Apostasia

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Apostasia è il termine con cui si indica l'abbandono volontario e totale della fede cristiana. Si ha un ripudio effettivo della fede quando si rifiutano i due misteri principali posti a fondamento, ossia Cristo Figlio di Dio, Verbo incarnato, e il Dio uno e Trino.

Storia

Il termine denota negli Atti degli Apostoli (At 5,37) "insurrezione " o "secessione". Già nel III secolo d. C., secondo la testimonianza di san Cipriano di Cartagine[1] apostasia significa l'abbandono del cristianesimo per un'altra religione.

Nel corso dei secoli venne definendosi come il rifiuto pubblico e totale della fede, abbracciata attraverso il battesimo.

Il Codice di diritto canonico sottolinea la differenza fra peccato di apostasia e delitto di apostasia. Il delitto avviene quando il rifiuto della fede cristiana si ha in modo totale ed esterno, ossia percepito anche da qualcuno.

Colpevole di peccato o delitto è, in tutti i casi, il solo fedele battezzato nella Chiesa cattolica o in essa accolto. In caso di delitto è prevista la scomunica.

Alla severa disciplina della Chiesa antica, specie durante le persecuzioni, succedettero procedure più mitigate di riammissione, sempre condotte sotto il controllo dell'autorità ecclesiastica. Oggi la Chiesa tiene a sottolineare come ogni scelta individuale ha pur sempre una portata sociale e comunitaria.

Voci correlate
Note
  1. Epistula 57, 3.1

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