Viaggio a Betlemme (IX secolo)

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Anonimo pittore orientale, Viaggio a Betlemme, seconda metà del IX secolo, affresco
Viaggio a Betlemme
Opera d'arte
Stato

bandiera Italia

Regione Stemma Lombardia
Regione ecclesiastica Lombardia
Provincia Varese
Comune

Castelseprio

Località
Diocesi Milano
Parrocchia o Ente ecclesiastico
Ubicazione specifica Chiesa di Santa Maria foris portas, abside maggiore, registro superiore
Uso liturgico nessuno
Comune di provenienza Castelseprio
Luogo di provenienza ubicazione originaria
Oggetto dipinto murale
Soggetto San Giuseppe e Maria Vergine si recano a Betlemme
Datazione IX secolo seconda metà
Datazione
Datazione Fine del {{{fine del}}}
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Ambito culturale ambito orientale
Autore

anonimo
detto Maestro di Castelseprio

Altre attribuzioni
Materia e tecnica affresco
Misure
Iscrizioni
Stemmi, Punzoni, Marchi
Note
Collegamenti esterni
Virgolette aperte.png
Venne un ordine dall'imperatore Augusto, affinché si facesse il censimento di tutti gli abitanti di Betlemme della Giudea. Giuseppe pensò: "Io farò recensire tutti i miei figli; ma che farò con questa fanciulla? Come farla recensire? Come mia moglie? Mi vergogno. Come mia figlia? Ma, in Israele tutti sanno che non è mia figlia. Questo è il giorno del Signore e il Signore farà secondo il suo beneplacito". Sellò l'asino e vi fece sedere Maria: il figlio di lui tirava la bestia e Giuseppe li accompagnava. Giunti a tre miglia, Giuseppe si voltò e la vide triste; disse tra se: "Probabilmente quello che è in lei la travaglia". Voltatosi nuovamente, vide che rideva. Allora le domandò: "Che cosa hai, Maria, che vedo il tuo viso ora sorridente e ora rattristato?". Maria rispose a Giuseppe: "È perché vedo, con i miei occhi, due popoli: uno piange e fa cordoglio, l'altro è pieno di gioia e esulta". Quando giunsero a metà strada, Maria gli disse: "Calami giù dall'asino, perché quello che è in me ha fretta di venire fuori". La calò giù dall'asino e le disse: "Dove posso condurti per mettere al riparo il tuo pudore? Il luogo, infatti, è deserto".
Virgolette chiuse.png

Il Viaggio a Betlemme è la quarta delle otto scene sono del ciclo dei dipinti murali con le Storie dell'infanzia di Gesù, eseguito nella seconda metà del IX secolo, ad affresco, da un anonimo pittore orientale, realizzato nell'abside maggiore della Chiesa di Santa Maria foris portas, eretta nella prima metà del IX secolo, situata nel Parco archeologico di Castelseprio (Varese).

Descrizione

Ambientazione

La scena del Viaggio a Betlemme è ambientata davanti ad un notevole complesso architettonico, posto in primo piano sulla sinistra, mentre la parte destra della scena presenta l'elemento paesistico di sfondo.

L'architettura è formata da un arco ribassato che poggia su due pilastri, di cui quello di sinistra nasce da una colonna di tipo simile al dorico. Dietro a questo primo arco si vede un altro arco ribassato nel mezzo del quale è presente (con apparente incongruenza) una colonna che regge il peso dell'architrave. Si tratta di un portico aperto sulla campagna, in quanto si può notare un ramo di albero secco che si introduce all'interno della costruzione. A destra è presente, come già accennato, un paesaggio che funge da sfondo: si intravedono i resti di quello che doveva essere un grosso ramo, dietro il quale si trova una costruzione turrita e merlata. Questo edificio suggerisce l'idea di una città cinta da mura (per la presenza di torri e feritoie) ed è, infatti, logico pensare che si tratti di Betlemme.

Soggetto

Nella scena, in primo piano, compaiono:

  • san Giuseppe, cammina scalzo e con una certa fatica, reggendo nella mano sinistra un bastone. Indossa un abito da viaggio (tunica bruna lumeggiata di bianco, spaccata al ginocchio per rendere più agevole il passo) e porta sulle spalle un mantello rossastro con cappuccio. La mano destra è tesa verso Maria Vergine ad indicare che sta rivolgendo delle parole alla donna.
  • Maria Vergine, che indossa un mantello viola, siede sul dorso dell'asino sopra un panno bianco, sotto il quale, probabilmente, non era presente una sella. Lo sguardo della donna è rivolto verso san Giuseppe, anche se presenta un'espressione assente.
  • giovane uomo che guida la cavalcatura della Madonna. La sua figura è andata in gran parte perduta: ci rimane solo la gamba destra: si tratta di una gamba muscolosa, nuda dallo stinco al ginocchio, evidentemente appartenente ad un giovane uomo.
  • asino, su quale avanza Maria, raffigurato con l'occhio allungato, i grossi denti scoperti; il passo e il movimento delle zampe e dei muscoli denotano, più che la fatica, lo scalpitante procedere dell'animale. Questi elementi restituiscono un realismo che in pochi altri esempi di pittura antica si possono ritrovare.
Bibliografia
  • Enzo Bernardini, L'Arte medievale, col. La bellezza di Dio. L'arte ispirata dal Cristianesimo, Edizioni San Paolo, Palazzolo sull'Oglio (BS) 2003, pp. 32 - 33
  • Carlo Bertelli et. al., Storia dell'Arte Italiana, vol. 1, Electa - Bruno Mondadori Editore, Milano 1990, pp. 348 - 349 ISBN 9788842445210
  • Gian Piero Bognetti (a cura di), Castelseprio: guida storico-artistica, Neri Pozza Editore, Vicenza 1977
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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