Tribù di Israele

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Suddivisione geografica della Palestina tra le 12 tribù secondo il Libro di Giosuè.

Le dodici tribù di Israele sono i dodici gruppi, legati da vincoli di parentela, nei quali si suddivideva il popolo ebraico ai tempi dell'Antico Testamento. Ciascuna delle tribù si riteneva discendere da uno dei dodici figli di Giacobbe (chiamato anche Israele), e ne portava il nome. Quando il popolo d'Israele scese in esilio in Egitto era in numero di 70 individui analogamente alle 70 Nazioni del mondo; esso è considerato possesso particolare di Dio e lo stesso capo dei Profeti, Mosè raccolto sul Nilo, poté scorgerne la completezza solo quando contò 600.000 individui corrispondenti alle 600.000 lettere ebraiche della Torah.

Origine dei nomi

Nei capitoli 29 e 30 della Genesi si racconta il significato dei vari nomi, in modo da rispecchiare lo scontro tragicomico tra le due mogli: Lia, più vecchia e più feconda, e sua sorella Rachele, la più amata, ma sterile.

  • Ruben, il primogenito, il cui nome significa guarda: un figlio (maschio)!. Era figlio di Lia.
  • Simeone, secondogenito, figlio di Lia. Il suo nome significa JHWH mi ha udito.
Marc Chagall, Vetrate con Le dodici tribù d'Israele (1962); Gerusalemme, Ospedale Hadassah, sinagoga
  • Levi, terzo figlio di Lia. Mi si affezionerà significa, sperando Lia, in un avvicinamento di Giacobbe. Ma lui amava di più Rachele, sua sorella.
  • Giuda, figlio di Lia, chiamato "giovane leone". Significa loderò JHWH.
  • Dan e Dina, gemelli, figli di Bila, un'ancella di Rachele, poiché questa sembrava non poter avere figli. Significa JHWH mi ha fatto giustizia.
  • Neftali, altro figlio di Bila: rivalità tra sorelle.
  • Gad, figlio di Zilpa, ancella di Lia che gridò per fortuna!.
  • Aser, secondo figlio di Zilpa: così mi diranno felice!
  • Issachar, concepito da Lia, in un giorno in cui Giacobbe avrebbe dovuto appartarsi con Rachele. Dio mi ha dato il mio salario, per avere io dato la mia schiava a mio marito.
  • Zabulon, ancora Lia: Dio mi ha fatto un bel regalo: questa volta mio marito mi preferirà, perché gli ho partorito sei figli.
  • Giuseppe, Dio ha tolto il mio disonore, disse Rachele, al primo figlio.
  • Beniamino, secondo e ultimo figlio di Rachele. Non temere, disse lei, prima di morire. Il nome, in semitico, significa figlio della mia mano destra, capo, o reggitore del Sud (il sud sta a destra, nella geografia semita).

A questa prima struttura tribale se ne succedettero altre. I cambiamenti vengono raccontati sotto varie forme, come lo stupro di Dina da parte dei Sichemiti, che può star a significare lo sterminio di un'antica tribù matriarcale che aveva Dina per eponimo. Anche Simeone e Giuseppe scompaiono, mentre se ne aggiungono altre due Efraim e Manasse, citati come figli di Giuseppe, ma adottati da Giacobbe.

  • Efraim, JHWH mi ha reso fecondo.
  • Manasse, JHWH mi ha fatto dimenticare ogni affanno, tribù questa che venne divisa in due, tanto era numerosa.

Queste due tribù furono a capo del Regno di Israele, o meglio, la parte nord nata dalla secessione del Regno di Davide.

La benedizione di Giacobbe

Mappa del Regno d'Israele, nella Haggada di Amsterdam, di Abraham Bar-Jacob
Tribù di Israele
Le tribù
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In Genesi (Gen 49,1-27) , Giacobbe benedice, in punto di morte, i suoi figli, dando una rilettura dei nomi. Ogni benedizione è un vaticinio per la discendenza futura, la tribù che nascerà dal seno di ogni suo figlio.
Qualche affermazione, invece, descrive una caratteristica peculiare della tribù citata, citazione coeva alla stesura del libro della Genesi.

