Aiuto:Manuale di stile

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

È molto più importante che un articolo sia chiaro e ricco di informazioni, piuttosto che sia stilisticamente perfetto: sull'Enciclopedia la sostanza è ben più preziosa della forma. Questo manuale di stile ha la semplice funzione di aiutare gli autori - vecchi e nuovi - a scrivere articoli che siano:

  1. omogenei, che cioè abbiano tutti una struttura simile e adottino le stesse convenzioni per date, nomi, titoli ecc., affinché Cathopedia possa essere leggibile ed utilizzabile il più agevolmente e velocemente possibile;
  2. ben scritti, evitando alcuni degli errori ed equivoci stilistici che si commettono spesso quando si scrive senza essere abituati al mezzo di comunicazione che si sta usando.

Anche quando si è imparato ad evitare gli errori più comuni nell'uso di Cathopedia, questo non significa che non si possa migliorare. Scrivere bene è un'arte, e anche se Cathopedia non è un romanzo, è pur sempre un'opera con uno scopo (la conoscenza, la sua collezione e divulgazione): e rispetto a questo scopo ci sono modi migliori e modi peggiori di scrivere.

Se hai dei dubbi a proposito di termini che incontri su Cathopedia e che non ti sono familiari, vedi Aiuto:Glossario.

Lo stile enciclopedico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Cathopedia:Stile enciclopedico.

Una enciclopedia (e quindi anche Cathopedia) è una fonte terziaria di conoscenza (o secondaria nel migliore dei casi): cioè non può ergersi a testimone o garante di quanto riporta (come invece può fare un testimone oculare, per esempio) ma può soltanto riassumere, commentare e valutare quanto sostenuto da altre fonti. Per questo, chi scrive deve farlo per quanto possibile in modo impersonale, imparziale, oggettivo. e senza dare voce alle proprie emozioni, anche se per alcuni argomenti può essere difficile.

L'importante è farsi capire

Lo scopo di un articolo di Cathopedia è informare, quindi come già detto la sostanza è più importante della forma; tuttavia quando scrivete dovreste tenere sempre presente il destinatario di ciò che scrivete. Un articolo di Cathopedia è destinato a tutti, e quindi deve poter essere letto e compreso da tutti (adulti, ragazzi, bambini, professori universitari ed operai con la terza media). Perciò è necessario scrivere in modo piano e semplice, senza paroloni o frasi in gergo tecnico.

Non sempre questo è possibile: per esempio, se siete esperti di teologia dogmatica potreste scrivere un articolo (perfettamente legittimo) sulle processioni trinitarie. In questi casi è praticamente indispensabile scrivere in un linguaggio da iniziati, che risulterà normalmente comprensibile solo a pochissimi. Comunque, per quanto complesso sia un argomento, si può sempre esprimerne in parole povere almeno il concetto base: Wittgenstein, grande epistemologo, sostenne: "Se una cosa può essere detta con le parole, allora può anche essere detta con parole semplici", quindi cerchiamo sempre di far comprendere qualcosa in più a qualcuno.

Lo stile spicciolo

Se siete autori di Cathopedia vuol dire che avete qualcosa da dire, ma il vizio di sembrare importanti usando un italiano burocratico e artificiale ormai lo hanno preso in così tanti che (quasi) nessuno se ne accorge più: in quanto al posto di perché, si tratta di al posto di è, ne consegue che al posto di quindi...

Insomma, spiegandoci in parole veramente povere, certe circonlocuzioni, concordemente con quanto asserito dai massimi fra gli accademici della Crusca, tenderebbero ad esacerbare alcuni segnali semantici all'interno del contesto espressivo, influendo non lievemente sulla prassi di decodifica cognitivo-funzionale del potenziale fruitore: tali propensioni stilistiche influirebbero inoltre sui risvolti più prettamente gnoseologici del testo, rischiando di sottendere l'elaborato alle più trite e abusate tendenze sintattico-espressive, di tipo puramente aforistico, forse dissimulando, tra pindariche figure retoriche, un più coerente anelito comunicativo... ;-)

A proposito di forse: vi è mai capitato di scrivere frasi del tipo è forse uno dei maggiori? Se vi coglie la tentazione di scriverlo in un articolo, per favore non lasciate il vostro lettore nel dubbio: controllate su Google o dove meglio potete, trasformate eventualmente il vostro "forse" in certezza: assumetevi la responsabilità di quello che scrivete! O è uno dei maggiori oppure non lo è. Se non avete la possibilità o la voglia di verificare se un'informazione è vera oppure no, è meglio che non la scriviate affatto.

