vince! Cristo regna! Cristo trionfa!)
Sito web

La Fraternità sacerdotale San Pio X (in latino Fraternitas sacerdotalis Sancti Pii X, FSSPX, popolarmente "Lefebvriani") è una società di vita apostolica cattolica "tradizionalista", cioè che rifiuta il Concilio Vaticano II celebrando anche la Messa solo in latino, fondata da monsignor Marcel Lefebvre nel 1970.

Il 30 giugno 1988 Lefebvre consacrò a Ecône (Svizzera) 4 vescovi (Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson, Alfonso de Galarreta) senza mandato pontificio (cf. attuali canoni 1387 e 1364 CDC), incorrendo per questo in una scomunica latae sententiae (cioè emessa in occasione del fatto stesso senza che sia necessario un successivo processo canonico) per consacrante e consacrati.[1]

Il 21 gennaio 2009 papa Benedetto XVI, che "ha cercato sempre di ricomporre la frattura con la Fraternità", ha "rimesso" (cioè annullato) la scomunica che gravava sui 4 vescovi ordinati (Lefebvre era morto il 25 marzo 1991).[2]

Il 1° luglio 2026 sempre a Ecône (Svizzera) Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay, sempre senza mandato pontificio, hanno consacrato 4 vescovi (Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry, Marc Hanappier), incorrendo in una nuova scomunica latae sententiae.[3][4]

Il riconoscimento di questa seconda scomunica pubblicato il 2 luglio, diversamente dalla prima del 1988 riconosciuta solo a ordinanti e ordinati (cf. can 1387), si conclude con l'ammonizione del Card. Fernández a "i chierici e i fedeli laici a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, perché incorrerebbero ipso facto nella pena della scomunica latae sententiae" (cf. can. 1364). Nello stesso 2 luglio il Dicastero per la Dottrina della Fede ha pubblicato due moduli da compilare distinti per laici e chierici Lefebvriani che chiedono di tornare in comunione con la Santa Sede.[5]

Superiori generali

Statistiche

Non esistono dati pubblici e ufficiali sugli aderenti, i seguenti sono i dati pubblicati occasionalmente dalla stessa Fraternità che non pubblica un censimento annuale e globale dei propri aderenti.

Note
  1. Giovanni Paolo II, lettera apostolica Ecclesia Dei, 2 luglio 1988, online.
  2. Remissione della scomunica “Latae sententiae” ai Vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, 24.01.2009, online
  3. Decreto del Dicastero per la Dottrina della Fede, 02.07.2026, online
  4. Nota Esplicativa del Dicastero per la Dottrina della Fede, 02.07.2026, online
  5. Prassi per la riconciliazione di persone provenienti dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (2 luglio 2026), online
  6. Statistiche, 10 Luglio 2010, online

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