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Atti degli Apostoli

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

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Gli Atti degli Apostoli sono un libro del Nuovo Testamento.

È scritto in greco e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva risale attorno al 80-90, forse in Grecia, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte. Il titolo è attestato a partire dalla metà del II secolo. Il libro non descrive le gesta degli apostoli , ma piuttosto il realizzarsi del piano salvifico di Dio nella missione della Chiesa primitiva.

La tradizione cristiana lo attribuisce a Luca, collaboratore di Paolo e autore di un vangelo.

La critica moderna riconosce un unico autore per i due libri e alcuni si spingono a parlare di un'unica opera in due volumi.

I motivi addotti sono:

  • La forte somiglianza di vocabolario e di stile
  • L'unico destinatario, Teofilo (cfr. Lc 1,3 e At 1,1)
  • Il richiamo al "primo libro" in At 1,1
  • Le consonanze e il legami di carattere teologico

Il luogo e l'epoca della stesura

È difficile stabilire dove il libro sia stato composto. Alcuni parlano di Roma perché là si conclude la narrazione; altri indicano l'Acaia in rispetto della tradizione antica; altri ancora sostengono Efeso o Antiochia di Siria , le due chiese di cui l'autore sembra conoscere meglio origini e sviluppo. Destinatari dell'opera sono le comunità abitate da cristiani provenienti dal paganesimo poiché l'autore attribuisce enorme importanza al passaggio dell'annuncio dai giudei ai pagani.

È composto da 28 capitoli e narra la storia della comunità cristiana dopo la morte di Gesù (30 d.C.) e fino al 63 d.C. circa, in particolare l'operato degli apostoli Pietro e Paolo.

Lo sviluppo e il contenuto

Lo sviluppo della narrazione segue un itinerario di tipo geografico secondo le tappe indicate da Atti At 1,8: dapprima è ambientata a Gerusalemme e in Giudea, poi in Samaria e da lì fino ai confini della terra. La narrazione ha anche valore teologico perché presenta la priorità dell' evangelizzazione ai giudei e la successiva apertura ai pagani come corrispondente al piano divino esposto nelle scritture (cfr. Lc 24,47; At 3,26; At 13,46; At 18,6; At 28,28).

Dopo una fase iniziale (cfr. At 1,1-26) è presentata la Chiesa a Gerusalemme, la sua nascita e crescita (cfr. At 2,1-41) la sua vita(At 2,42-47), la persecuzione (At 3-5), la nomina dei sette e il Martirio di Santo Stefano (cfr. At 6-7).

Con la persecuzione a Gerusalemme la missione si espande:

L'assemblea di Gerusalemme sancisce ufficialmente l'accoglienza dei pagani nella Chiesa (cfr. At 15,1-35)

Il Vangelo è libero di diffondersi e Paolo intraprende due grandi viaggi missionari:

L'ultima parte presenta Paolo accusato e testimone di fronte ai tribunali giudaici e pagani: progetta e realizza il viaggio e Gerusalemme (At 19,21-21,16) dove è arrestato e giudicato (At 21,17-23,30). È portato a Cesarea (At 23,31-26,32), da lì salpa per Roma dove incontra i capi dei giudei (At 27,1-28,28) e predica poi liberamente per due anni (At 28,29-30)

La diffusione del Vangelo è così arrivata ai confini della terra in obbedienza al mandato di Cristo, sotto l'azione dello Spirito Santo e per l'opera dei testimoni prima i Dodici Apostoli e poi Paolo.

Una storiografia teologica

L'autore intende fare opera storiografica di carattere teologico, poiché è Dio a guidare gli eventi.

Si ispira alla storiografia ellenistica, veterotestamentaria e giudeo-ellenistica, utilizzandone i metodi.

Narra per episodi drammatici:

  • Pentecoste (cap.2)
  • Stefano (capp.6-7)
  • Cornelio (capp.10-11)
  • Assemblea di Gerusalemme (cap.15)
  • Atene (cap.17)
  • Azione giudiziaria contro Paolo (capp.21-26)

Inserisce discorsi per dar senso agli eventi e far progredire la narrazione. Usa frequenti sommari, maggiori (come in At 2,42-47 e in At 4,32-35), o minori (come in At 1,14 At 6,7)

Tende a ricreare attraverso il procedimento della "mimesi" l'atmosfera dei tempi passati o dei luoghi.

Bibliografia
  • Augusto Barbi Atti degli Apostoli in Enciclopedia del Cristianesimo pp 79-81
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