Ancora, le virgole scandiscono il ritmo delle frasi. Una frase, anche corta, che abbia tante, troppe, virgole, messe vicine, diventa lenta, pesante, faticosa, per chi, come voi, ora, legge. Le frasi con poche virgole invece scorrono via molto veloci e senza intoppi e spesso diventano molto più lunghe e piene di subordinate tanto che può diventare difficile per la mente del lettore capire cosa sta leggendo ora dal momento che non si è ancora potuta fermare un attimo da quando è iniziata la frase per tirare le somme e ricapitolare tutto quello che gli è passato sotto il naso perché ancora non ha trovato uno straccio di virgola o magari un bel punto.

Articoli che scottano

Nel caso di argomenti controversi (riguardanti in special modo alcuni movimenti ecclesiali) è necessario riportare senza omissioni o giudizi le ragioni di tutte le parti e (se ci sono) i reciproci punti di vista, insieme ai fatti che tutti o quasi giudicano rilevanti: sarà il futuro lettore, terzo in causa, a tirare le somme. Gli autori di Cathopedia, come quarti in causa (quale fonte non primaria o quanto meno indiretta di informazione) non sono autorizzati a farlo.

Se l'argomento può suscitare reazioni emotive forti (per esempio il Cammino neocatecumenale), oltre a fare quanto sopra è necessario prepararsi a discutere parecchio, perché - qualunque cosa si scriva - ci sarà sempre qualcuno che riterrà l'articolo non in linea con il punto di vista cattolico, cioè lo riterrà di parte, e riterrà urgente, doveroso e necessario farlo notare, far modifiche all'articolo personalmente...

In entrambi i casi, chi leggerà l'articolo sarà meglio informato se scriverete tenendovi lontani dai "massimi sistemi" e tratterete la questione da punti di vista più vicini al quotidiano, più facili da trattare perché se ne ha più esperienza diretta (e su cui più difficilmente si possono scrivere stupidaggini :-)

La struttura di un articolo

In generale ci sono alcune consuetudini di buonsenso che è bene seguire. Si parte con una introduzione, in cui spiegate in termini semplici la materia dell'articolo: un riassunto iniziale. Poi siete liberi di procedere come volete, anche se sarebbe comunque bene mantenere un minimo di gradualità nella complessità dell'esposizione, per non mettere i profani di fronte ad un muro subito dopo le prime righe. Cercate di essere completi nell'esporre almeno gli aspetti più importanti: se il discorso si fa troppo lungo o complesso non mettetevi a scrivere pagine su pagine, ma create collegamenti a nuovi articoli vuoti (che poi voi, o qualcun altro, scriverà) e trattate lì gli ulteriori argomenti.

Collegamenti finali

In fondo all'articolo vanno gli eventuali indirizzi a siti esterni a Cathopedia, creando una sezione dedicata chiamata "Collegamenti esterni".

Invece Possibili riferimenti correlati che si riferiscono ad articoli interni a Cathopedia possono essere inseriti aggiungendo una sezione "Voci correlate" prima di quella dedicata ai collegamenti esterni.

Quando un articolo è completo?

La risposta è semplice: un articolo non è mai completo. Per quanto in profondità abbiate trattato un certo argomento, c'è sempre qualcosa in più da spiegare, un dettaglio da aggiungere, una frase o un paragrafo da limare, un periodo o un'informazione inutile da togliere... volendo, nessun articolo è mai "finito" del tutto.

Per migliorare la leggibilità dei contributi di Cathopedia, questa adotta una regola per distribuire su più articoli eventuali testi troppo lunghi. Se ciò che si scrive misura più di 32 Kb, sarà considerato "troppo lungo" e dei loschi individui armati di forbici cominceranno a girare come squali attorno all'articolo, con l'intenzione di smembrarlo in vario modo.

Altri motivi per evitare di allungare troppo un articolo sono descritti alla voce Dimensione dell'articolo.

