Nozze di Cana (Luca Giordano)

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1leftarrow.png Voce principale: Nozze di Cana.
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Luca Giordano, Nozze di Cana (1663), olio su tela
Nozze di Cana
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Campania
Regione ecclesiastica Campania
Provincia Napoli
Comune

Napoli

Località
Diocesi Napoli
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Museo Nazionale di Capodimonte
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza
Luogo di provenienza
Oggetto dipinto
Soggetto Nozze di Cana
Datazione 1663
Datazione
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Ambito culturale
Autore

Luca Giordano

Altre attribuzioni
Materia e tecnica olio su tela
Misure h. 80,5 cm; l. 101 cm
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
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Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un po' brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.
Virgolette chiuse.png

Le Nozze di Cana è un dipinto, eseguito nel 1663, ad olio su tela, da Luca Giordano (1634 - 1705), proveniente dalla Certosa di San Martino di Napoli ed ora conservato nel Museo Nazionale di Capodimonte di questa stessa città.

Descrizione

La scena, si svolge durante un banchetto mondano della Napoli del tempo, fedelmente rappresentato nella ricchezza dei costumi degli invitati, delle stoviglie e delle pietanze.

Nel dipinto compaiono:

  • Gesù Cristo, tranquillamente seduto nella tavolata, è riconoscibile non solo per i lineamenti, gli abiti ed il gesto rassicurante, ma anche per lo splendore dell'aureola intono al capo.
  • Maria Vergine, seduta alla destra di Gesù, è colta, mentre sta sollecitando il Figlio a compiere un miracolo e svolge per la prima volta la funzione di mediatrice tra gli uomini e Dio.
  • a sinistra, Sposi con abiti lussuosi ed eleganti, con accanto altri personaggi che possono essere identificati con i genitori.
  • Servitori stanno versando il vino dai pesanti recipienti per l'acqua.
  • Commensali, vestiti sontuosi ed eleganti, dai colori brillanti e motivi ricercati, secondo la moda dell'epoca.

Notizie storico-critiche

Il dipinto fu realizzato nel 1663 da Luca Giordano per la Certosa di San Martino di Napoli, dove rimase fino al 1811, quando, con la soppressione degli enti ecclesiastici, venne trasportato al Real Museo Borbonico.

Nel 1950 fu trasferito insieme a tutti i dipinti della pinacoteca al Museo Nazionale di Capodimonte, dov'è esposto tuttora.

Bibliografia
  • AA.VV., La Pittura del Seicento a Venezia, 1959, pp. 97 - 98
  • Emma Muracchioli, Il Barocco in Italia: Tiepolo, Caravaggio Bernini: il paradiso della forma e del colore, col. "La Bellezza di Dio. L'Arte ispirata dal Cristianesimo", Editore San Paolo, Palazzolo sull'Oglio (BS) 2003, pp. 72 - 73
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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