Pastor Bonus (1462)

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Pastor Bonus
Bolla pontificia di Pio II
C o a Pio II.jpg
Data 7 ottobre 1462
(V di pontificato)
Traduzione del titolo Il buon pastore
Argomenti trattati Sull'evangelizzazione delle Canarie
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1leftarrow.png Voce principale: Schiavitù e cristianesimo.

Pastor Bonus (Il buon pastore) è una bolla di Papa Pio II datata 7 ottobre 1462, rivolta al vescovo di Rubicon (Canarie) Diego López de Illescas (1460-1468).

Tra le altre indicazioni per l'evangelizzazione e la conduzione spirituale della diocesi (reclutamento missionari, prebende, ordinazioni, matrimoni), elogia l'opera di liberazione degli schiavi convertiti, e impone la scomunica per i «perversi cristiani» trafficanti di schiavi attivi nella zona a danno dei neofiti cristiani e anche degli infedeli. La motivazione portata non è propriamente antropologica o teologica, ma volta a garantire un pacifico lavoro di evangelizzazione e gestione spirituale del vescovo e dei suoi missionari, per impedire che i locali, una volta esplorati ed evangelizzati, siano razziati da trafficanti con danno per l'evangelizzazione e la sicurezza degli evangelizzatori.

Magnum scelus

Viene spesso impropriamente citata da siti e monografie, senza precise indicazioni bibliografiche, come una lettera a un imprecisato vescovo missionario in Guinea nella quale Pio II avrebbe definito la schiavitù come una «grande scelleratezza» (magnum scelus).[1]

Così anche papa Giovanni Paolo II nella sua celebre visita alla base schiavista di Gorée nel 1992.[2] In realtà questa espressione è assente nel testo, per quanto in linea col contenuto della bolla, e sembra derivare dalla sintesi offerta dagli Annali Ecclesiastici di Rinaldi,[3] dove propriamente si parla di «tanta scelleratezza» (tantum scelus) per la riduzione in schiavitù di neofiti da parte di «nefasti cristiani» (Christianos nefarios).

Testo

Note
  1. "Il Papato e la Schiavitù", Civiltà cattolica 10 (1903), p. 553, online.
  2. «La visita alla "casa degli schiavi" ci riporta alla memoria quella tratta dei Neri, che Pio II, scrivendo nel 1462 a un vescovo missionario che partiva per la Guinea, definiva un "crimine enorme", "magnum scelus"» (Incontro di Giovanni Paolo II con la comunità cattolica dell'isola nella chiesa di san Carlo Borromeo, 22 febbraio 1992, online su vatican.va).
  3. Rinaldi (1880), Annali Ecclesiastici, vol 29, p. 342: «Ornavit praeterea eodem diplomate Pius sacris beneficiis eos, qui inferenda Guineae evangelii luci operam erant navaturi: tum ad Christianos nefarios, qui neophytos in servitutem abstrahebant, coercendos, tantum scelus ausuros censuris ecclesiasticis perculit» (online).
  4. Testo latino in José de Viera y Clavijo (1783), Noticias de la historia general de las islas de Canaria, vol. 4, pp. 621-625 (online), che cita il Bollario di curia di Pio II, tomo 21, foglio 113. Lo stesso testo è ripreso, con l'aggiunta di una traduzione spagnola, in Gregorio Chil y Naranjo (1880), Estudios historicos, climatologicos y patologicos de la Islas Canarias, vol 2, pp. 470-479 (online).
  5. Tr. it. a cura di Filippo Zanini, in Roberto Reggi, Filippo Zanini, La Chiesa e gli schiavi, EDB, Bologna 2016, pp. 200-201.
Bibliografia
Voci correlate
Collegamenti esterni

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