Convenzioni usate negli articoli

Convenzioni usate negli articoli dell'Enciclopedia
abc
Corsivo
''abc''
abc
Grassetto
'''abc'''
abc
Minuscolo
abc
ABC
Maiuscolo
ABC
collegamenti interni
[[abc]]
Intestazione
= Abc =
Lista
*abc
Modelli
{{abc}}
Capoversi - Date - Abbreviazioni - Parole straniere - "D" eufonica - Accenti
Sezioni, paragrafi, liste e linee - Collegamenti, URL e immagini
Formattazione dei caratteri - Nowiki e commenti - Tabelle - Modelli
collegamenti interni - Categorie - Reindirizzamento - Disambigua
Convenzioni linguistiche - Convenzioni di nomenclatura - Standard


Tutti gli articoli debbono avere l'oggetto della trattazione - specificatamente, il titolo della pagina - in grassetto nella frase di incipit (possibilmente proprio nella prima riga del testo) e comunque solo in quella. Non viene ravvisata la necessità di evidenziare in grassetto altre parti del testo, neppure se riferite a ulteriori occorrenze del titolo della voce.

Di solito il passaggio può essere svolto inserendo una frase completa, con soggetto, verbo e vari complementi, cioè non del tipo "Roma. Sede del papa", ma "Roma è una città italiana e la sede del papa".

Alcuni esempi di introduzione (presenti qui solo a titolo esemplificativo, perché non sono argomenti di interesse di Cathopedia), con sottostante la relativa modalità di codifica usata per produrre il testo (per ottenere il grassetto, il corsivo e i collegamenti):

Il '''teorema di Pitagora''' è un concetto della [[geometria]] così chiamato in onore di [[Pitagora]], [[matematica|matematico]] e [[filosofia|filosofo]] del [[VI secolo a.C.]].
'''Tom e Jerry''' sono due personaggi dei [[cartoni animati]]...

Se l'oggetto dell'articolo è noto anche con altri nomi (sinonimi, pseudonimi, o semplici variazioni d'uso comune), anche questi vanno indicati in grassetto.

  • L'idrossido di sodio (NaOH, noto anche come soda caustica...
L''''idrossido di sodio''' ([[NaOH]], noto anche come '''soda caustica'''...
'''Carlo Lorenzini''', meglio noto con lo [[pseudonimo]] di '''Collodi''', dal nome della [[Collodi (città)|città in cui risiedeva]]...

L'ultimo esempio si riferisce ad una biografia. Si conviene che in questi casi gli articoli debbano cominciare con il nome della persona a cui si riferiscono, seguito, fra parentesi, da luogo e data di nascita e di morte, separati con un trattino. Le date vanno inseriti come collegamenti, i luoghi solo nel caso che abbiamo una rilevanza in Cathopedia. Nel caso non si disponga dei dati completi, perché ad esempio non si conosce il luogo di nascita, ci si può limitare ad inserire quelli noti.

'''Carl Sandburg''' ([[6 gennaio]] [[1878]] - [[22 luglio]] [[1967]])

Per le persone viventi, evitare di mettere punti interrogativi, o puntini, o altro al posto di date e luoghi di morte. Premettete un "nato" o "n." prima dei dati.

'''Seamus Heaney''' (nato il [[13 aprile]] [[1939]])

Per i personaggi storici la cui importanza è legata ad un periodo di regno (come per i papi, occorre menzionare due tipi di date: le date di nascita e morte della persona e le date di inizio e fine del regno:

'''Papa Pio III''' ([[Siena]], [[9 maggio]] [[1439]] - [[Roma]], [[18 ottobre]] [[1503]]), al secolo '''Francesco Todeschini Piccolomini''', fu [[papa]] dal [[22 settembre]] al [[18 ottobre]] [[1503]].

Nel caso si volesse iniziare un articolo dedicato a un opera letteraria, viene la necessità di applicare contemporaneamente il grassetto e il corsivo.

L''''''Eneide''''' (''Aeneis'') è un poema epico di [[Publio Virgilio Marone]] scritto nel [[I secolo a.C.]]...

Stile delle date

Il titolo di un articolo costituito solo da un numero, si riferisce sempre ad un anno. Volendo si possono fare anche pagine per i decenni, per i secoli, per i millenni e per i giorni dell'anno.

Anni

[[474 a.C.]]
  • 474 (dopo Cristo)
[[474]]
  • 474 d.C. (dopo Cristo, abbreviazione: solo nel caso in cui nella stessa voce ricorrano anni prima e dopo Cristo)
[[474|474 d.C.]]

