Giubileo (ebraismo)

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Nella tradizione biblica ed ebraica, il giubileo è il 50° (o forse 49°) anno di un ciclo ricorrente. Secondo gli insegnamenti biblici, in esso dovevano essere attuate particolari norme di misericordia, come il condono dei debiti e la liberazione degli schiavi. Dalle fonti storiche non ci è dato sapere quanto questi pii intenti trovassero effettiva attuazione.

A partire dall'indizione del primo anno giubilare del 1300 la prassi cristiana ha ripreso e riadattato l'usanza ebraica, sottolineando però maggiormente l'aspetto spirituale che deriva dal perdono dei peccati da parte di Dio tramite particolari indulgenze.

Nome

Il termine "giubileo" è la traslitterazione dell'ebraico יובל (iobel), usato nel testo biblico per indicare l'anno giubilare. Indica propriamente il corno di ariete che veniva usato come tromba, per usi liturgici o militari (cf. p.es. Es 19,13; Gs 6,5). La versione greca dell'antico testamento (LXX) traduce a senso il termine usando il sostantivo astratto ἀφεσις (afesis), "liberazione". La versione latina (Vulgata), seguita dalle lingue moderne, traslittera il suono ebraico usando il termine iobeleus. Questa scelta operata da san Girolamo può essere stata facilitata dall'assonanza al termine latino iubilo, "giubilo", indicante gioia e felicità.

Sviluppo storico

L'anno giubilare è affine ad altre due istituzioni ebraiche: il sabato, nel quale riposano uomini e bestie, e l'anno sabbatico, nel quale viene lasciata a riposo la terra, non coltivata e usata come pascolo. Sebbene i tre istituti siano ugualmente presentati dai testi normativi dell'Antico Testamento (in particolare Es, Lv, Nm, definitivamente redatti dopo all'esilio di Babilonia, cioè attorno al 500 a.C.), per l'anno giubilare non vi sono altre attestazioni in testi che gli esegeti considerano redatti prima dell'esilio. È dunque possibile che gli Ebrei abbiano descritto il giubileo su influenza di prassi simili in vigore in Mesopotamia.

Descrizione

Le caratteristiche dell'anno giubilare sono descritte in particolare nel libro del Levitico:

«

8 Conterai sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. 9 Al decimo giorno del settimo mese, farai echeggiare il suono del corno (שׁוֹפָר shofàr); nel giorno dell'espiazione farete echeggiare il corno per tutta la terra. 10 Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nella terra per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo (יובל iobel); ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. 11 Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, né farete la vendemmia delle vigne non potate. 12 Poiché è un giubileo: esso sarà per voi santo; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi.

13 In quest'anno del giubileo ciascuno tornerà nella sua proprietà. 14 Quando vendete qualcosa al vostro prossimo o quando acquistate qualcosa dal vostro prossimo, nessuno faccia torto al fratello. 15 Regolerai l'acquisto che farai dal tuo prossimo in base al numero degli anni trascorsi dopo l'ultimo giubileo: egli venderà a te in base agli anni di raccolto. 16 Quanti più anni resteranno, tanto più aumenterai il prezzo; quanto minore sarà il tempo, tanto più ribasserai il prezzo, perché egli ti vende la somma dei raccolti. 17 Nessuno di voi opprima il suo prossimo; temi il tuo Dio, poiché io sono il Signore, vostro Dio. [...]

23 Le terre non si potranno vendere per sempre, perché la terra è mia e voi siete presso di me come forestieri e ospiti. 24 Perciò, in tutta la terra che avrete in possesso, concederete il diritto di riscatto per i terreni.

25 Se il tuo fratello cade in miseria e vende una parte della sua proprietà, colui che ha il diritto di riscatto, cioè il suo parente più stretto, verrà e riscatterà ciò che il fratello ha venduto.  » (25,8-17.23-25)

Nello stesso libro si trovano norme per la vendita e il riscatto di terreni durante il giubileo (Lev 27,16-25), e in Ez 46,16-18 sono fornite norme circa l'eredità dei principi (cioè notabili del popolo).

In sintesi il giubileo prevedeva:

  • la liberazione degli schiavi ebrei;
  • il riposo del terreno dalla coltura;
  • l'annullamento dei debiti e la restituzione di campi o case.

Permanenza e durata del ciclo giubilare

Le fonti storiche antiche non permetto di stabilire l'efficacia e la ricorrenza dell'anno giubilare, come anche per quanti secoli l'istituto sia rimasto in vigore.

Una possibile e immediata interpretazione di Lv 25,8-10 porta a intendere l'anno giubilare come il 50° del ciclo: in tal modo cadrebbe nell'anno successivo al 7° ciclo di 7 anni sabbatici, con l'estremo escluso. In tal caso però si sarebbero avuti due anni consecutivi privi di raccolto. È dunque possibile che la prassi abbia optato per l'estremo incluso, con un ciclo di 49 anni, dove l'ultimo anno sabbatico coincideva con l'anno giubilare.

Note
Bibliografia
  • O. Betz, "Anno sabbatico e giubilare", in Nuovo dizionario enciclopedico illustrato della Bibbia, PIEMME, Casale Monferrato 2005, pp. 48-49.
Voci correlate
Collegamenti esterni

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