Il Rapido Sviluppo

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Il Rapido Sviluppo
Lettera apostolica di Giovanni Paolo II
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Data 24 gennaio 2005
(XXVII di pontificato)
Traduzione del titolo Il Rapido Sviluppo
Argomenti trattati Fede e mezzi di comunicazione sociali
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(IT) Testo integrale sul sito della Santa Sede.

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La Il rapido sviluppo è una Lettera Apostolica indirizzata da Papa Giovanni Paolo II ai "responsabili delle comunicazioni sociali". Fu pubblicata nel 2005, il 24 gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

L'incipit situa da subito il documento nell'orizzonte dei quarant'anni dalla promulgazione del decreto Inter Mirifica sulle comunicazioni sociali del Concilio Vaticano II:

« Il rapido sviluppo delle tecnologie nel campo dei media è sicuramente uno dei segni del progresso dell'odierna società. Guardando a queste novità in continua evoluzione, appare ancor più attuale quanto si legge nel Decreto del Concilio Ecumenico Vaticano II Inter mirifica, promulgato dal mio venerato predecessore, il servo di Dio Paolo VI, il 4 dicembre 1963: "Tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto ai nostri giorni, l'ingegno umano, con l'aiuto di Dio, ha tratto dal creato, la Madre Chiesa accoglie e segue con speciale cura quelle che più direttamente riguardano lo spirito dell'uomo e che hanno aperto nuove vie per comunicare, con massima facilità, notizie, idee e insegnamenti d'ogni genere". »

Genesi

Nel 2004 il Santo Padre invitò a pranzo il Sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, dott. Angelo Scelzo, l'allora Segretario, S. E. Mons. Pierfranco Pastore, e mons. John Patrick Foley per parlare, tra le altre cose, del quarantesimo anniversario della promulgazione del Decreto del Concilio Vaticano II sulle comunicazioni sociali, Inter Mirifica, avvenuta il 4 dicembre 1963. Ai suoi ospiti chiese se il loro Dicastero era interessato alla pubblicazione di un documento pontificio sulle comunicazioni sociali per commemorare - con un leggero ritardo - il quarantesimo anniversario del Decreto. La risposta degli officiali fu positiva[1]. Da quel dialogo partì il lavoro di redazione del documento.

Struttura

I titoli dei capitoli sono:

  • I. Un fecondo cammino sulla scia del Decreto Inter mirifica
  • II. Discernimento evangelico e impegno missionario
  • III. Cambiamento di mentalità e rinnovamento pastorale
  • IV. I media, crocevia delle grandi questioni sociali
  • V. Comunicare con la forza dello Spirito Santo

Temi significativi

La Lettera sviluppa un punto fondamentale del pensiero di Giovanni Paolo II, per il quale "le questioni poste dalle comunicazioni sociali nel loro nocciolo sono di natura eminentemente antropologica"[1].

L'importanza dei media nella formazione della persona

Se i mezzi di comunicazione sociale hanno raggiunto una tale importanza da essere per molti il principale strumento di guida e di ispirazione per i comportamenti individuali, familiari, sociali, è necessario - afferma la Lettera Apostolica - assumere come ambiti di vigilanza "la formazione della personalità e della coscienza, l'interpretazione e la strutturazione dei legami affettivi, l'articolazione delle fasi educative e formative, l'elaborazione e la diffusione di fenomeni culturali, lo sviluppo della vita sociale, politica ed economica". Per Giovanni Paolo II i media sono da concepire come agenti attivi nella costruzione della cultura e dei valori.

I media hanno a che fare con l'uomo e con la sua visione del mondo e della vita. Per tale motivo il Papa afferma che è necessario avviare quanto prima una seria riflessione dal grande respiro etico che sia garanzia per l'esercizio della responsabilità personale e sociale. L'etica degli operatori dei media non potrà che essere un'etica di una professione formativa, e si muoverà necessariamente nell'ambito del terreno educativo.

L'influenza dei media sul pensare

Un altro problema che il documento pontificio rileva è quello dell'opinione pubblica. Il sistema dei media, complesso e composito, è oggi un grande potentato di costruzione e di "eterodirezione" dell'opinione pubblica: il sistema produttivo orienta e coltiva atteggiamenti, disegna immaginari, sostiene scelte di valore.

Prima ancora che dai contenuti, questo avviene a livello degli strumenti stessi. Internet ridefinisce in modo radicale il rapporto psicologico di una persona con lo spazio e con il tempo: essa, focalizzandosi su ciò che è tangibile, utile, subito disponibile, può far venire a mancare lo stimolo a un pensiero e a una riflessione più profondi, togliendo agli esseri umani il tempo e la tranquillità interiore per ponderare ed esaminare la vita e i suoi misteri e per acquisire gradualmente un maturo dominio di sé e del mondo che li circonda.

L'uomo on line è l'uomo del presente, dell'immediata soddisfazione, delle relazioni de-somatizzate, l'uomo al quale è continuamente sottratta la necessità della scelta perché la grande Rete è magazzino di esperienze sempre disponibili. L'uomo può divenire così individuo smemorato, disperso nella folla di solitudini. Nell'epoca presente "è diffusa in molti la convinzione che il tempo delle certezze sia irrimediabilmente passato: l’uomo dovrebbe imparare a vivere in un orizzonte di totale assenza di senso, all'insegna del provvisorio e del fuggevole".

Afferma tuttavia il papa che

« proprio perché influiscono sulla coscienza dei singoli, ne formano la mentalità e ne determinano la visione delle cose, occorre ribadire in modo forte e chiaro che gli strumenti della comunicazione sociale costituiscono un bene primario per la persona e per l'umanità e rappresentano un patrimonio da tutelare e promuovere. »
(n. 10)

Indicazioni pastorali

La Chiesa intende aiutare quanti lavorano nei media e coloro che ne fruiscono a intraprendere la strada di un nuovo umanesimo, cioè di una rinnovata centralità della persona umana.

Per Giovanni Paolo II ciò comporta battere tre strade[2]:

  • la formazione: promuovere investimenti di risorse umane che sappiano radicare nella riflessione propriamente teologico-pastorale gli aspetti e le competenze specificamente professionali;
  • la partecipazione: avviare progetti di cooperazione tra le Chiese per promuovere e coordinare strumenti di comunicazione sociale che divengano spazi possibili di comunicazione secondo prospettive cristiane;
  • il dialogo, che possono favorire a diversi livelli proprio i media, "veicoli di reciproca conoscenza, di solidarietà e di pace. Essi costituiscono una risorsa positiva potente, se messi a servizio della comprensione tra i popoli; un'arma distruttiva, se usati per alimentare ingiustizie e conflitti".

In questo campo vastissimo si potrebbe essere indotti allo scoramento, ma Giovanni Paolo II ripete con forza, applicandolo alla particolare situazione, l'invito dell'inizio del suo Pontificato:

« Non abbiate paura! Non abbiate paura delle nuove tecnologie! [..] Non abbiate paura nemmeno della vostra debolezza e della vostra inadeguatezza! Il divino Maestro ha detto: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Mt 28,20). Comunicate il messaggio di speranza, di grazia e di amore di Cristo, mantenendo sempre viva, in questo mondo che passa, l'eterna prospettiva del Cielo»
(n. 14)
Note
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