Giorni e mesi

  • 11 febbraio (il nome del mese - come quello di un giorno della settimana (es.: giovedì) - ha sempre l'iniziale minuscola)
[[11 febbraio]]
[[1 gennaio|1° gennaio]]
[[11 febbraio]] [[1967]]

Decenni

[[anni 1960]] (''l'abbreviazione in <nowiki>[[anni 60]] conduce agli anni 60 del primo secolo)</nowiki>
  • anni sessanta (i decenni hanno sempre l'iniziale minuscola e vanno indicati preferibilmente per esteso; è sconsigliata pertanto l'abbreviazione, ad esempio anni '60)
[[anni 1960|anni sessanta]]

Secoli

  • XIX secolo (mai 19° secolo o diciannovesimo secolo)
[[XIX secolo]]
l'[[XIX secolo|Ottocento]]

Stile dei capoversi

Usa i tag == per iniziare una sezione: questo consentirà che le sezioni dell'articolo possano essere autonumerate (opzione da settare nelle preferenze utente). Per evitare che la numerazione parta da 0.1, 0.2, ecc., controllate che le sezioni successive non abbiano meno "=" (segni di uguale) delle precedenti. Il primo capoverso è già segnato automaticamente dal software mediawiki, dunque non è necessario Inseriri nuovamente il titolo dell'articolo come intestazione della pagina.

==Paragrafo 1==

===Paragrafo 1.1===

====Paragrafo 1.1.1====

=====Paragrafo 1.1.1.1=====

==Paragrafo 2==

===Paragrafo 2.1===

Maiuscolo

Usate il maiuscolo il meno possibile e, una volta deciso quali parole vanno con l'iniziale maiuscola, è importante comunque conservare un criterio omogeneo. Non scrivete MAI (mai) parole con tutte le lettere MAIUSCOLE. Usate invece le maiuscole attenendovi alle seguenti indicazioni:

  • Usate solo l'iniziale maiuscola per iniziare un periodo dopo un punto fermo, un punto interrogativo e un punto esclamativo.
  • La regola fondamentale è che vanno in maiuscolo solo:
    • i nomi propri di persone o di animali
    • i nomi che indicano epoche, avvenimenti di grande importanza, secoli (se scritti in lettere), i periodi storici e i movimenti letterari, artistici e filosofici diventati antonomastici (es. Novecento, Rivoluzione francese, il Medioevo, il Rinascimento, la Riforma protestante, l'Umanesimo)
    • i termini geografici nel caso in cui indicano la regione geografica (es. America del Nord, la crisi del Medio oriente); nei nomi geografici composti il nome comune andrà in minuscolo ed il nome proprio andrà in maiuscolo (es. mar Mediterraneo, monte Bianco, monte Subasio, lago Trasimeno).
  • Nei nomi propri di enti, solo la prima parola andrà in maiuscolo (es. la Banca del lavoro, la Cassa di risparmio).
  • Nei nomi di palazzi, teatri, locali pubblici il nome comune va minuscolo il proprio maiuscolo (es. palazzo Trinci, palazzo dei Priori, teatro Mancinelli) tranne nel caso in cui il nome comune sia parte integrante del nome proprio (es. Palazzo Madama, Cappella Sistina, Teatro alla Scala, Ospedale Maggiore).
  • Santo, santa: vanno in maiuscolo quando fanno parte del nome proprio di una chiesa, località, via (es. "Nella chiesa di Santa Caterina", "Le torri di San Gimignano", "Abito in via San Filippo"). In tutti gli altri casi va in minuscolo, anche quando indica la festa (es. "La festa del patrono san Costanzo", "Nella liturgia di santa Scolastica"). In ogni caso mai sostituire la parola san, santo, santa, con "s.".
  • Chiesa: va sempre minuscolo tranne quando indica la comunità dei credenti (es. La Chiesa cattolica, Le Chiese cristiane).
  • I titoli di giornali, riviste e periodici vogliono l'iniziale della prima parola maiuscola o anche della seconda se la prima è un articolo (es. La Stampa, Corriere della sera, L'Unione sarda).
  • I punti cardinali quando indicano un'entità geografica (es. "il Sud dell'Italia", "gli stati dell'Est")
  • I nomi dei corpi celesti (es. la Terra, la Luna). Le parole terra, luna e sole vanno invece minuscole quando non rappresentano realtà astronomiche.
  • I nomi e gli aggettivi religiosi (es. Dio Padre Onnipotente).
  • I nomi di festività civili o religiose (es. Natale, Capodanno).
  • Gli acronimi (es. ONU - mai O.N.U. , FAO - mai F.A.O.)
  • Su Cathopedia usiamo le maiuscole di rispetto o riverenza per i termini più sacri del cristianesimo (es. Messa, Comunione, Eucaristia, Matrimonio, Ordinazione sacerdotale).