  • Ruben: possente ed eccellente, ha perso la primogenitura per la sua esuberanza;
  • Simeone: sanguinario, dall'ira violenta, disperso in Israele;
  • Levi separato, prescelto;
  • Giuda: leoncello, Davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre (Gn 49,8);
  • Dan: come un serpente;
  • Neftali: si è prodigato;
  • Gad: banda di ladroni;
  • Asher: leccornie regali sono nel suo piatto;
  • Issacar: forte asino tra due some, è stato ridotto al servilismo;
  • Zabulon: tra le navi;
  • Giuseppe: germoglio fecondo, vengano sul suo capo le benedizioni;
  • Beniamino: lupo che sbrana.

Da Giosuè in poi

Quando il popolo d'Israele, guidato da Giosuè, si ristabilì in Palestina (verso il 1200 a.C.), il paese venne suddiviso in undici parti, in ognuna delle quali si stabilì una tribù. Alla tribù di Levi, i cui membri svolgevano il servizio sacerdotale, non fu assegnato un territorio.

La tribù di Giuda, la più numerosa, occupò la parte meridionale del paese.

Alla morte di Salomone (IX secolo a.C.) la parte nord del paese si separò da Giuda, mantenendo il nome di Regno di Israele. A capo di questa scissione, nonché primo re del regno del nord, fu Geroboamo.

Giuda (assieme a Simeone, che in esso si era disperso) con Beniamino (nel cui territorio si trovava Gerusalemme) e a Levi (i leviti erano implicati solo nel sacerdozio, non avevano terreni), costituì il Regno di Giuda, su cui regnò un figlio di Salomone, Roboamo. Successivamente la regione corrispondente venne chiamata Giudea.

Derivando da Ez 1,26, nella Mistica, JHWH è un Essere metà Giuda e metà Beniamino, assiso sul trono di Levi. Le dodici tribù simboleggiano anche le dodici costellazioni.

Dopo la caduta del regno del Nord, rimanendo soltanto la Tribù di Giuda, le parole Ebraismo e Giudaismo sono diventate intercambiabili, sebbene non indichino espressamente la stessa cosa.

Diaspora

Per Diaspora si intende la dispersione del popolo ebreo nel mondo iniziata dalla prima deportazione in Babilonia e continuata dalla distruzione del Tempio di Gerusalemme ad opera dei romani nel 70 d.C.

Ma già l'Esodo in Egitto può considerarsi, sebbene non propriamente diaspora, il primo accenno della presenza stabile di comunità ebraiche al di fuori di Eretz Yisrael.

Il sentimento di molti di cercare e riunire tutte le tribù disperse nel mondo è originato dalla distruzione nel 721 a.C. del regno settentrionale, il Regno di Israele.

"Resto d'Israele" e tribù "perdute"

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dieci tribù perdute d'Israele.

Il resto d'Israele citato più volte dalla Bibbia, corrisponde non solo ad una parte quella frazione - peraltro maggioritaria - di popolo ebraico rimasto in terra di Giuda dopo la deportazione a Babilonia (gli am aaretz), ma soprattutto a quei pochi esuli che in quel periodo poi ritornarono alla Terra Promessa, e che si considerarono i soli ad essere rimasti fedeli a JHWH.

Per tribù perdute, invece, si vuole intendere non solo una parte di popolazione dispersa, ma anche quella parte del mondo ebraico che, secondo la visione dei componenti del "resto d'Israele", ha perduto la vera fede in JHWH, per conversione o per sincretismo.

Ritorno delle tribù disperse in seno al popolo d'Israele

Sebbene il popolo d'Israele riconosciuto tale sia composto da esponenti di tutte le tribù, comunque in modo sparso, con l'avvento dell'era messianica, soprattutto grazie al Messia, l'interezza del popolo verrà restaurata con il ritorno delle 10 tribù rimaste disperse per tutto il mondo. Anche oggi sono molti i Rabbini impegnati nel ritorno degli ebrei ma il riconoscimento della tribù d'appartenenza di ciascuno è prerogativa particolare del Messia.

Trasmissione ereditaria dell'identità

Secondo la tradizione ebraica, per definire la natura spirituale del futuro nascituro, nel popolo d'Israele il carattere della tribù alla nascita del figlio o della figlia viene trasmesso per natura dal padre, così come avviene per la discendenza degli altri popoli; l'origine religiosa ebraica viene trasmessa al nascituro se la madre è ebrea: secondo questo metodo di riconoscimento il bambino sarà ebreo sin dalla nascita, ebraismo poi confermato con il Brit milà e con il riscatto effettuato presso un Sacerdote da parte del padre nei confronti del figlio o con l'imposizione del nome nel caso di una figlia.

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