Cattedrale di San Mamete (Langres)

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Cattedrale di San Mamete
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Langres Cathédrale Saint Mammès.JPG
Cattedrale di San Mamete (interno)
Altre denominazioni
Stato bandiera Francia
Regione Champagne-Ardenne
Dipartimento
Comune Langres
Località
Diocesi Langres
Religione Cattolica
Indirizzo
Telefono
Fax
Posta elettronica [mailto: ]
Sito web

[http:// Sito ufficiale]

Sito web 2
Proprietà
Oggetto tipo Chiesa
Oggetto qualificazione Cattedrale
Dedicazione San Mamete
Vescovo
Fondatore
Data fondazione
Architetto


Stile architettonico Romanico
Inizio della costruzione 1150
Completamento 1196
Distruzione
Soppressione
Ripristino {{{Ripristino}}}
Scomparsa
Data di inaugurazione
Inaugurato da
Data di consacrazione
Consacrato da
Data di sconsacrazione {{{Sconsacrazione}}}
Sconsacrato da {{{SconsacratoDa}}}
Titolo
Strutture preesistenti
Pianta
Tecnica costruttiva
Materiali
Data della scoperta
Nome scopritore
Datazione scavi
Scavi condotti da
Altezza Massima 23 m
Larghezza Massima
Lunghezza Massima 94,3 m
Profondità Massima
Diametro Massimo
Altezza Navata
Larghezza Navata
Superficie massima {{{Superficie}}}
Altitudine {{{Altitudine}}}
Iscrizioni
Marcatura
Utilizzazione
Note
Coordinate geografiche
47°51′51″N 5°20′06″E / 47.86419, 5.33504 bandiera Francia
Patrimonio UNESCO.png Patrimonio dell'umanità
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Tipologia {{{tipologia}}}
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Pericolo Bene non in pericolo
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Scheda UNESCO
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La Cattedrale di San Mamete (di Saint-Mammès) è una cattedrale della seconda metà del XII secolo costruita a Langres, nel dipartimento dell'Alta Marna (regione di Champagne-Ardenne) in Francia.

Fu costruita tra il 1150 e il 1196, nel centro del quartiere dei canonici, e fu dedicata a san Mamete, un martire del III secolo della Cappadocia. Il suo stile architettonico coniuga i volumi romanici borgognoni e le volte ogivali dell'architettura gotica.

Storia

Pianta della cattedrale (da Eugène Viollet-le-Duc, Dictionnaire raisonné de l'architecture française du XIe au XVIe siècle, 1856)

Intorno al 1140 il vescovo Geoffroy de La Roche-Vanneau (1139-1162), che era stato compagno di Bernardo di Chiaravalle decise di ricostruire la propria cattedrale. In quest'epoca era già in costruzione la cattedrale di Saint-Étienne a Sens e la pianta del nuovo edificio vi si ispirò ampiamente. L'elevato a tre livelli fu invece ripreso dalla terza chiesa abbaziale di Cluny.

I lavori di costruzione cominciarono dal coro. Da una bolla di papa Alessandro III, che si era rifugiato a Sens tra il 1163 e il 1165 sappiamo che in quest'epoca i lavori dovevano essere già ad uno stadio avanzato e mancavano solamente le prime campate della navata e la facciata. Nel 1190 furono acquistati dei terreni verso ovest e fu intrapresa una nuova campagna di lavori per terminare la cattedrale, che venne dedicata nel 1196, ma con ancora le volte della navata da completare.

Nel 1209 fu affidata alla cattedrale la reliquia della testa di san Mamete, proveniente da Costantinopoli. Nel corso del XIII secolo vi venne aggiunto un chiostro, di cui oggi restano solo due gallerie e fu aggiunta nel 1282 sul fondo dell'abside una cappella dedicata alla Vergine, per volere del canonico de Vergy.

