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Eroicità delle virtù

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L'Eroicità delle virtù o Virtù eroiche sono termini che indicano nella Chiesa il grado straordinario con cui una persona esercita le virtù teologali e cardinali, requisito essenziale nei processi di beatificazione e canonizzazione.

Il termine fu usato per la prima volta da Aristotele nell'Etica Nicomachea, dove parlò di virtù sovrumana e di virtù morale su scala eroica o divina.

Già nei primi secoli del cristianesimo, i Padri della Chiesa, sottolinearono nei loro scritti la straordinaria virtù dei martiri. Quando le persecuzioni cessarono in seguito all'editto di Costantino del 313, lo straordinario standard morale dei santi confessori (in latino: confessores) divenne oggetto di interesse nel cristianesimo.

Sant'Agostino d'Ippona fu il primo ad applicare il titolo pagano di eroe ai martiri cristiani; da allora si è diffusa la consuetudine di conferirlo non solo ai martiri, ma a tutti i confessori le cui virtù e opere buone superano di gran lunga quelle delle persone comuni di buon cuore.

Il termine fu successivamente adottato dalla teologia morale e utilizzato in particolare in riferimento ai santi e ai martiri. Il concetto di virtù eroiche fu sviluppato da Sant'Alberto Magno e dal suo discepolo San Tommaso d'Aquino.

La santità, come insegna il Maestro delle Cause dei Santi papa Benedetto XIV, è la perfezione della vita soprannaturale che si incarna nell'uomo mediante l'esercizio eroico delle virtù. Egli descrive così l'eroismo:

« Per essere eroica, una virtù cristiana deve permettere a chi la possiede di compiere azioni virtuose con straordinaria prontezza, facilità e piacere, per motivi soprannaturali e senza ragionamento umano, con abnegazione e pieno controllo delle proprie inclinazioni naturali »

Una virtù eroica, dunque, è un'abitudine di buona condotta che è diventata una seconda natura, una nuova forza motrice più forte di tutte le corrispondenti inclinazioni innate, capace di rendere facili una serie di azioni, ognuna delle quali, per l'uomo comune, sarebbe irta di grandissime, se non insormontabili, difficoltà.

Il primo processo ecclesiastico formale volto a determinare il grado di perfezione delle virtù di una persona defunta considerata santa ebbe luogo nel 1482 nel caso di uno dei primi francescani, un Dottore della Chiesa, San Bonaventura da Bagnoregio. L'esame fu condotto secondo il quadro delle tre virtù teologali – fede, speranza e carità – e delle quattro virtù cardinali. In seguito il termine virtù eroiche divenne un termine tecnico utilizzato nei processi di beatificazione e canonizzazione.

Attualmente una commissione di 9 teologi, detta Congresso dei Teologi, esamina la Positio del postulatore, se questi danno parere favorevole fa seguito una riunione di Cardinali e Vescovi del Dicastero delle cause dei santi, terminata la quale il Papa autorizza la lettura del Decreto ufficiale sull'eroicità delle virtù del Servo di Dio e viene dichiarato venerabile. Questo chiude la prima fase del processo di canonizzazione.

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