Libro di Giosuè

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Libro di Giosuè
J.Martin GoisuècomandaSoledifermarsi 1816.jpg
John Martin, Giosuè comanda al sole di fermarsi (1816), olio su tela
Titolo originale יהושע (yehoshuà)
Altri titoli
Nazione [[]]
Lingua originale ebraico
Traduzione
Ambito culturale
Autore Anonimo
Note sull'autore
Pseudonimo
Serie
Collana
Editore
Datazione VI - V secolo a.C.
Datazione italiana
Luogo edizione Giudea
Numero di pagine
Genere
Ambientazione
Ambientazione Geografica Terra Santa
Ambientazione Storica XII secolo a.C.

Personaggi principali:

Titoli dei racconti
Libro precedente
Libro successivo
Adattamento teatrale
Adattamento televisivo
Adattamento cinematografico
Note
Premi:
Collegamenti esterni:
ID ISBN

Il libro di Giosuè (ebraico יהושע yehoshuà' ; greco Ιησούς, Iesoús; latino Iosue) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.

È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la sua redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI - V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte, in particolare della cosiddetta fonte deuteronomista del VII secolo a.C. (vedi Ipotesi documentale).

È composto da 24 capitoli descriventi la storia della conquista della terra di Canaan (Palestina) da parte delle dodici tribù guidate da Giosuè, successore di Mosè. Il periodo descritto è tradizionalmente riferito al 1200 - 1150 a.C. (vedi Storia degli Ebrei).

Giosuè, che significa YHWH salva, è figlio di Nun, appartiene alla tribù di Efraim ed è collaboratore e successore di Mosè. Per alcuni studiosi questo libro sarebbe la continuazione del Pentateuco, cioè l’Esateuco (sei libri).

L’autore sacro che ha redatto il libro ha utilizzato delle tradizioni precedenti per far emergere alcuni elementi principali:

  • Dio, fedele alla promessa di Abramo, è l’autore delle conquiste;
  • Dio vuole camminare con il suo popolo ed aiutarlo nelle sue difficoltà;
  • per possedere la terra, occorre fidarsi di Lui e mettere in pratica i suoi comandi;
  • chi non segue i comandi di Dio e manipola le sue indicazioni potrebbe incontrare la morte (capitolo 7).

Il libro si può definire, sostanzialmente, il racconto di tre campagne militari.

Di grande importanza sono i capitoli 23-24 in cui è narrato il testamento di Giosuè e la grande assemblea di Sichem (24,1) nella quale Israele è invitato, liberamente, a servire Dio che lo ha salvato dalla schiavitù egiziana o servire gli altri dei (24,15). Vi era infatti un alto rischio di infedeltà per la vicinanza territoriale con i popoli pagani.

Non è possibile datare il libro di Giosuè. Si pensa, infatti, che l’ultima redazione sia avvenuta durante l’esperienza dell’esilio. Anche l’autore è difficile definirlo perché nel libro risultano essere presenti più tradizioni. Sicuramente l’autore ha utilizzato materiale già esistente ed elaborato come racconti liturgici e storici.

L’idea centrale del libro è che Dio guida alla libertà, conduce la storia ed ogni conquista è opera di Dio.

Per i cristiani Giosuè è la prefigurazione di Cristo: Giosuè ha condotto nella Terra promessa il popolo d’Israele e Cristo è il Salvatore del popolo di Dio.

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