Nel 1314 un incendio distrusse la copertura della navata centrale, che era rimasta coperta con un tetto a capriate lignee. Tra il 1324 e il 1366 furono aggiunte le cappelle del deambulatorio.

Tra il 1547 e il 1551 il canonico Jean d'Amoncourt, vicario generale del vescovo di Langres e cardinale di Givry, fece costruire sul lato sinistro la cappella della Santa Croce. Nel 1562 un nuovo incendio, causato da un fulmine, danneggiò ancora la cattedrale.

Nel 1746 fu demolita la facciata principale, che minacciava di crollare. Venne ricostruita tra il 1761 e il 1768 in stile neoclassico, su un progetto del 1758 dell'architetto Claude Louis D'Aviler; i lavori furono diretti dall'architetto Jean Antoine Caristie.

La cattedrale venne chiusa al culto in seguito agli eventi della rivoluzione francese nel 1790, ma venne riaperta nel 1791 per ospitare il vescovo "costituzionale" Hubert Antoine Wandelaincourt. Nel 1792 fu distrutta la recinzione che isolava il coro. A partire dal 1852 furono rifatte le parti alte della cattedrale, ad opera dell'architetto Alphonse Durand, al quale si deve anche la sacrestia (1857-1862).

Architettura

La cattedrale di Langres è vicina alle ultime costruzioni romaniche del tipo derivante dall'abbazia di Cluny per i volumi, l'elevato e la decorazione, ma è anche il più antico edificio borgognone a presentare le volte a crociera ogivali.

Il modello cluniacense fu seguito anche nella tripartizione delle pareti interne della navata centrale, dove alle grandi arcate che si aprono sulle navate laterali, si sovrappone un ordine di arcate cieche del triforio, al livello delle coperture delle navate laterali, e quindi un ordine di finestre. A differenza che nell'abbazia di Cluny, tuttavia, le volte erano previste come volte a crociera ogivali, permettendo di dare una maggiore ampiezza alla navata centrale.

Dimensioni

  • Lunghezza interna: 94,3 m
  • Altezza della chiave di volta della navata centrale presso il coro: 23 m
  • Larghezza della campata della navata centrale tra gli assi dei pilastri: 11,36 m

Larghezza totale delle tre navate: 24,4 m

  • Diametro dei pilastri della navata centrale: 1,25 m
  • Larghezza del transetto: 13 m
  • Lunghezza interna del transetto: 41,6 m
  • Altezza delle torri della facciata: 45 m (la torre meridionale, accessibile al pubblico, presenta una scala di 227 gradini)

Cappella della Santa Croce

Capolavoro dell'architettura rinascimentale, la cappella della Santa Croce, aperta nel 1549 nella navata sinistra, presenta una volta a botte decorata con cassettoni, un altare con edicola in marmo e un rivestimento in ceramica smaltata policroma di Rouen.

Arredi

Nel XVI secolo il cardinale de Givry fece dono alla cattedrale di otto arazzi che raffiguravano la leggenda di san Mamete: due di essi sono tuttora esposti nel transetto della cattedrale, mentre un terzo si trova al Museo del Louvre di Parigi.

Nella sala del tesoro si trovano inoltre:

  • un busto-reliquiario che ospita il cranio di san Mamete;
  • un reliquiario proveniente dall'abbazia di Chiaravalle che si ritiene contenga un frammento della Vera Croce;
  • una statuetta in avorio del XV secolo che rappresenta san Mamete che tiene in mano le proprie interiora (fu infatti martirizzato tramite sventramento con un tridente).
Bibliografia
  • Wilhelm Schlink, Zwischen Cluny und Clairvaux, Berlin 1970
  • Hubert Collin, Champagne romane, Zodiaque, La-Pierre-qui-Vire 1981.
  • Jean Marie Pérouse de Montclos, Le guide du Patrimoine: Champagne-Ardenne, Hachette, Paris 1995. ISBN 2-85822-614-8
Collegamenti esterni