Minuscolo

  • Cariche ecclesiastiche come don, mons., fra, suor, padre, vescovo, cardinale, papa (tranne quando viene usato come nome proprio (es. Il Papa ha ricevuto in udienza; ma: papa Giovanni Paolo II).
  • Cariche ecclesiastiche, politiche, accademiche, scolastiche: vanno in minuscolo quando sono generiche o in presenza del nome proprio (es. vescovo, cardinale, assessore, onorevole, senatore, professore - quest'ultimo va abbreviato in prof. e in generale va omesso se c'è il nome, o si indicano eventuali titoli accademici o politici).
  • Si può usare il maiuscolo per nomi indicanti cariche pubbliche, autorità, quando all'inizio del testo si è specificato il nome della persona e nel prosieguo la si indica con il titolo (es. Ieri il vescovo Camillo Ruini ha detto... Nella visita successiva il Vescovo ha ribadito... Il sindaco Pinco Pallino ha inaugurato... Nel discorso il Sindaco ha affermato che...).
  • Scuola elementare, scuola media, scuola superiore parlamento, governo, ministero, camera, senato, giunta regionale, consiglio regionale, repubblica, regione, università, facoltà, ateneo (es. facoltà di Medicina. Studio all'università di Perugia. Ma: Sono iscritto all'Università degli studi di Perugia, lui all'Università Cattolica).
  • I nomi di settori, reparti, uffici o aziende (es. direzione del personale, direzione generale)
  • I nomi di popoli, tribù e adepti di confessioni religiose (es. italiani, francesi, asiatici, africani, cristiani, buddhisti). Tuttavia se riferiti a popoli storici o mitologici possono essere in maiuscolo: (es. i Greci, i Persiani, gli Egizi, gli Atlantidei, gli Ainur ecc.).
  • I nomi dei punti cardinali, tranne quando indicano realtà geo-politiche (es. il nord, il sud, l'ovest ecc.).
  • Nota Bene: nel dubbio tra maiuscolo e minuscolo vince il secondo.

Corsivo

Vanno messi in corsivo senza virgolette:

  • titoli (di libri, riviste, documenti, leggi, conferenze, canzoni, opere musicali, quadri e sculture);
  • citazioni (se usate l'apposito modello è automatico)
  • parole straniere, se non di uso comune. Parole straniere di uso comune non hanno il plurale nella nostra lingua.

Se il titolo è anche un collegamento, mettete le virgolette per fare il corsivo all'esterno delle parentesi quadre del collegamenti:

''[[Casablanca (film)|Casablanca]]'', ''Boccaccio '70''

Apostrofi

  • Nelle date tipo: "la guerra del 1914-18" l'apostrofo non va mai prima della cifra preceduta dal trattino (es. "La guerra del '14-18, non la guerra del '14-'18").

Numeri

  • Nella frase possibilmente vanno in lettere, anche le date, tranne l'anno. I numeri ordinali (primo, secondo...) vanno in lettere. Se non è possibile si usano i numeri romani che non hanno bisogno del (°) (es. La prima edizione..., oppure: la I edizione... ma non: la 1° edizione). Se è necessario usare i numeri arabi è preferibile far seguire al numero la lettera o/a (es. 1o classificato, 1a classificata). Se possibile evitare di usare l'abbreviazione di uso statunitense # (cancelletto o diesis) al posto di n. (meglio ancora sarebbe numero per esteso, vedi Abbreviazioni).

Eccetera

Va abbreviato in "ecc." oppure in "etc." e non è mai preceduto da virgola (né seguito dai puntini sospensivi "...").

