Chiave

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Chiave di tabernacolo

La chiave è un utensile prevalentemente funzionale, realizzata spesso in argento e, in alcuni casi, munita di catenelle e nappine.

Il termine chiave deriva dal latino clavis, originato a sua volta dal verbo claudere, che significa "chiudere".

Descrizione

La chiave è generalmente formata da:

  • cannello, cavo o pieno;
  • terminazione sagomata o a dentelli, detta pettine, mappa o ingegno;
  • impugnatura, ad anello semplice nei modelli usuali, più elaborata in quelli più particolari.

L'importanza della custodia dei luoghi di culto è attestata fin dall'antichità dalla presenza di un addetto a conservare e consegnare le chiavi; oltre a quelle di grandi dimensioni desinate ad aprire/chiudere i portali della chiesa, n'esistono di più piccole per custodire entro cofanetti oggetti liturgici e biancheria sacra.

Tipologie

In base alla funzione, si possono classificare le seguenti tipologie rilevanti nell'ambito del cattolicesimo:

  • chiave del tabernacolo [1]: utilizzata per aprire/chiudere lo sportello di tabernacolo è, generalmente, attaccata ad una catenella o ad un cordone terminante in una nappina, e viene conservata nella sacrestia;
  • chiave del repositorio [2]: utilizzata per aprire/chiudere lo sportello del repositorio; essa presenta, generalmente, una catenella metallica o un cordone con una nappina e si conserva in sacrestia.
Note
Bibliografia
  • Luigi Grassi et al., Dizionario di Antiquariato, Editore A. Vallardi-Garzanti, Milano 1992, pp. 295 - 296 ISBN 9788811917014
  • Sandra Vasco Rocca, Gli oggetti devozionali, in Suppellettile ecclesiastica. 1, Editore Centro Di, Firenze 1988, ISBN 88703816412, p. 429
Voci correlate
Collegamenti esterni

Suggerimenti



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