Abbreviazioni

Usate le abbreviazioni il meno possibile. Cathopedia non ha problemi di spazio perché non è un'opera cartacea, quindi dove possibile scrivete pure la parola per esteso. Se volete farvi comprendere sarebbe opportuno che utilizzaste questa convenzione anche nelle pagine di dialogo.

Parole straniere

Le parole straniere vanno sempre indicate in corsivo, qualora non siano ancora entrate nell'uso comune italiano. Attenzione: anche il latino è una lingua straniera. Per capire quindi in generale se una parola debba essere ritenuta straniera oppure no, basatevi sulla fonte principale per ogni lingua, che è il dizionario della lingua stessa (ovviamente ce ne sono diversi, a voi utilizzare il buonsenso). Perciò, qualora la parola sia presente su un dizionario (o su più di uno), potete considerarla come appartenente alla lingua in questione. Ricordate che, secondo la grammatica, le parole straniere (usate all'interno di un testo italiano) non si declinano mai (ad esempio non è corretto parlare dei computers, ma solo dei computer, senza la 's' del plurale inglese). Tenete a mente che molte parole straniere, seppure di uso corrente, dispongono di sinonimi italiani ("week-end" si può anche dire "fine settimana").

Uso della d eufonica

Si può consigliare l'impiego per le congiunzioni e, o e la preposizione a, della d per sostenere meglio la pronuncia, nei casi in cui la parola successiva porti all'inizio la stessa vocale. Per esempio: ad amare, ad andare, ad aprire, ed ecco.

Non sarebbe proprio indicata invece con espressioni tipo: ad Adamo, od Odisseo, ad Iddio, nelle quali la vicinanza di un'altra d complica tutto.

Provare a pronunciare le possibili versioni della parola aiuterà chi scrive a capire quali forme preferire.

Uso dell'accento

La necessità dell'accento è prevista dall'ortografia italiana nei seguenti monosillabi in tabella (evitando eventuali problemi di omografia):

ché (congiunzione causale) che (in ogni altro senso)
(indicativo presente di dare) da (preposizione) e da' (imperativo di dare)
(«giorno») di (preposizione) e di' (imperativo di dire)
è (verbo) e (congiunzione)
(avverbio) la (articolo, pronome, nota musicale)
(avverbio) li (articolo, pronome)
(congiunzione) ne (pronome, avverbio)
(pronome tonico) se (congiunzione, pronome atono)
(avverbio) si (pronome, nota musicale)
(pianta, bevanda) te (pronome)

Considerabile superfluo l'accento per su avverbio, diversamente è da porsi su monosillabi come giù, già, ciò, e sui polisillabi composti come: viceré, trentatré, gialloblù.

Grave o acuto

In finale di parola in italiano l'accento può variare fra acuto e grave solo nel caso di e a secondo se è aperta (è) o chiusa (é). Nella maggior parte dei casi la parola termina con un accento acuto. Quindi, lo si ha nei seguenti casi:

  • ché e i composti di che (come perché, giacché, sicché, finché),
  • nei passati remoti (come poté, combatté, credé, ottené; eccetto diè),
  • nei composti di re, di tre e di (ventitré, autodafé, viceré),
  • parole come: , , mercé, scimpanzé

mentre, si ha accento grave con:

  • casi come cioè, ahimè, piè, , caffè
  • nella maggior parte delle parole adattate dal francese (come relè, sufflè, gilè, purè, lacchè)
  • nella maggior parte dei nomi propri (Giosuè, Mosè, Noè, Salomè, Averroè)

Scrivere È

Nota che è possibile inserire la È accentata maiuscola, evitando la più accessibile (ma errata) forma E', nei seguenti modi:

  • impiegando il pannello sottostante la casella di modifica del testo;
  • inserendo direttamente l'entità html &Egrave; o l'equivalente &#201; (il ; finale è da includere);
  • in ambiente Microsoft Windows, utilizzando la combinazione di tasti ALT + 0200;
  • in ambiente X-Window (GNU/Linux, FreeBSD, etc.), utilizzando la combinazione di tasti: FissaMaiuscole + è;
  • in ambiente Mac OS X, utilizzando la combinazione di tasti: Alt + Maiuscolo + e.

Virgole

La regola principale da ricordare riguardo all'uso della virgola è quella di non metterla mai come separazione tra soggetto e predicato.

Voce Manuale di stile di it.wiki: il materiale ivi presente è stato rielaborato in senso cattolico e integrato



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